Esulta, cuore, esulta, rompi il guscio,
la dura scorza, la gelosa pisside,
apri corolle, esponi al vento il tenero
filamento, disperdi lievi pollini
che la terra fecondino al suo nucleo,
e rinverdisca la stagione, e l’ora
lieta di risonanze si propaghi,
onda serena, alle tremende rive
irte di rovi e di reticolati,
le nostre pasque insanguinate. Esulta,
anima, esulta, svolgi il tuo sudario,
mostrati al mondo come rinnovato
corpo di luce, acceso al puro fuoco
di trafile celesti o ai sotterranei
passaggi in zone d’ombra: Lui, se chiedi,
ha mani che trascorrono lenienti
sulle antiche ferite; Lui, se credi,
ti solleva leggera dal sepolcro,
nella gloria del giorno. Perciò, esulta,
uomo rinato. Poiché il tempo è questo,
santo in ogni respiro, in ogni linfa.
Fulvio Di Lieto
