Certi giorni, come questo, vedo tutto grigio, desolato, e mi sento fuori posto e inutile, per me e per chi mi vuole bene. Vedo la lotta intrapresa di anni, decenni, e vedo che anche quel poco che dovrebbe cambiare per fare star meglio chi amo e me, non cambia. Certo, non dobbiamo essere egoisti, ma ci sono delle cose che anche i migliori asceti desiderano e che, almeno a me che sono banale, forse perché non merito, non mi si accordano. Ho pensato molto ai desideri in questi giorni e ho visto che non si può vivere senza. Nel contempo ho appurato che – è persino buffo raccontarlo – che dopo una difficoltà, spesso si presenta una benedizione, ma, alla lunga, non mi sembra cambi sostanzialmente nulla. Il punto è però: certo si può camminare al buio con un faretto che ti mostra dove fare il prossimo passo, ma perché la metà si fa vedere cosí poco?
Mauro M.
Altri sono i giorni veramente grigi e drammatici! Non ci crogioliamo nella tristezza, non è permesso! Siamo venuti sulla Terra per compiere un dovere: per evolvere personalmente e aiutare chi ci è vicino e la società tutta alla quale apparteniamo. La mèta dobbiamo averla in mente noi, non dobbiamo guardarla perché ci si mostra. Altrimenti facciamo come nelle favole, in cui si parla sempre di “un lumicino lontano lontano”. Il nostro deve essere un lume fatto di volontà, che illumina il percorso che stiamo facendo, giorno per giorno, e dobbiamo essere grati di essere qui e poter essere ancora al servizio della comunità. Quando saremo dall’altra parte, rimpiangeremo di aver fatto cosí poco! Meglio impegnarci e cercare di fare il necessario ogni giorno, anzi, piú del necessario!
Vorrei sapere se è stata pubblicata una raccolta delle preghiere e dei mantram dati da Steiner. Amici mi hanno consigliato di leggere i Salmi, ho acquistato un libro in cui per ogni Salmo è riportato a cosa serve. Può essere utile?
Alessandro C.
L’unico libro che è stato pubblicato con preghiere di Steiner è quello delle preghiere per madri e bambini (https://www.rudolfsteiner.it/shop/libri/pedagogia-nel-quotidiano/preghiere-per-madri-e-bambini/) ma non credo sia quello ricercato. I vari mantram sono disseminati nelle conferenze e in particolare in quelle della Scuola esoterica. Possiamo dire però che la recitazione dei mantram non sostituisce la disciplina interiore, che è ciò che fa procedere nella Via spirituale. Cercare l’appoggio della ripetizione di una formula può finire per sconfinare nell’automatismo. In questo periodo molti amici mi scrivono dell’aiuto che possono dare i Salmi. Non so chi li abbia indicati in maniera tanto coinvolgente da far seguire il consiglio anche a persone che da anni si applicano agli esercizi. Evidentemente quegli esercizi non sono svolti nella maniera piú efficace, altrimenti non si cercherebbe un aiuto da pensieri e parole che provengono dall’Antico Testamento. Noi seguiamo una corrente dinamica basata sul Nuovo Testamento, e cerchiamo di non appoggiarci su formule, tranne in casi indicati espressamente da Rudolf Steiner, e sono sempre dei mantram di carattere essenzialmente rosicruciano, quindi perfettamente cristiano. Massimo Scaligero ha scritto interi libri con consigli sulla meditazione e la concentrazione, ma non ha dato frasi da ripetere in maniera automatica. L’unica frase che lui stesso ha sempre utilizzato, è quella di San Paolo: «Non io ma il Cristo in me». Questa supera tutti i Salmi degli antichi patriarchi, lontani da noi per epoca e per sensibilità.
Parallelamente all’azione dell’Io macrocosmico, abbiamo a che fare in noi con l’azione dell’Io microcosmico del corpo umano naturale, il quale contiene il male, derivante dallo stato di parzialità. L’Io può trasformare il corpo, eliminando il male da esso. Il grande problema è che durante tale processo, il corpo diventa di nuovo invisibile. Ecco perché Cristiano Rosenkreutz, dopo essere stato educato dai dodici grandi Maestri della saggezza terrena, diventò quasi trasparente e morí molto giovane. L’identità raggiunta da un grande Iniziato crea un corpo adamantino, e quindi invisibile (il Fantoma). Ecco perché anche Gesú risorto non era visibile a tutti. Con un tale corpo non si può apparire nel mondo visibile ai sensi fisici, perché i sensi fisici offrono proprio la visione parziale del mondo, per quanto veritiera essa possa essere. Solo dal punto di vista della parzialità esiste l’altro. E l’amore si può soltanto rivolgere all’altro. La compiacenza con se stessi non genera la forza di amore. La scintilla dell’amore va accesa con ciò che non ci piace. Questo è un esercizio relativamente facile vivendo solo nel corpo astrale, il quale è costituito di antipatie e simpatie, ma diventa impossibile allo stato di identità, almeno senza il sacrificio di tale stato. Il grande Iniziato deve di nuovo sacrificare lo stato di identità, per diventare una persona particolare, capace di amare il prossimo. Praticamente, a quelle condizioni, egli sceglie di vivere “dentro se stesso”, come una persona qualsiasi. Niente vieta però a tale persona qualsiasi di ascendere di nuovo a se stesso, al suo Io superiore, che è rimasto allo stato di identità. Il problema è solo che un tale Iniziato disceso nella vita comune, non ha nessun vantaggio, solo perché, in un qualche senso, ha un passato glorioso! Al contrario, la volontà di ascendere può essere anche meno pungente, perché si sente relativamente a suo agio “dentro se stesso”. Ecco da dove nasce la spaventosa possibilità della totale perdita di ogni spiritualità acquisita nel passato. Steiner ne parla apertamente, ponendo la domanda: dove sono tutti gli Iniziati del passato?
Alex
Secondo quanto predetto da Massimo Scaligero, gli Iniziati del passato, unitamente ai grandi Maestri, ai santi e ai profeti dell’antichità, dovrebbero attualmente essere incarnati nel mondo per cercare di arginare la discesa nel baratro nel quale l’umanità sembra dirigersi ad occhi chiusi, inseguendo una smania di libero arbitrio e libertinaggio scambiata per libertà. Tale deriva è sapientemente indirizzata dagli Ostacolatori, che cercano in ogni modo di impedire il risveglio delle coscienze e la trasformazione dell’egoistica odierna società malata, in una società basata sull’altruismo, sulla comprensione e accettazione dell’altro, e sulla Tripartizione dell’organismo sociale. Questi aiutatori dell’umanità lavorano però in maniera nascosta, suggerendo, ispirando, ma non prendendo apertamente le redini di una collettiva redenzione, perché il lavoro deve essere individuale: ognuno deve trasformare se stesso, solo cosí si trasformerà l’intera società. Ognuno di noi, quindi, non deve cercare di trasformare gli altri, ma deve partire dalla propria individualità, offrendo poi un esempio virtuoso che può essere seguito da molti. È dal basso, dal singolo, che questa volta si opererà alla vera trasformazione, non dalla rivoluzione della moltitudine, che sfocia sempre nell’orgia di follia e di sangue. Sarà una metamorfosi silenziosa ma efficace, in armonia con quanto fu preconizzato dai Rosacroce in un’epoca in cui, evidentemente, l’uomo non era ancora preparato ad attuare ciò che è tuttora valido, benché apparentemente abusato: Liberté, Egalité, Fraternité.