
Raffaello «Crocifissione»
Il mistero del Golgotha sarà completamente chiaro, ci sarà svelato, lo comprenderemo completamente, solo quando l’Uomo avrà compiuto la sua evoluzione. Probabilmente quando sarà egli stesso Logos. Ma sarà alla fine del cammino.
Ad ogni passo del quale, però, un aspetto di quell’evento svela qualcosa di piú profondo rispetto al passo precedente.
Quindi infinite sono le letture di quei fatti di Palestina, poiché infiniti sono i passi che l’uomo compie per evolversi.
Senza voler, quindi, esaurire il discorso con poche parole, si può però parlare del senso dell’avvento del Christo nel mondo, se pur all’attuale livello d’evoluzione dell’uomo, anche dal punto di vista del dolore necessario perché si compisse.
Spesso non si attribuisce abbastanza importanza alle torture subite dal Gesú durante la flagellazione, quasi come fossero una atto gratuito causato dalla crudeltà umana dei Romani. E poco si riflette, ad esempio, sul dolore di Maria e degli apostoli, che vedevano morire, sotto dolori indicibili, Colui che amavano. Bisognerebbe sempre porre l’accento su quanto è costato, proprio sul piano fisico, l’incarnarsi del Christo sulla terra.
Sul piano personale, nella vita di ogni essere, accade lo stesso: si susseguono, durante l’esistenza, una serie enorme di calvari.

Anche il famoso stato di shock, a seguito d’eventi drammatici, quel senso di percezione alterata della realtà, che la scienza moderna definisce come negativo: altro non è che il miracolo profondo di una maggiore autocoscienza vissuta. In quei momenti interviene l’Io-sono, che prende il comando della vita al posto dell’ego.
Il significato, come ci dice Massimo Scaligero in Meditazione e Miracolo, del dolore è proprio quello di trovare il miracolo nell’anima per superarlo, cioè trasformarlo in gioia. Il dolore e la sofferenza hanno in sé, ci dice sempre il nostro Maestro in quelle pagine, la forza alla quale appellarsi per uscirne. In quei momenti non conta la devozione alla Scienza dello Spirito, né la sua conoscenza, e neanche l’allenamento agli esercizi, ma soltanto quell’appellarsi, anche incosciente, al Divino che trasforma il mondo, lo crea.
Effettivamente nel mistero del Golgotha e del Sacro Supplizio questo è accaduto: attraverso la trasformazione del dolore e della infinita sofferenza patita da quegli uomini, è sgorgata la forza di redenzione umana, cioè di fecondazione dell’Io-Logos nell’Uomo, nella Terra. Ed è quello che al proprio livello attende quotidianamente ogni singolo uomo sul piano fisico.
Probabilmente se continuasse il governo dell’anima da parte dell’Io-Sono, non sarebbe necessaria la prova seguente. Quel risveglio sarebbe sufficiente, non tanto ad annullare il proprio Karma, ma ad annullare il dolore del limite che si spezza ad ogni prova, affinché ogni prova sia vissuta con pacata coscienza a percepirne il movimento spirituale che la determina. Quando questo riesce, allora il sentimento del dolore ha acquisito il suo vero compito: diventare un organo di percezione spirituale, come ci indica il Maestro dei nuovi tempi Rudolf Steiner.

Il dolore ha in sé la forza Divina a cui appellarsi per uscirne. È la promessa di Massimo Scaligero nelle stesse pagine. Non serve nulla in quel momento, e a qualunque livello spirituale si appartenga, il miracolo interiore è sempre possibile. Lo squarcio del dolore può sempre arrivare; ed è il senso per cui quella prova si dà. Quando subentra lo squarcio di quel fulmine, significa che la profonda quiete dell’Iside Sofia inonda l’anima e calma le acque interiori. Allora la prova cessa, perché si esaurisce la ragione per cui si è data.
La Scienza dello Spirito non è la via per non soffrire o per non vivere le prove difficili del proprio Karma, ma per trasformarle, riceverle come sacro opus del proprio esistere ed evolversi, imparando a non temerle.
Quello che si teme, ci esortava sempre il nostro Maestro, è la paura di come cambierà l’esistenza. E questo appartiene ad Arimane. Effettivamente piú si è preda degli Ostacolatori, piú si temono le prove interiori, si cerca di esorcizzare il dolore e la sofferenza in qualunque modo istintivo. È importante invece far tacere gli Ostacolatori, non dar loro materiale con cui dominare. Gran parte della sofferenza nasce proprio dalla paura di provarla, ma anche di aprirsi alla nuova vita, a cercare di conservare il caldo delle proprie debolezze, non metterle in discussione in alcun modo.
Invece, l’aspetto benefico di quello che accade risiede proprio in quella trasformazione dell’esistenza, che può anche essere, in apparenza, subitanea ed immediata; ed invece a guardar bene è stata intessuta negli anni da una serie di decisioni, pensieri ed eventi preparatori.
Riuscire già a vedere questo, è l’inizio del miracolo, perché è iniziare ad accettare il corso del Karma senza ribellarsi, quindi guardandolo con cosciente calma nel suo svolgersi.
In questa accettazione cosciente c’è il vero segreto della trasformazione del dolore in gioia, nella profonda Gioia spirituale, che spesso sentivamo trasparire dalle parole del nostro Maestro Massimo.
Quella Gioia è il manifestarsi interiore dell’Iside Sofia.
Che questa Pasqua possa accendere la Sacra Luce dentro l’anima di ognuno.
Massimo Danza
