Il prodigio di trasmutazione

Ascesi

Il prodigio di trasmutazione

 

Il mistero dell’“unigenito” è la filiazione radicale dell’essere che non ha bisogno di riferimento ad altro: è tutto in sé. Non v’è brama che lo dualizzi. Il suo Amore non viene dal bisogno dell’altro, ma dalla volontà di volere il volere dell’altro: la grande purificazione è questa. Volontà che si irradia dall’altro, la costruzione volitiva dell’Amore non obbedendo a un impulso, ma costruendo l’impulso mediante donazione di sé, volitiva. L’altro è ritrovato come Io, ed è il proprio Io. È un suono che non ha misura terrestre, ma diviene potere musicale terrestre, direzione individuale, quando risuona nel sensibile. Qui l’individuale realizza ciò che in origine fu un impulso non individuale, cioè universale, fuori del sensibile.

 

E tuttavia può farlo soltanto grazie all’essere libero, quando è nella sfera sensibile, cioè nell’opposto dello Spirituale. Operazione di Luce, la massima logica, da cui nasce come vita novella il pensare. Che è il piú profondo riposo: perché il pensiero si congiunge con la sua Luce, che è l’Amore oltre il limite del temporale, la vera direzione dell’atto cosciente. Non c’è oggetto, perciò è una corrente d’Amore: non trova opposizione alcuna in nulla: perciò vive e si profonde nell’Infinito: ama, perché è puro pensiero. Essere nel raccoglimento, ma anche nell’azione, per stabilire un valore che significhi nell’umano l’orientamento superumano. Se ci si accosta sicuri all’apice fiammeo dell’imaginare che diviene vita, si moltiplica la forza dell’Amore risanatore del mondo. Mondo malatissimo, necessitante di una continua fluenza di tale Amore risanatore. È necessario guardare dal punto di vista del Christo, o in relazione al Christo, simile mondo. Tutt’intorno a noi eventi aspri e rivelanti nuovi piú raffinati aspetti della malvagità. Occorre una grande elevazione interiore, per un contrappeso cosmico all’ascesa della tenebra.

 

L’azione interiore è decisiva per questa urgente terapia del vivente che muore: ma non vuole morire, e tuttavia fa del tutto per morire. Dobbiamo consacrarci al Divino affinché la Vita veramente viva e l’Amore fluisca ininterrotto, per aiutare i nostri fratelli. Gratitudine a tutti coloro che sostengono il male del­l’Amore degradato, perché in alto sia realizzato l’Amore originario, che li salverà. Questo è l’impeto dell’Amore che non conosce impedimenti umani.

 

Il prodigio di trasmutazione

 

 

 

Si stringono i tempi della redenzione. Una volontà piú decisa sospinge l’essere centrale: l’Io Superiore urge nell’Io, cioè su sé. Qualcosa di grande e di decisivo è molto vicino: per far risonare di nuovo la parola del Dio trino ed uno, epperò del­l’essere androginico originario. Ritornare angeli, dominando la veste umana, per compiere il prodigio di trasmutazione.

 

 

 

Massimo Scaligero

 


Da una lettera del settembre 1974 a un discepolo.