Il titolo che avrei voluto dare a questo mio scritto sarebbe stato: “I Santuari terapeutici ancor prima del cristianesimo”. Vedrò ora di spiegarne il perché, e tratterò di quelli che ho avuto modo di visitare e studiare nell’area dell’Umbria e in special modo della Valnerina.
I Santuari terapeutici erano e sono legati alla presenza del Sacro e delle funzioni terapeutiche che questo vi esercita, spesso sono poi nei pressi di fonti ritenute sacre già nel lontano passato.
Alla metà anni ‘90 dello scorso secolo, un gruppo di interessati e studiosi dell’argomento, e tra questi il sottoscritto e la mia compagna Anna Rita, con la guida di don Mario Sensi, studioso e cultore dell’argomento oltre che docente universitario, iniziammo delle uscite e sopraluoghi nei Santuari terapeutici dell’Umbria, e specialmente nell’area della Valnerina e del Nursino.
Ci trovammo in luoghi e ambiti del Sacro fuori dai circuiti del turismo classico, che oltre a Norcia e Cascia poco piú conosce.
Entrammo in contatto con persone e situazioni talmente fuori del comune che noi stessi, pur adusi a questo, ne restavamo stupiti; erano realtà fuori da ogni logica di turismo, anche religioso, presentavano segni che rimandavano ad un passato di storia, arte e fede ormai dimenticata.

Rasiglia, col Santuario mariano e le Fonti sacre
E poi Vallo di Nera, San Felice di Narco, Sant’Eutizio a Campli, San Pietro in Valle, Sant’Erasmo e Cesi, queste solo alcune delle località che avemmo modo di visitare e di documentarne la storia.

Le Fonti del Clitunno a Campello
Una menzione particolare meritano le Fonti del Clitunno, note sin dall’antichità e celebrate da Virgilio e in seguito dal poeta Giosuè Carducci: un luogo che dona una sensazione di pace e distensione animica e spirituale operate dalla visione delle sue acque limpidissime, che sgorgano da rocce sotterranee creando un lago molto suggestivo.
Da tempi immemori le popolazioni del posto si recavano presso tutti questi luoghi ove si trovano Fonti sacre, per impetrare grazie e salute, volgendosi alla Vergine e ai Santi a cui esse erano dedicate. Ciò che qui preme di dire però è che questi luoghi erano sacri ancor prima dell’avvento del cristianesimo, sorgevano su preesistenti siti dove già in piccole are sacrali, edicole o al piú in piccoli santuari cosiddetti pagani le genti del posto veneravano divinità del luogo: Pale, Cupra, Angizia o forse Diana, Hera o Vesta, che da secoli, se non da millenni, elargivano grazie e benefíci a chi li frequentava, cosí come lo elargivano il Genius Loci o le Ninfe, le Driadi, Amadreadi ed Oreadi, gli Esseri Elementari tutti che al tempo interagivano con l’uomo.

La Chiesa “pensile” di Santa Maria Novella a Cammoro, con una celebre Fonte taumaturgica
Poi fu l’avvento del cristianesimo come religione di stato, l’Editto di Costantino, Teodosio e i Padri della Chiesa, e tutta le religione degli avi fu considerata eresia, fonte di demoni e perversione. Venne attuata una sistematica distruzione di opere d’arte, testi classici dell’antichità, biblioteche e tutto ciò che era in odore di paganesimo. I pagani erano considerati con disprezzo da tutti coloro che aderivano al nuovo credo.
Furono distrutti i templi e le statue, e costruite chiese e abbazie sulle rovine e spesso con i materiali degli antichi edifici, senza speranza per chi ancora voleva attenersi ai riti e ai culti del passato.

Le Fonti di San Valentino a Cesi già conosciute in epoca preromana
Il cristianesimo già nei primi secoli mostrò un volto di intolleranza, mandando al rogo e a morte coloro che indugiavano ancora nel credo del passato. Non era certo il portato cristico che in quel caso operava, ma demoni inferi all’interno dell’apparato della Chiesa nascente.
Alcuni dei Santi e Padri di cui la Chiesa si vanta e che ha posto agli onori degli altari furono il braccio violento di quel fanatismo che è lo specifico di religioni monoteiste quali l’Ebraismo e l’Islam.
I Santuari Terapeutici però proseguirono ad essere frequentati, anche se dedicati ad altre divinità: alla Vergine, ai Santi o ad Arcangeli, ma molti che vi si recavano, e tuttora vi si recano, erano e sono ben consapevoli che il potere taumaturgico che ancora vi si manifesta ha radici lontane, una storia di guarigioni e conversioni al sacro che non appartiene ad una religione in particolare, ma alla sacralità di un luogo prescelto dalla Divinità per aiutare l’uomo e lenire le sue sofferenze del fisico, e spesso anche dell’anima.
Davide Testa
