Ecco ora un fatto curioso. Herman Grimm afferma: «Come si sforzano oggi i francesi di presentare la guerra contro la Germania che hanno in mente come un imperativo morale, il cui riconoscimento esigono dagli altri popoli, anzi dagli stessi tedeschi!». È un pensiero fin troppo azzeccato. Lo sforzo di presentare questa guerra come un imperativo morale non è forse evidente oggi in ciò che ci arriva dall’Occidente?
E vorrei leggervi ancora una terza frase di Herman Grimm. Anche in questo caso scorgerete come essa trovi la sua realizzazione in ciò che il nostro movimento porta con sé: «Gli abitanti del nostro pianeta, considerati nel loro insieme, sono pervasi da una sensibilità universale che anche i popoli piú rozzi intuiscono e che temono di violare. Gli uomini di oggi riconoscono a ogni individuo il diritto all’autodeterminazione spirituale. Anche le creature umane piú selvagge si lasciano guidare da questi pensieri». Con queste parole, Herman Grimm non fa altro che esprimere il primo principio della nostra Società.
Qui potete vedere come la nostra Antroposofia sia una risposta al richiamo che lo spirito tedesco ha fatto risuonare nelle voci dei migliori esponenti della sua vita intellettuale. Il cuore dell’Europa nutre un profondo desiderio di spiritualità. Ciò spiega anche il fatto che il tedesco, ovunque vada, si adatta alle usanze del Paese, sacrificando i propri costumi di vita precedenti, rinunciando non alla sua cultura spirituale, ma alla sua nazionalità.
Tutto questo, miei cari amici, da un lato ci aiuta a essere giusti, ma dall’altro non ci permette di chiudere gli occhi davanti a ciò che deve essere davvero preso in considerazione.
Anche per gli occultisti ci sono state delle sorprese negli ultimi tempi; e posso dire che durante il mio corso a Norrköping ho potuto o dovuto pronunciare una parola basata su tale sorpresa. È vero: che questi eventi dovessero verificarsi era prevedibile già da anni, cosí come era prevedibile che dovessero verificarsi proprio quest’anno, per volere del destino. Ma all’inizio di luglio non si poteva dire altro se non che ci saremmo riuniti per il ciclo di Monaco e che poi, quando ci saremmo separati, ci saremmo trovati di fronte a eventi significativi, come ci si poteva aspettare.

L’attentato di Sarajevo
Poi ci fu l’attentato di Sarajevo. Se ho spesso sottolineato quanto siano diverse le cose qui sul piano fisico rispetto al piano spirituale, quanto spesso si manifesti l’immagine opposta, è stato comunque una sorpresa per me poter confrontare l’individualità che ha subíto questo assassinio, prima e dopo la morte. È successo qualcosa di strano: questa personalità è diventata una forza cosmica. Menziono ciò per richiamare l’attenzione su come le cose sul piano fisico siano simboli di ciò che è spirituale e su come, a ben vedere, tutti gli eventi del piano fisico possano essere spiegati solo guardando oltre, al piano spirituale. Alcuni di voi conoscono una mia precedente affermazione. Ho detto: l’orrore aleggiava nel mondo astrale, ma non poteva scendere sul piano fisico, perché sul piano fisico erano concentrate forze astrali, forze di paura che lo ostacolavano. Era il 20 luglio quando ho capito che le forze della paura si erano trasformate in forze di coraggio, di audacia. Un fatto incredibilmente grandioso: le forze della paura si trasformarono in forze del coraggio. Non era piú inspiegabile ciò che si stava verificando sul piano fisico come un fenomeno cosí unico: quell’entusiasmo. Questo è un fatto che era unico per me e, per quanto ne so, non era noto a nessun occultista prima di allora.
Ebbene, avete visto tutti come questo entusiasmo abbia contagiato in pochi giorni persone che prima erano davvero pacifiche, come un’ondata di coraggio si sia riversata su di loro.
Ben presto arrivarono i tempi in cui si ascoltava con tristezza quali enormi sacrifici richiedesse questa guerra. E quando nei primi giorni di settembre mi trovavo a Berlino, un profondo dolore mi penetrò nell’anima quando mi resi conto di quali fiori dell’anima tedesca dovevano essere sacrificati sul campo di battaglia. Dovetti soffermarmi su questo dolore, e questo generò – non per mio merito – la ricerca occulta. Nel dolore, all’anima viene donata la conoscenza occulta. La domanda angosciante si poneva alla mia anima: se, in particolare, il fiore dei capi dei singoli corpi militari viene spazzato via, cosa succederà?

La visione chiaroveggente di Rudolf Steiner
E lí si poteva vedere come fossero i Caduti che, dopo la morte sul campo di battaglia, aiutavano coloro che dovevano combattere dopo di loro. Ciò era il risultato della ricerca chiaroveggente. Quando i morti aiutano i vivi, ciò è di conforto in mezzo al dolore. Miei cari amici, la scienza spirituale deve intervenire nella vita nei momenti in cui ogni conforto sembra impossibile, in cui non si riesce a trovare il giusto stato d’animo. Anche in questi casi la conoscenza spirituale è in grado di dare il giusto stato d’animo, può ancora offrire consolazione. So che ci saranno anime della nostra comunità che trarranno coraggio da tale conoscenza in mezzo a eventi tristi.
Dallo studio delle scienze spirituali sappiamo che gli esseri spirituali sono le guide e i dirigenti del cammino dell’umanità. Nel mondo spirituale è stabilito che fino a un certo momento accada approssimativamente l’una o l’altra cosa. Supponiamo che fino al 1950 o al 1970 sia destinato all’umanità terrestre di raggiungere un certo grado di capacità di amare per combattere l’egoismo. Tutto ciò che è scienza spirituale mira a generare questa capacità di amore. Lo fa in modo simile al modo in cui il legno nella stufa genera calore. Può essere generata attraverso la parola; e all’interno della nostra corrente si cerca di generarla attraverso i grandi insegnamenti dell’Antroposofia. Ma se la ricettività delle anime umane nei confronti della parola non fosse sufficiente, se le cose procedessero troppo lentamente, cosicché al momento stabilito la capacità di amare e il sacrificio non fossero sufficientemente sviluppati, allora dovrebbe intervenire un altro maestro.
A Dornach ciò è stato presentato simbolicamente. In realtà l’intenzione era quella di terminare la costruzione all’inizio di agosto. Ma non è stato possibile; il karma non aveva previsto che l’intera costruzione fosse pronta entro quella data e che guardasse dall’alto della sua collina che domina la zona da Est e Sud-Est come simbolo dello Spirito. Tuttavia, le colonne con le cupole si ergono nel vasto paesaggio come un osservatorio spirituale. Nella nostra costruzione deve essere risolta anche la questione della realizzazione di uno spazio acusticamente idoneo. Ho potuto constatare che è stata trovata la giusta acustica. Il suono, testato da un certo punto, ha confermato che l’acustica era effettivamente appropriata per l’edificio. Ma in questa acustica i nostri amici non hanno potuto sentire inizialmente la parola della vita spirituale, bensí hanno sentito prima l’eco del rombo dei cannoni provenienti dal Sud dell’Alsazia e, invece della luce del mondo spirituale, ampie masse di luce provenienti dal proiettore del forte Istein sono penetrate nell’edificio e lo hanno illuminato. Un simbolismo singolare! Un simbolismo che forse può essere citato. A volte è necessario un maestro diverso!
Non era forse un maestro straordinario? Non si oppone con forza al materialismo? Quante cose sono successe in una settimana! Quanta lotta contro l’egoismo! Quanta capacità di sacrificio, di amore per il prossimo è emersa!
Quando recentemente sono tornato da Vienna, il karma mi ha messo tra le mani un giornale. In esso c’era la descrizione di un soldato austriaco che partiva per il campo di battaglia. Egli descrive innanzitutto come durante il viaggio verso il teatro di guerra i soldati ricevano da tutte le parti prove di affetto, e alla fine c’è un passaggio – il soldato molto probabilmente non si è mai avvicinato alla Teosofia – in cui egli dice: «Noi che andiamo al fronte cerchiamo con tutto il nostro coraggio e con tutto ciò che abbiamo di difendere la giusta causa; ma anche coloro che restano a casa possono fare la differenza». Poi arrivano le grandi parole, egli dice: «Chi ascolta Dio, preghi; chi non può pregare, raccolga tutti i suoi pensieri e la sua forza di volontà nel desiderio ardente della vittoria…», e cosí contribuisce per la sua parte! Abbiamo parlato a lungo del potere del sentimento. Ora, in un semplice soldato vive ciò che abbiamo coltivato in anni di lavoro. Qualunque sia il prossimo risultato, una cosa è certa: l’evento porterà spiritualità nell’animo umano, che altrimenti non avrebbe trovato per molto tempo.

I Romani contro i Cartaginesi
Questi eventi sono epocali. Sono paragonabili solo ai grandi eventi del passato, che si svolgono ciclicamente. Proprio come la lotta dei Romani contro i Cartaginesi, come le guerre delle migrazioni dei popoli furono importanti e influenti per la cultura nascente dei popoli, cosí non meno significativa è la lotta in cui ci troviamo. E da alcune delle parole che pronuncio una potrà entrare nei vostri cuori: coloro che oggi versano il loro sangue sul campo di battaglia lo fanno come sacrificio per qualcosa che deve accadere. Deve accadere per il bene dell’umanità. E quando guardiamo ai grandi sacrifici, ai dolori, una cosa può riempirci, se non di gioia, almeno di grande soddisfazione interiore: che scorre sangue sacro, santificato dagli eventi; e coloro che lo hanno versato diventeranno i membri piú importanti per i tempi futuri. Molte cose ci saranno chiare se riusciremo a vedere nel sangue che scorre sangue sacrificale santificato. Se permeiamo le nostre anime con questa verità, allora lo Spirito porterà frutto in noi. Posso dirlo: ciò che disse quel semplice soldato può realizzarsi, soprattutto nelle anime dei nostri cari amici antroposofi.
I pensieri che nell’anima antroposofica sono coltivati come convinzioni, risuoneranno con particolare forza; e ciò è necessario affinché la formula che abbiamo posto all’inizio delle nostre considerazioni possa avere effetto. Tra i combattenti ci sono già alcuni che servono nella vera fede.

Spiriti delle vostre anime,
guardiani operosi,
le vostre ali
possano portare
l’amore supplichevole
delle nostre anime
agli esseri umani terrestri
affidati alla vostra
protezione, affinché,
uniti al vostro potere,
la nostra supplica possa
irradiarsi alle anime
che essa cerca con amore.
Miei cari amici! Lo scopo della mia conferenza odierna era quello di confrontare il significato di ciò che abbiamo imparato con gli eventi attuali, in modo da poter superare la prova e guardare con occhio critico agli avvenimenti e alle circostanze. La spiritualità arriverà anche attraverso quel grande maestro che ora sta attraversando l’Europa. Ma l’uomo è nato per essere libero. Molto dipende da coloro che sono uniti a noi nel movimento spirituale. Se i pensieri antroposofici saranno ora correttamente presenti nelle vostre anime nel momento della prova, allora quello spazio che ora è pieno di passioni confuse sarà riempito da pensieri spirituali luminosi, da sentimenti sacri e autentici. Tali sentimenti continueranno a vivere per sempre.
Alcune notti prego affinché ci siano molti antroposofi che emanino una tale forza di pensiero luminosa e radiosa; e se troveremo anche la giusta volontà, avremo la possibilità di occupare il nostro posto nel vero servizio d’amore. Prestiamo attenzione a dove possiamo portare l’amore nel mondo anche attraverso il lavoro. Il nostro karma farà sí che, ovunque ci troviamo, ci venga richiesto questo o quello, a cui siamo destinati in quel momento.
Con le lacrime agli occhi ho letto la lettera di un giovane austriaco alla madre, che il 26 luglio ha ascoltato le parole pronunciate a Dornach, come ciò che l’Antroposofia può dare in termini di atteggiamento mentale e forza viva nel suo cuore e gli permette di adempiere al suo dovere là dove il destino lo ha posto.
E gli stessi sentimenti e pensieri mi sono venuti incontro dalla lettera di un altro giovane amico, che aveva partecipato anche lui a quell’incontro a Dornach e poi era partito per il fronte. Sono questi i pensieri e i sentimenti che devono vivere oggi nelle anime: dove il dovere ci chiama, cerchiamo di compierlo, esercitiamo il nostro giudizio e siamo attenti dove è richiesto il nostro amore. Allora una cosa si realizzerà in futuro: quando un giorno i popoli d’Europa non si affronteranno piú in battaglia, quei pensieri che ora inviamo saranno quelli che rimarranno, saranno i piú forti, rappresenteranno l’eterno.
Ciò che proviamo ora sarà di beneficio se sarà unito al sentimento che una vittoria è inevitabile: la vittoria dello Spirito.
Un uomo di Stato tedesco ha pronunciato parole singolari proprio la scorsa primavera. Riguardo alle nostre relazioni con la Russia, ha affermato che la Germania intrattiene rapporti amichevoli con Pietroburgo, determinata a non prestare attenzione alle pressioni esercitate dalla stampa. E a luglio è stato detto dell’Inghilterra che la distensione stava facendo progressi, che i negoziati con l’Inghilterra non erano ancora conclusi, ma che sarebbero proseguiti in questo senso. Cosí ancora a luglio poteva parlare un noto statista. Rileggiamo ora queste parole e proviamo a immaginare come si comporti il giudizio umano di fronte al susseguirsi degli eventi. Ma una cosa può chiarire queste parole: noi non abbiamo voluto la guerra! Oh, vorrei – capitemi bene! – per dirla in modo grottesco, non essere tedesco, affinché queste parole trovassero la dovuta attenzione, per poter dare loro l’enfasi che meritano.
Ma l’anima umana ha bisogno di qualcosa di duraturo, che non sia tale per cui oggi si parla di cose che domani si rivelano insostenibili; ha bisogno di qualcosa che sia verità oggi e che sia verità domani. Troverà tale verità solo se si unirà allo Spirito. Possiamo confidare nella vittoria dello Spirito. Chi si unisce allo Spirito troverà la strada giusta verso quella saggezza che può nascere solo dall’unione con lo Spirito. Proprio nella settimana prima dello scoppio della guerra ho dovuto leggere su un giornale frasi come la seguente: «Nonostante la critica di Liebknecht, ritengo che nella vita politica non sia necessario dire la verità, a meno che non venga fuori o non danneggi se stessi». Questa affermazione è improntata al materialismo del nostro tempo, in cui saremmo soffocati senza questa guerra, e il cui superamento è compito del nostro movimento che, contrariamente all’incredibilità di una simile affermazione, inizia con le parole: «La saggezza risiede solo nella verità».
Qui si vede quanto abbiamo bisogno dello spirito della verità se vogliamo cogliere le cose nella loro realtà. Perché si tratta proprio di questo: di penetrare in quell’oggettività che solo lo spirito della verità può conquistare. Allora anche oggi si potrà riconoscere ciò che un tempo futuro riconoscerà: che questa guerra è una cospirazione contro la vita spirituale tedesca.
A raggiungere tale obiettività può aiutarci il detto che si rivolge allo spirito del popolo:

Tu, Spirito
del mio spazio terreno!
svela la luce
della tua epoca
all’anima dotata
di cristianità,
affinché possa trovare,
tendendo verso di Te,
nel coro delle sfere
di pace,
Te, risuonante
di lode e potenza
dello spirito umano
devoto al Cristo!
Molto può derivarne per le nostre anime e per trovare la retta via, se uniamo vivamente con quest’anima ciò che può diventare di noi da tali parole. Allora so che qualcosa accadrà, che ci sarà un anello importante in ciò che deve svilupparsi, qualcosa che vivrà nell’anima antroposofica e che porterà l’Antroposofia nel mondo, che si realizzeranno speranze, che vorrei esprimere in sintesi con le parole:

Verso il regno dello Spirito
Dal coraggio
dei combattenti,
dal sangue
delle battaglie,
dalla sofferenza
degli abbandonati,
dai sacrifici
del popolo
crescerà il frutto
dello Spirito.
Le anime
consapevoli
dello Spirito
guidano
le loro menti
nel regno
dello Spirito.
Questo è ciò che conta, miei cari amici: vogliamo praticare l’amore attivo, osservando attentamente le esigenze del giorno. E poi vogliamo guardare alle circostanze senza pregiudizi e con chiarezza, per raggiungere quell’obiettività che oggi è necessaria e che per molti è cosí difficile da conseguire.
Forse anche i nostri amici stranieri che ascoltano queste parole possono contribuire a chiarire la situazione.
Se raggiungiamo tale obiettività e tale disponibilità all’amore operoso, allora da tale aspirazione può nascere una forza che può essere utile a quegli spiriti che inviano la loro opera nel destino dei popoli e che anche in questi tempi gravi e difficili stanno al fianco dell’umanità aiutandola e guidandola.
Rudolf Steiner (2. Fine)
Conferenza tenuta a Stoccarda il 30 settembre 1914, O.O. N° 174b.
Traduzione di Marco Allasia.
