La Menta piperita e le sue compagne

Botanima

La Menta piperita e le sue compagne

Menta piperita

Menta piperita fiorita

 

Non sarà questo il titolo di una fiaba o di una storia per bambini, parleremo invece di una grande pianta che cresce spontanea ma anche ampiamente coltivata, presente fin dagli albori della storia del­l’uomo e ora diffusa in tante specie che spesso si so­no ibridate, sia in modo naturale che ad opera del­l’uomo.

 

La piú conosciuta è sicuramente la Menta piperita, un ibrido trovato nel 1696 in Inghilterra e formato da Menta acquatica e Menta spicata; altre specie sono la Menta suaveolens, dal sapore di mela, la Menta cri­spa, dalle foglie appunto increspate, la pulegium, una piccola Menta strisciante che ha effetti repellenti su formiche e pulci, la Menta acquatica, la citrata e la villosa, infine va citata la Menta arvensis, originaria del Giappone, le cui foglie in infuso alleviano i raffreddori con febbre e la nausea da viaggio.

 

La Menta piperita è una labiata molto presente in orti e giardini, è pianta erbacea perenne, stelo eretto, ramoso e vellutato, ha foglie acute seghettate e vellutate inferiormente, fiori azzurri o ros­sastri disposti a spiga.

 

Molti gli usi della Menta, nel mondo arabo se ne fa un tè con le foglie e l’aggiunta di zucchero. Ve n’è una varietà molto pregiata detta “marocchina”, perché originaria del Marocco, il cui olio essenziale è presente in dentifrici, prodotti della cosmesi, farmaci ad azione antinfluenzale e contro il raffreddamento, molto usata in gel e creme ad azione lenitiva e rinfrescante nel gonfiore e nella pesantezza delle gambe, nei crampi e negli strappi muscolari dovuti allo sport o sforzi eccessivi. La Menta è infine presente anche in preparati fitoterapici specifici.

 

 Tisana di menta

 

Inalato, l’olio essenziale cura lo shock, la nausea e migliora la concentrazione mentale. Una tisana di foglie di Menta rin­fresca, aiuta la digestio­ne e riduce il gonfiore di stomaco.

 

Altra grande proprie­tà della Menta è quella di abbassare la pressio­ne sanguigna: grazie al suo effetto rilassante sulle pareti del­le arterie, aiuta a ridurre la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sistolica. È un alleato naturale per chi soffre di ipertensione.

 

Carciofi alla romana

 

Ha un uso anche in cucina, un classico sono i carciofi alla romana cotti con la mentuccia selvatica o mentuccia romana.

 

La ninfa Mente mutata in pianta di Menta

La ninfa Mente mutata in pianta di Menta

 

Entriamo ora nel racconto e nel mito che riguardano questa pianta.

 

Strabone e Ovidio vogliono che Mente, gio­vane ninfa degli Inferi, fosse desiderata da Ade.

 

Mentre si trova in Bitinia, sul monte Tri­filo, Mente viene mutata nella piccola pianta odorosa che da lei prende il nome: la Menta. Forse artefice del mutamento è lo stesso Ade, che intende sottrarla ai maltrattamenti della mo­glie Persefone, o forse, a mutare in pianta la ninfa è la stessa Persefone, che intende sottrarla al dio degli Inferi.

 

La pianta era molto presente nel mondo greco e romano con valenze legate alla fecondità. Ve­nivano regalati serti di Menta alle giovani cop­pie di sposi.

 

Poi nel mondo cristiano la si trova nel Vangelo di Matteo, dove il Cristo Gesú cosí si pronuncia: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, poiché pagate la decima sulla menta, sull’aneto e sul cumino e poi trascurate i precetti piú gravi della legge, come la giustizia, la pietà e la fede» (23-23).

 

Herba Sanctae Mariae

 

La Menta, in piú regioni d’Europa, era detta “Erba di Nostra Signora” o “Herba Sanctae Ma­riae”, o ancora, “Erba Buona”, “Erba Santa”. In molte zone d’Italia, ancora oggi, durante le festi­vità mariane di agosto, è comune portare mazzi di erbe aromatiche in chiesa per farli benedire.

 

Già nell’antico Egitto la Menta era considerata una pianta medicinale e sacra, utilizzata per scopi terapeutici e rituali, a questo proposito è menzio­nata nel Papiro di Erbers, del 1550 a.C.

 

I sacerdoti egizi ne preparavano un unguento, chiamato Kifi, per donare lucidità mentale.

 

Piú tardi, nel mondo celto-druidico, la Menta insieme ad altre erbe era associata alla saggezza e alla virtú.

 

Nel Tibet i monaci buddisti ne fanno uso in tisa­ne tradizionali per le sue proprietà calmanti.

 

Nella tradizione monastica medievale d’Occi­dente era poi usata nei conventi per purificare l’aria e come segno di benedizione.

 

In Italia un’usanza abruzzese recita che quando si incontra in campagna questa pianta bisogna schiacciarne tra le dita alcune foglie e odorarle, poiché un vecchio adagio locale dice: «Chi incontra la mintuccia e non l’addora, non vede Gesú e la Madonna quanno more».

 

In Sicilia la Menta era presente tra le piante del Natale, insieme alla mortella, l’oleastro e il rusco, ma la Menta era anche fortemente associata alle feste del Solstizio estivo, veniva chiamata “Erba di San Lorenzo”.

 

Essendo stata la ninfa Mente sottratta ad Ade, dio degli Inferi, la Menta ha assunto la capacità di vincerlo, di vincere le oscure forze della tenebra e del male, quindi rappresenta le forze solstiziali della Luce che vincono le Tenebre.

 

Diffusa era anche la credenza che la Menta fosse utile a rafforzare la memoria e le facoltà della mente, poiché Menta da “mens”, mente, ma per l’opposto il termine sta pure ad indicare la menzogna, il mentire, e qui scuole occulte hanno preso partito ognuna dando suoi significati; ma su questo non ci addentreremo.

 

Olio essenziale di Menta piperita

 

Sicuramente due gocce del suo olio essenziale strofinato su tempie e polsi ridanno vigore e slancio alla lucidità di pensiero.

 

Come molte altre labiate la Menta veicola forze di luce e calore che ricostituiscono le forze eteriche o vitali dell’individuo e rinsaldano le forze costitutive dell’intera persona, pianta comunque piú indicata agli adulti che ai bambini. Secondo una visione che guarda alle forze formatrici della persona, è una pianta indicata in tutti quei casi in cui risulta necessario rinsaldare le forze dell’Io che consolidano carattere e Spirito.

 

Terminiamo questo viaggio nel mondo di Piperita e le sue com­pagne raccontando di una leggenda che vede la Menta come prota­gonista; chi la leggerà troverà che ha molte similitudini con una da noi narrata in un articolo di Botanima intitolato: «La Camomilla, una pianta dimenticata»; storie simili erano frequenti in ambito rurale contadino, anche nelle valli alpine, questo a dimostrare come ogni pianta, ogni albero avesse allora per l’uomo un significato magico sacrale.

 

La Madonna beve durante la fuga in Egitto

 

La leggenda cosí racconta: «Maria, tormentata dalla sete durante la fuga in Egitto, si dissetò con l’acqua fragrante che stillava da un cespuglio di piante di Menta. Grata del dono, benedisse la pianta e la chiamò “Erba Buona”. Ancor oggi, perciò, in molti luoghi, la Menta è detta “Menta di Nostra Signora”».

 

Piccola pianta dall’apparenza modesta, la Menta, che cresce spontanea nei campi, è una pianta senza pretese, facile da trovare e raccogliere; varrà la pena di fermarsi un istante, vedendola, e memori della sapienza abruzzese, strofinarne un po’ tra le dita.

 

 

Davirita