La posta dei lettori

Redazione

La posta dei lettori

letterinaScrivo per esprimere innanzitutto la mia profonda gratitudine per quanto fate assieme agli altri relatori, nel portare contenuti ed insegnamenti spirituali sia nel sito web come anche su YouTube. Le Vostre conferenze ed i vostri incontri sono materiale preziosissimo che diviene strumento e spunto di ulteriore lavoro interiore. Per questo ritenevo necessario, ancor prima di presentarmi, dire grazie, perché oltre a quanto detto fin qui va aggiunto anche un altro valore inestimabile che vive in chi guarda o legge quanto voi fate, il senso di comunità. La consapevolezza di sapere che, seppur lontani geograficamente, seppur mai incontrati e conosciuti, fratelli si riuniscono per costruire, lavorare, e divulgare quanto ci è stato tramandato e lasciato in eredità da coloro che possiamo considerare nostri Maestri. Mi chiamo Angelo, ho 36 anni, vivo in una piccola città pugliese. Oggi guardavo la conferenza da Voi pubblicata, di quella serie a tema “Morire nella testa per rinascere nel Cuore”. Ascoltando la testimonianza della sig.ra Maria Piazza, alla quale mando il mio ringraziamento per aver condiviso quanto ha vissuto, ho sentito che forse, raccontare una mia esperienza sarebbe potuto risultare utile a qualcuno. La mia esperienza è ciò che mi ha profondamente ed irreversibilmente cambiato la vita, ciò che poi mi ha condotto finalmente ai testi del dottor Steiner e di Massimo, dico finalmente perché il percorso non è stato immediato, ma risparmio questa parte per non dilungarmi troppo, e racconto l’evento che ha dato inizio alla ricerca, evento che ha letteralmente segnato il risveglio. Mia moglie ed io aspettavamo una bambina, lei era gravida da pochi mesi, e la gioia e l’emozione erano il nostro pane quotidiano. Un giorno, durante una visita di routine però ci venne data la drammatica notizia che la piccola non aveva battito, purtroppo la nostra esperienza terminava tragicamente lí. Si può immaginare il dolore, lo strazio, la delusione, la rabbia e lo sconforto. Usciti di lí andammo in macchina vicino al mare, ancora non avevamo quasi metabolizzato quanto accaduto e poi scoppiammo entrambi in un pianto lacerante. Seguirono giorni difficili, vuoti, tra ambulatori ed ospedali. In tutto questo, pensavo al pianto in macchina davanti al mare, e provavo colpa perché sentivo che avrei dovuto contenermi e supportare, consolare mia moglie, invece di lasciarmi andare cosí, seppur io non sia una persona dal facile pianto. Promisi a me stesso che mai piú avrei lasciato al dolore di impadronirsi cosí di me, si può soffrire anche mantenendo la forza del resto. E qui arriva l’evento, motivo di questa email: un giorno mentre ero a lavoro, con un animo ancora segnato dal peso delle ultime settimane, avvertii la sensazione di dolore interiore forte come quel giorno al mare, ma mi imposi di soffocare, di controllare e arginare quel sentimento. Camminavo e a piedi raggiungevo uno stabile, davanti a me un tramonto rosa, arancio, il sole non lo si vedeva, era dietro una sottile ma omogenea coltre di nubi. Guardai il punto piú luminoso, pensando ancora a tenere a briglia il dolore interiore, e un piccolissimo spazietto tra le nubi si aprí, lasciando passare i raggi folgoranti del sole che mi colpirono in pieno. Camminavo, ma mi vedevo camminare, io vedevo il mio corpo che muoveva dei passi come uno spettatore fuori dal corpo, senza corpo, leggero, ma soprattutto il dolore era sparito, non esisteva piú. Solo calore, serenità, calma ed il sole coi suoi raggi, solo questo sentivo mentre ancora vedevo me stesso da fuori. L’esperienza è durata pochi secondi. Tornato in me ero basito. Il dolore era ancora lí, ma diverso, difficilissimo esprimere la sensazione. Non era piú da controllare ma come da accogliere, davvero non trovo i termini che piú di questi possano avvicinarsi. Il dolore era diventato secondario, davanti ad un’esperienza simile, lo shock e l’incredulità erano le sensazioni dominanti. Oggi, dopo anni, so bene cosa significava quel che ho vissuto. Se lo so, ovviamente, è grazie alle conoscenze acquisite con l’antroposofia, con gli esercizi e le meditazioni pressoché quotidiane. Io che ero un materialista, con una fede leggera, e che mai avevo neanche considerato il mondo spirituale, ero stato scosso, chiamato in qualche maniera, dallo stesso mondo spirituale. Il Sole coi sui raggi, il Cristo nostro Maestro, mi ha donato la possibilità di vedere in quei secondi che non siamo il corpo che indossiamo, che dolori e gioie, eventi piacevoli e non, fanno parte di un percorso terreno necessario, percorso che come un viaggio ci rende piú ricchi e formati prima di tornare a casa. Da lí in poi ogni cosa è cambiata per sempre. Sebbene inizialmente mi fu difficile vivere la quotidianità alla luce di quanto vissuto e di quanto mi si scopriva interiormente giorno dopo giorno, oggi la vita, la famiglia, ha serenità come un tempo, anzi ha qualcosa che prima non aveva. Ho dovuto reimparare a muovermi e relazionarmi nello stesso mondo nel quale ho vissuto per trent’anni, ma del quale fino ad allora non avevo visto la realtà.

 

Angelo

 

 

Ringrazio il lettore di aver voluto condividere con noi la sua importante esperienza, che ho ritenuto giusto far conoscere anche ai nostri lettori. Questi attimi di Cielo sono sprazzi di Vita spirituale che si dischiudono davanti a noi, mostrandoci con evidenza che oltre la maya c’è un mondo che a volte prima neppure supponevamo. E aver trovato la Scienza dello Spirito aiuta sicuramente a lavorare interiormente per rendere la nostra vita un’Opera spirituale degna di essere offerta alla Divinità.

 




 

letterinaMan mano che proseguo con gli esercizi mi sento come qualcuno che si trova in una stanza che prima non vedeva. Quello che ora vedo è che questa stanza è sporca ed in disordine e che devo metter mano alla mia energia per pulirla e metterla a posto… Prima di adesso anche se non la vedevo mi identificavo con quella stanza, ora ho l’impressione che il mio compito, per essere e divenire me stesso, sia di rassettare questa stanza. Tramite l’Antroposofia vengono messi a disposizione gli strumenti per riordinare la stanza, per questo è un errore occuparsi di Antroposofia senza fare gli esercizi. È come sapere come salvare un naufrago e non muovere un dito! È un delitto! Poi l’uso di detti strumenti ci fa conoscere meglio gli strumenti stessi con tutte le loro potenzialità!

 

Paolo P.

 

 

Giusta immagine! Il lavoro che dobbiamo fare quotidianamente è proprio rassettare la nostra stanza interiore, che rischia continuamente di divenire disordinata o sporca. La cosa migliore sarebbe di riuscire a tenerla sempre in ordine, ma tanti eventi durante il giorno ci spingono a non essere del tutto attenti a tale compito. Gli esercizi servono proprio a questo: ritrovare il centro di noi stessi e ripulire il frutto delle nostre negligenze. Eppure ci sono persone che seguono la Scienza dello Spirito e considerano irrilevante fare gli esercizi. Pensano che sia sufficiente ascoltare delle conferenze e leggere i libri. Ma come scrive Massimo Scaligero nel suo prezioso manuale La Via dei Nuovi Tempi: « L’autentica esperienza sovrasensibile esige un potenziamento delle forze superiori della coscienza, conseguibile soprattutto grazie a una rigorosa disciplina del pensiero, del sentimento e della volontà. Questa disciplina non può essere l’escogitazione di un’acuta intelligenza umana, bensí l’espressione di una saggezza superumana. I cinque esercizi, malgrado la loro apparente semplicità, esprimono tale Saggezza».