
Il Maestro dei Nuovi Tempi Rudolf Steiner ci spiega molto bene in quale rapporto si svolgano le forze del pensare e del volere rispetto al ciclo di vita sul piano fisico e su quello spirituale.
Al momento della nascita terrena, ogni uomo possiede una forza del pensare pronta per essere “usata” per orientarsi nel mondo, oltre a una volontà in embrione che durante la vita fisica deve essere sviluppata.

Queste due forze – e come potrebbe essere diversamente – al momento della morte, ovvero della sua nascita nei mondi spirituali, s’invertono nelle loro potenzialità: l’uomo ha una forza del volere quale guida nei mondi spirituali, ed un embrione di pensare da sviluppare.
Effettivamente, sempre il Dottore ci avverte di come l’assenza di un cervello fisico impedisca una comprensione razionale nei mondi spirituali ed un’adesione ad essi nella piú totale purezza.
Durante la vita fisica, infatti, l’uomo si orienta secondo la propria intelligenza che, in un certo senso già c’è. Però ogni risultato dipende dalla volontà che è impiegata; ma a ben guardare, che è sviluppata. In questo senso, ogni obiettivo, benché materialistico ed egoista, esige volontà per essere raggiunto; essendo questo, alla luce di tali considerazioni, una scusa creata a seconda del livello spirituale raggiunto, per smuovere il singolo e fargli sviluppare la forza di volontà.
Nei mondi spirituali avviene l’opposto. L’individuo ha sviluppato una certa forza di volontà che gli permette di aderire alle realtà spirituali che lo circondano, e che lo irrorano di pensiero puro, non dialettico ovviamente.
Il proprio livello spirituale consente nella vita fisica di selezionare la dignità ideale che muove il singolo. Piú si è evoluti piú si cerca di realizzare ideali elevati, vicini allo Spirito.
A costo di sembrare lapalissiano, mi preme indicare anche l’opposto: piú si è avvolti dalla propria istintività, piú l’ideale si trasformerà in obiettivo materialista. Perché qui è il nodo: infatti piú la persona sarà stata egoista ed istintiva, meno sarà in grado di cogliere i frutti nei mondi spirituali, perché meno sarà in grado di sapere che esistono. Cercherà in base a quanto coltivato nella vita fisica, e troverà solo quello che perdurerà nel mondo spirituale. Ovviamente non c’è spazio per intellettualismo, denaro, brama di successo e potere. Chi ha coltivato questo sarà costretto alla totale solitudine, perché queste cose nei mondi spirituali semplicemente non esistono.
Il vero segreto, quello che si vivrà durante la vita nelle varie sfere, è proprio nelle conseguenze dirette del vissuto terreno: proprio perché rimane l’embrione d’un pensiero che non può piú svilupparsi per mancanza di un cervello in grado di razionalizzare e comprendere la realtà. Quello che non si è preparati a capire durante la vita terrena, rimane un oblio per ragioni di carattere evidente.
In modo inverso avviene con la volontà. Durante la vita fisica non si è in grado di rivolgere il proprio volere verso quelle zone della vita di cui non si sono coltivati gli Archetipi durante la permanenza nei mondi superiori. Non si riesce ad esserne coinvolti, ci si annoia, ci si distrae, l’istinto porta verso altri interessi.

Avviene un meccanismo a catena tra vita terrena e la vita spirituale che allontana sempre di piú dalla realtà spirituale, epperò dagli ideali umani. Vivendo in ogni vita terrena in modo sempre piú istintivo e avendo sempre meno forze per coltivare, con il pensare, l’embrione del volere che sarà sempre piú in mano agli Ostacolatori; che consegneranno un individuo sempre piú eremita e al buio nel mondo dell’Ade.
Se questo processo a catena è negativo, può a rigor di logica essere invertito.
Qui c’è una delle essenze fondamentali dell’insegnamento dei nostri maestri Rudolf Steiner e Massimo Scaligero.
Non importa il livello di autocoscienza che il discepolo ha raggiunto o dal quale parte: deve sempre considerare che la zona istintiva sarà sempre la sua prigione nelle patria degli Archetipi.
Però ha la grande arma di creare, di vita in vita, un processo virtuoso per consegnarsi ai mondi spirituali con sempre maggior vigore spirituale. Dove si coltivino con dedizione ed amore i contenuti della Scienza dello Spirito, essi aiutano a sviluppare quella forza del volere, che una volta passata la porta della vita terrena, aiuterà l’anima ad orientarsi per cercare gli Archetipi giusti. Cosí potrà nascere con maggiore forza di pensiero nella vita seguente e oltre, di vita in vita.
Il grosso rischio – e Massimo lo dice chiaramente ne La Logica contro l’uomo se ricordo bene il testo – è di usare verso il male le forze che si portano dai mondi superiori: cioè di tradire, di farne un uso egoistico. Senza mezzi termini avvisa che questo pericolo è sempre presente, non può essere confutato, ed è pronto per ogni individuo.
Anzi nei nostri incontri non mancava mai di esortare a porre attenzione a questo pericolo, aggiungendo che non c’erano formule magiche per mettersene al riparo.
Però spero che non sia frainteso il senso di quello che vorrei dire: la cosa è meno grave di quello che si può pensare. Perché ad ogni caduta, ad ogni tradimento, ci si può rialzare. Questo è il nostro grande segreto di fronte agli Ostacolatori che ignorano questa possibilità magica dell’uomo.
Ogni individuo, anche di fronte alle scelte piú deliberate, egoiste e scellerate, può riorganizzarsi e rimettersi al lavoro nel giusto modo, recuperare.
Questa è la forza del Logos che avanza senza combattere.
Massimo Danza
