Liriche e arti figurative

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Liriche e arti figurative

Carmelo Nino Trovato «Faraglioni»

Carmelo Nino Trovato «Faraglioni»

 




 

La musica e il dolore

 

Musica

 

Potessi cogliere

ogni ritmo del mondo

e mutarlo in immagine!

A nuovo creerei la musica

che il mondo tesse

per guarire il dolore

che nel corpo e nell’anima

gli esseri affligge.

 

 

Alda Gallerano

 




 

Memoria antica

 

Reincarnazione

 

Nel velo lieve

d’un antico andare

risuona ancora

un’eco nel profondo;

non è memoria

chiusa nel pensare,

ma luce viva

che attraversa il mondo.

Io fui respiro

in forme ormai svanite,

tra terre ignote

e cieli senza nome,

e nel silenzio

d’altre antiche vite

cercai me stesso

in ogni volto e nome.

Un filo d’oro

guida il mio cammino,

tra morte e nascita

si tende e vibra;

ciò che fu seme

torna nel destino,

e nuova forma

in me paziente libra.

Non è ritorno cieco

o vana sorte,

ma lento farsi

spirito cosciente:

la vita vince

il varco della morte

e si risveglia

in luce nuovamente.

Cosí nei sogni antichi

del mio cuore

rinasce il tempo

in palpiti segreti,

e ogni dolore

muta in nuovo fiore,

nel vasto cerchio

degli eterni lieti.

 

 

Raffaele Sganga

 




 

La bellezza

 

Giglio

 

La bellezza

si è appartata

dove dormono i bambini,

nelle segrete assolate

dei castelli di sabbia

e sotto le palpebre

delle onde, tra la spuma

e la conchiglia,

dove la perla del dolore

iridescenza si fa

di una sfera;

lí non arriva il piombo

del bifido rapace

che odia senza sosta

il ritorno dei naufraghi

ad Itaca, per mare.

Si offre la bellezza

nel pigmento incantato

dei sogni,

nel canto degli uccelli,

in alto, in volo,

nel sasso ricavato

dalla cava del cuore,

strappato per sempre

alla morte della terra.

Si dà dove trabocca

il sole dell’inizio

nel petto spalancato

per la festa, che rintocca

e fiume d’oro inonda

d’amore piú che umano

tutto il mondo.

 

 

Riposa la bellezza

dentro il suo vuoto

in vortice di stelle

orlato dalla luce

degli eterni,

dita materne

che porgono

l’impasto virginale

dell’idea, che ha già

un suo nome

altissimo, lassú,

grembo  che cerca

dell’uomo

la maestría,

che non ha dogmi,

che non ha padroni.

La bellezza

si è appartata

sotto la cenere

delle macerie,

dove qualcuno

a voce bassa prega

e si raccoglie

il lievito dell’infinito

che ci racconta Dio,

le gesta del creato,

il darsi ora

di un giglio in fiore

che ci annienta

e all’istante

per candida magia

ci rinasce.

 

 

Enrico Savelli

 




 

RISORGENZA

 

Panorama da Castel-SantAngelo

 

Io guardo la notte

che accarezza le cupole

e le torri,

i pinnacoli belli

di un ricamato tramonto.

Tanta bellezza nel mondo!

Ma qui solo

la sfida dell’uomo creante

ha disegnato

un nuovo universo

a gara col Primo Creatore.

Quale dei due

piú sublime?

Tu, Italia, sei colei

che a me dona

questo fremito grande.

Ogni nascita

porta con sé la sua morte.

Ogni fiamma

porta con sé

le sue tenebre.

Tu, madre di giganti,

da sempre, con Te,

ogni demone porti.

Per questo io solo a Te

chino la fronte e dico:

«Salute, o Dea

della vita risorgente!

Compi Tu

il sacrificio piú santo!

Rifondi nel fuoco

purificatore

gli schiavi incatenati

che non

Ti abbandonano.

Il mondo morente

Ti chiede

quest’ultima grazia.

Al nuovo universo

dona il soffio di vita

che il primo Creatore

nasconde, e a Te

può donarne il segreto

sull’ara

del grande risveglio.

 

 

Giordana Canti