In una conferenza a Dornach del 2 Febbraio 2024 (in: Antroposofia. Alcuni aspetti della vita soprasensibile, ed. Antroposofica O.O. N° 234) Rudolf Steiner approfondisce un retroscena occulto del rapporto tra la costituzione umana ed il binomio Spazio-Tempo.
Inizia dal nostro corpo strutturato di elementi solidi: «Il corpo fisico è un organismo spaziale. Il corpo fisico è limitato nella sua attualità». Si sviluppa pertanto nello spazio secondo la struttura relativa alle singole fasi dell’esistenza.

Del tutto diversa la situazione del corpo eterico, che: «è presente nella sua totalità, corrispondente a tutta la durata di tutta questa vita, dalla nascita ad ora». Pertanto mentre posso osservare il corpo fisico solo nella particolare forma correlata ad una fase specifica – infanzia, gioventú, maturità, vecchiaia – arrivando a percepire quello eterico, contemplo un quadro sinottico che lo contiene interamente, sin dal momento in cui ci apprestiamo ad essere concepiti. Non è possibile vederne solo una limitata porzione. «L’elemento temporale è qui una unità. In presenza di un uomo ventenne non potete vedere solo il corpo eterico ventenne, ma vedete tutto quello che in questo corpo eterico è successo fin dalla nascita ed anche un po’ prima». È il momento in cui l’uomo «è disceso dalla sua esistenza pre-terrena all’attuale esistenza terrena e, come ultimo atto eseguito prima di essere concepito da una coppia di genitori, ha attinto sostanzialità dall’etere universale indifferenziato e si è formato il proprio corpo eterico».
Diversa è la situazione per il corpo astrale: «Supponiamo che il 2 febbraio 1924 voi osserviate il corpo astrale di un uomo. Ecco, l’uomo fa questa impressione: qui è il suo corpo fisico, qui è il suo corpo eterico e qui si può anche osservare il corpo astrale. …Ci si dice: il corpo astrale umano che si vede non è presente al 2 febbraio 1924, bensí, se l’uomo di cui si osserva il corpo astrale ha l’età di vent’anni, si ha da seguire il tempo a ritroso. Si giunge quindi, poniamo, al gennaio 1904, per ricevere l’impressione: …ora è propriamente presente in realtà questo corpo astrale. …Non ha accompagnato la vita, è rimasto là. Qui vi è solo una specie di emanazione».

Subito dopo il Dottore ci dà come esempio una potente luce che ci raggiunge pur restando molto lontano da noi il proiettore: «Analogamente, anche il corpo astrale è rimasto là e invia solo la sua emanazione entro la vita». Quindi, mentre osservando occultamente il corpo eterico del ventenne ipotizzato ne percepiremmo contestualmente l’intera dimensione dal momento prossimo al concepimento, per quanto concerne il corpo astrale constateremmo che è rimasto nel mondo spirituale: «È come se, avendo vent’anni nel 1924, vivessimo spiritualmente ancora nel 1904, e per quanto riguarda il corpo astrale avessimo soltanto allungato un’antenna sensibile».

Rudolf Steiner è perfettamente consapevole della difficoltà di comprendere quanto precede, privi di capacità chiaroveggenti: «Direte, questa sí che è una rappresentazione difficile! Ebbene, sappiate dunque che ci fu una volta un re di Spagna cui fu dimostrato come fosse complicata la costruzione dell’universo, e allora questo re di Spagna dichiarò che, se l’universo lo avesse costruito lui, lo avrebbe fatto piú semplice. L’uomo può pure pensarla come vuole, ma non per questo il mondo è semplice, e neanche lo è l’uomo, anzi bisogna compiere un bello sforzo per comprendere cosa sia l’uomo».
Davvero occulta la conseguenza che scaturisce dalle considerazioni relative al corpo astrale: «Quando guardate gli uomini con riferimento al loro corpo astrale, penetrate con lo sguardo nel mondo spirituale; allora vedete direttamente ciò che l’uomo stesso ha compiuto nel mondo spirituale prima di discendere sulla Terra». Si osserva dunque quella che l’Antroposofia definisce esistenza prenatale: cioè il periodo che va da morte a nuova nascita.

Il Dottore ci aiuta con una ulteriore immagine: «Colui che crede che il passato, per ciò che vive veramente nel tempo, non ci sia piú, assomiglia a un uomo che viaggia in treno a cui uno dicesse: “Era pur bello il paesaggio che abbiamo attraversato”, e lui, un po’ scioccamente, rispondesse: “Sí, un bel paesaggio, ma ormai è scomparso, quindi non esiste piú”. Un tale uomo crederebbe cioè che, quando il suo treno ha sorpassato una località, questa, scomparendo, cessi di esistere. Altrettando accorto è l’uomo che creda che quanto è trascorso nel tempo non esista piú: è invece tuttora presente e agisce entro di lui». La nostra esistenza è in larga misura la conseguenza del comportamento del nostro Io nell’incarnazione precedente, il quale, pertanto, attraverso le relative conseguenze karmiche, continua ad operare anche in questa.
Il Dottore aggiunge poi che mentre l’osservazione naturale è in grado di percepire il corpo fisico, un pensiero rafforzato il corpo eterico, una coscienza ispirata l’astrale, la percezione dell’Io richiede la trasformazione dell’amore in capacità di visione spirituale; e cosí riassume l’organizzazione umana: «L’uomo ha il suo corpo fisico, mediante il quale egli vive in ogni istante nell’attualità fisica della Terra. L’uomo ha il suo corpo eterico, mediante il quale vive veramente con continuità fino a breve tratto prima della nascita, quando egli si è radunato il corpo eterico dal mondo eterico indifferenziato. Egli ha poi il suo corpo astrale, mediante il quale vive l’intera esistenza tra la sua morte precedente e l’attuale discesa in Terra. Infine egli ha il suo Io, mediante il quale vive entro la precedente vita terrena».
Francesco Leonetti
