Uova, formaggio e caffè
I mesi estivi, agosto in particolare, sono un periodo in cui purtroppo gli esseri umani pensano spesso piú alle vacanze e ad essere liberi piuttosto che ai loro animali, con le dovute eccezioni naturalmente. Ci sono persone e famiglie che riescono a portare con sé gli amici a quattro zampe al mare, in montagna, in campeggio, e molti hotel adesso sono pet friendly. Alcuni preferiscono viaggiare in camper, molto comodo per chi ha cani o gatti a bordo.
Quando non è possibile portare con noi gli amici pelosi, si può chiedere a parenti e amici o pet sitter di andare spesso ad occuparsi degli animali lasciati nel loro ambiente. È una soluzione scelta da molti proprietari di animali domestici.

Al di fuori di questi umani virtuosi però, ci sono altri che lasciano a lungo soli gli animali in casa o in giardino senza nessuno che vada a prendersene cura, oppure li portano in canile, quando non commettono il terribile atto di abbandonarli su strade trafficate, dove il rischio di incidenti stradali è alto.
Noi che seguiamo un cammino spirituale, siamo solitamente sensibili in modo particolare al benessere e alla possibile sofferenza degli animali nostri fratelli, il cui sacrificio ci permise di raggiungere la nostra umanità.
Rudolf Steiner spiega che gli esseri umani hanno un debito evolutivo nei confronti del regno animale: abbiamo potuto sviluppare il nostro “Io” proprio grazie al sacrificio degli animali, che hanno trattenuto per noi alcuni degli istinti piú pesanti.
Doveroso dunque ricambiare questo dono prezioso con rispetto, cura e protezione.
Quando invece i fratelli animali subiscono crudeltà, maltrattamenti e sfruttamento eccessivo, l’anima dell’uomo si corrompe e influenza negativamente il karma collettivo.
Lo spirito degli animali non è individuale, è di gruppo, è legato ad una specie, e risiede nei Mondi spirituali. Le Gerarchie Angeliche e gli esseri elementari al loro servizio trasmettono la saggezza infinita della Madre dei viventi alle varie specie, creando in Natura un equilibrio perfetto.
Pensiamo ai castori ingegneri, alle api architetti, al volo degli stormi degli uccelli.
Offendere o bistrattare i fratelli animali è dunque un delitto nei confronti delle Gerarchie, della Madre e dei Mondi Spirituali. La colpa di tali azioni vili e crudeli è resa piú grave dalla consapevolezza che il corpo astrale, sede del piacere e del dolore, è molto piú sviluppato negli animali: quindi soffrono in maniera piú intensa e profonda.
Impensabile perciò restare indifferenti al dolore che possiamo procurare ai nostri fratelli animali, soprattutto se vogliamo compiere un cammino spirituale con devozione verso il Christo, il Maestro della compassione e dell’amore, sua Madre e tutte le Gerarchie.
Molti amici e conoscenti che grazie agli insegnamenti di Rudolf Steiner hanno compreso questa verità, spesso scelgono di non nutrirsi piú di alimenti di origine animale, latte e uova compresi, di non indossare indumenti in pelle e di sostenere numerose battaglie animaliste.

Lodevole, indubbiamente: già Leonardo da Vinci non mangiava nulla “che avesse un cuore”, cosí diceva lui.
Per ottenere latte e uova spesso vengono sacrificati vitelli e pulcini, e le condizioni degli allevamenti sono stressanti quando non terrificanti per gli esseri senzienti. Esistono naturalmente allevamenti biologici e soprattutto biodinamici in cui il benessere degli animali viene sempre tenuto presente, e ci sono luoghi dove si vedono vitellini pascolare liberi accanto alle madri. Vivere nella società moderna mangiando sempre prodotti animali provenienti da simili aziende è però davvero difficile: spesso hanno un costo maggiore o sono difficili da reperire, veniamo invitati a casa di altri o ci rechiamo in locali pubblici, che sono necessariamente costretti ad ottimizzare i costi.

Ma anche qualora riuscissimo a nutrirci solo da simili fonti piú etiche, o decidessimo di diventare vegani, quindi escludendo ogni alimento animale, riusciremmo a fare la cosa giusta? Se ci informiamo correttamente andando a fondo, purtroppo scopriremo che anche l’alimentazione a base vegetale può recare sofferenze terribili agli animali: in tutti i campi coltivati, al giorno d’oggi, salve qualche orto familiare, si utilizzano i trattori, che lavorando il terreno fanno a pezzi insieme alle loro tane, tassi, volpi, donnole, conigli e molti altri abitanti del sottosuolo; per coltivare la frutta esotica si disboscano ettari di foresta, uccidendo automaticamente tutta la fauna che viveva in quei luoghi.
Molti vegani e animalisti, infine, non hanno problemi a fumare, senza rendersi conto che per coltivare il tabacco, come usa da diversi decenni, si elimina necessariamente l’habitat naturale di moltissime specie, anche in via di estinzione. Danni analoghi derivano dalla coltivazione del cotone.

Il nemico peggiore dei fratelli animali, poi, incredibilmente, è l’insospettabile caffè: per le innumerevoli coltivazioni di questo oro nero, si disbosca a tutto spiano, nonostante sia possibile coltivarlo anche all’ombra, ma con produttività inferiore.
Noi occidentali come potremmo sopravvivere senza il caffè? E dunque ne serve tantissimo! E dove arrivano le multinazionali del caffè, potentissime e spietate, spariscono boschi, villaggi, migliaia di creature selvatiche, specie vegetali rare, culture e tradizioni locali. I nativi umani lavorano lí per qualche tempo sfruttati, poi si ritrovano un territorio devastato e la necessità di emigrare come disperati. Ecco l’amaro prezzo della bevanda piú amata e piú amara!
In passato anche in Italia si coltivava il caffè, anche se non nella quantità stratosferica che viene consumata oggi. In effetti, anche oggi è possibile la coltivazione nel nostro paese, osservando condizioni climatiche controllate. Piante come l’Arabica richiedono temperature miti, per cui la coltivazione avviene attualmente con successo in Sicilia – ad esempio nelle serre di Santa Croce Camerina (Ragusa) e presso Palermo – sfruttando serre riscaldate e umidificate che replicano l’habitat equatoriale.

La consapevolezza dello sfruttamento di zone della terra e dei loro abitanti può essere applicata a molti ambiti della nostra esistenza: le guerre per il petrolio e la devastazione ambientale per il carburante che usiamo; i bambini sfruttati nelle miniere di coltan e cobalto nel Congo, dove dai sette anni scavano a mani nude nella terra e trasportano sacchi pesanti, per permetterci di avere cellulari e dispositivi elettronici; allo stesso modo oro e diamanti sono sporchi di sangue, cosa ben nota da tempo.

Come dovremmo comportarci allora: dovremmo rifiutare tutte le comodità moderne e nutrirci di bacche selvatiche vivendo da eremiti?
Certamente non è questo che ci chiede il Mondo Spirituale. La Matrix in cui siamo confinati è l’inferno vero e proprio, anche Massimo Scaligero lo diceva. I viventi e la creazione divina sono una realtà libera dalle Forze dell’Ostacolo su piani superiori a quello materico, dove invece subiscono prigionia e tormento. In questo noi tutti siamo fratelli: uomini, animali, piante, esseri elementari, la sofferenza di uno è quella di tutti; anche se in pochi lo hanno compreso fino in fondo.

Il Maligno stesso e le sue schiere non sono colpevoli, se non di fare lo sporco lavoro che permette a noi di fare palestra e di evolvere, proprio opponendoci a tutti gli orpelli del Diavolo.
Quale soluzione però alla questione dello sfruttamento animale e ambientale e alle ingiustizie economiche e sociali possiamo trovare?
Nei miei articoli di qualche anno fa, “Il Ponte” e “Il Cuore dell’Italia ci libererà”, ho parlato della Transizione ad una Civiltà Aurea fatta di comunità locali autosufficienti in grado di produrre tutto il necessario per la sopravvivenza e il benessere di umani, animali e ambiente, che dovrebbe nascere a partire dalle zone meno popolate, inquinate e contaminate del nostro territorio nazionale, come l’Appennino con i suoi borghi e i terreni coltivabili; spesso abbandonati ma in grado di accogliere e fornire il necessario in abbondanza a comunità di persone che vogliano coltivare il proprio cibo e proteggere la natura insieme al futuro dei propri discendenti. Cerchiamo di immaginare una Civiltà che tuteli e faccia prosperare ogni forma di vita, dove la Tripartizione dell’organismo sociale possa essere applicata e nella quale l’Uomo sia finalmente degno del suo ruolo di custode del Giardino Terrestre. Non è cosí lontana, e il nostro lavoro interiore può aiutarci a costruirla.
E nel frattempo nulla di grave se per il momento mangiamo qualche fetta di formaggio, ci gustiamo un dolce, una frittata o ci beviamo il nostro amato caffè!
Shanti Di Lieto Uchiyama
