Indicazioni pratiche per un lavoro associativo spirituale

Comunità spirituale

 

Indicazioni pratiche per un lavoro associativo spirituale

Quello che seguirà vuole essere una semplice indicazione di massima tratta dalla mia espe­rienza e da quanto ho imparato dai Maestri.

 

Bisogna aver chiaro che un lavoro di gruppo ha come meta non solo l’acquisizione di nuove conoscenze, che dovranno tradursi in una nuova visione del mondo, ma anche di una nuova modalità d’incontro fra esseri umani.

 

La normale conoscenza del mondo e quindi i valori ad essa correlati si fonda su automa­tismi cerebrali e quindi connessioni fra pensieri morti. Questi automatismi si formano nei primi anni di vita.

 

La Conoscenza che deriva dal Lavoro deve invece esser sempre frutto di un pensiero del Cuore (pensiero meditativo,ovvero pensiero micaelita).

 

Già da questo si evince che ogni serio lavoro di gruppo implica una meditazione in comune

 

Naturalmente questo non va confuso con il coltivare assieme “buoni sentimenti” in una pseudo-meditazione. In quel caso si tratta di pensieri astratti a cui si associano emozioni corporee.

 

Il lavoro associativo deve iniziare con il superamento del pensiero astratto (concentrazione meditativa) che ti permetta di iniziare un collegamento con il sé superiore non solo di te stesso ma anche degli altri componenti del gruppo.

 

Le qualità luminose dei partecipanti

Le qualità luminose dei partecipanti

 

A questo scopo sono molto utili le meditazioni che indico piú avanti. Quindi, prima di qualsiasi lavoro iniziare con:

 

Concentrazione

Meditazione 1

Meditazione 2.

 

A questo punto segue il momento piú delicato che dipenderà dal livello conseguito nei primi tre punti: il ri­conoscere il sé superiore dell’altro. A questo proposito può esser utile ricor­darsi di tutte le persone partecipanti riconoscendo in loro le qualità piú luminose.

 

Alla fine ci può essere il riconoscimento di quell’essenza che unisce spiritualmente tutti quanti. Può esser utile la meditazione dei primi dieci versetti del Vangelo di Giovanni.

 

Solo allora si inizia con il lavoro conoscitivo specifico. Solo quando il livello è raggiunto, almeno per alcune persone, può iniziare la parte di Studio che è sempre meditativo. Esiste un livello di riferimento a cui attenersi. Il Tempio eterico è stato edificato e solo a questo punto si può iniziare il lavoro specifico, secondo quanto espresso dal Maestro dei Nuovi Tempi:

 

 

Meditazione 1

 

AOUM – Io mi riconosco in me stesso – Io mi riconosco nell’umanità – Io mi riconosco nella divinità – A – O – U – M.

 

1. Sentirsi responsabili di ogni pensiero, di ogni sentimento e di ogni atto. Ciascun istante vissuto in questa attitudine fa progredire.

2. Cosa sarei senza gli altri esseri umani? Smarrito. Le strade sono state pavimentate da altri… Quando mi alzo al mattino altri hanno già lavorato per me. Il mio karma è legato a quello degli altri… Ho partecipato all’omicidio commesso da chi forse non ho aiutato a progredire durante una incarnazione precedente. Ogni centesimo che io possiedo in piú è un centesimo in meno del mio prossimo. Io devo partecipare all’educazione agli altri. Ci si è preoccupati di me fin dal mio primo giorno. Io partecipo ugualmente alle buone azioni dell’umanità (nel suo insieme).

3. Tutte le anime sono uscite da un’unicità divina al tempo della razza lemurica. L’umanità ha ricevuto dalla divinità un nome, in qualche modo, ch’essa dovrà ritrovare quando l’indi­vidualismo sarà scomparso (nell’ambito della sesta sotto-razza). Punto di riferimento, il segno e il verbo.

 

 

Meditazione 2

 

Si elevi il proprio sentimento verso il sé superiore. Non è importante concepirlo teoricamente in un modo qualunque, ma sentire in maniera del tutto vivente che si possiede in sé una natura superiore.

 

Dirigere l’attenzione verso l’Io superiore

Dirigere l’attenzione verso l’Io superiore

 

Ci si rappresenti ora che l’io ordinario forma come un guscio attorno all’Io superiore, che quest’ultimo è come un nucleo in seno al primo. Dopo essersi trasportati in tale senti­mento, si pronunci una sorta di preghiera al­l’indirizzo del proprio “Io superiore” con le parole seguenti (in pensiero, non ad alta voce):

 

 

Piú brillante che il Sole,

piú puro che la neve,

piú sottile che l’etere

è il Sé.

Lo Spirito nel mio cuore

io stesso lo sono,

io stesso sono quello.

 

Rudolf Steiner

 

 

Nessun’altra rappresentazione deve venire a mescolarsi a questa. Bisogna dirigere l’attenzione della propria anima unicamente verso l’Io superiore. Emana allora dalle parole qui sopra, poco a poco, un meraviglioso rafforzamento. Ci si sente come elevati fuori di se stessi. S’installa gradualmente una situazione, come se l’anima ottenesse delle ali. È l’inizio a partire dal quale si può continuare l’edificazione. Questo deve durare due o tre minuti.

 

 

Fabio Burigana