Penetrazione dell’idea di tripartizione

Etica

Penetrazione dell’idea di tripartizione

Libertà, Eguaglianza, Fraternità

 

Libertà Eguaglianza Fraternità

 

La sfera culturale e spirituale ha la vocazione della Libertà. La sfera giuridica ha la vocazione della Egua­glianza, quella economica aspira alla Fraternità. Questo secondo l’idea della Tripartizione espressa da Rudolf Steiner. Tre cardini che non possiamo mai dimenticare e che sono il faro, la luce dell’evoluzione umana.

 

 

Nella sfera culturale e spirituale

 

Manifestazioni di piazza

 

Il filosofo, il giornalista, l’intellettuale che si spende sinceramente per il bene col­lettivo del suo popolo o di una comunità, agisce all’in­terno della sfera culturale e spirituale dal punto di vista della triarticolazione steine­riana. Perfino l’attivista che partecipa a una manifestazio­ne di piazza come quella del 9 ottobre 2021 contro il Green Pass obbligatorio, resta sempre nell’ambito della sfera culturale e spirituale. L’idealista si lega al futuro, a ciò che non si è ancora espresso nei fatti.

 

 

Nella sfera giuridico-legislativa

 

Agone politico

 

Diverso è il caso di chi decide di scendere nell’a­gone politico. Qui interviene un cambio di sfera poiché nell’atto di iscriversi a un partito, si entra karmicamente nella sfera politico-giuridica e se qual­cuno viene eletto o cooptato, tutto il suo agire viene messo in relazione con il destino profondo dello Stato o della nazione.

 

 

Impulso egoistico ed impulso spirituale

 

Impulso egoistico e spirituale

 

Si entra in relazione karmica con la parte piú evoluta del proprio popolo se l’entrata in politica è determinata da un sincero moto morale ed etico.

 

Quando invece  l’ingresso è determinato da motivi egoistici o venali si entra in relazione con la parte peggiore della gente che si rappresenta.

 

Comunque, pur ammettendo esistano sempre zone grigie, nell’atto giuridico di iscrizione o di elezione viene compiuta una scelta che lega questa personalità ai fatti e i fatti appartengono al passato.

 

 

Non demonizzare l’impegno politico

 

L'impegno politico

 

Pensare che entrare in politica sia sempre un male è sbagliato. Ma bisogna capire che questa scelta comporta un sacrificio: si rinuncia a un po’ di libertà di giudizio personale.

 

Non è solo questione di dover obbedire al se­gretario di partito o al dirigente. C’è qualcosa di piú sottile: la politica, in fondo, è una forma di guerra addolcita, e la guerra porta con sé la menzogna.

 

Ma noi non viviamo in un mondo perfetto e pacificato. Quindi chi sceglie l’impegno politico o giuridico (vale ancora di piú per i giudici) per motivi ideali va rispettato per il sacrificio che fa.

 

 

Una situazione problematica

 

Situazione problematica

 

Abbiamo davanti agli occhi governanti che con il loro comportamento suscitano sfiducia e dubbi. Vi sono classi politiche che sostengono l’Unione Europea e si allineano alle posizioni piú guerrafondaie dei paesi anglofoni e del Nord Europa.

 

Siamo diventati una provincia marginale e poco considerata degli Stati Uniti. Ci pieghiamo al ricatto di non avere buoni rapporti con il popolo russo. Non ci ribelliamo, nemmeno per vie legali, al potere dei grandi colossi finanziari. Siamo sottomessi alle lobby sioniste.

 

Tutto questo, e altro ancora, potrebbe far pensare che il popolo italiano sia indifferente a ciò che accade oggi, oppure che ne fugga inorridito.

 

 

Inesistenza e Dualismo

 

Sigle partiti

 

Potremmo riempire una pagina di sigle di micropartiti e movimenti che, in questi anni, dalla psicopandemia in poi, hanno tentato l’avventura di costituire una forza politica al­ternativa.

 

Nessuno c’è riuscito e, diciamocelo pure, è mancato un leader capace di catalizzare l’area del dissenso e di imporsi come interlocutore credibile, carismatico e vali­do di fronte alle due forze dominanti.

 

Le forze politiche dominanti in Italia sono due: da un lato Giorgia Meloni, dall’altro un coacervo di forze po­litiche che prende il nome di Sinistra del Campo largo.

 

 

Una seria riflessione

 

I due schieramenti

 

In Italia non si riesce  a costruire un partito politico capace di unire il cosiddetto “mondo del dissenso”. Questa difficoltà è cosí profonda da farci riflettere seriamente. La risposta è che la maggioranza degli italiani non crede piú ai movimenti politici. Dopo la delusione pilotata che ha visto il Movimento 5 stelle raccogliere e poi tradire le aspirazioni di rinnovamento profondo, lo sconforto ha prodotto un allontanamento dalla politica e dall’impegno politico. Questa è la spiegazione piú plausibile, ma esiste un secondo impulso piú profondo a cui dobbiamo porre estrema attenzione.

 

 

Le voci del dissenso

 

Savegno, Toscano, Billi e Vitangeli

Savegno, Toscano, Billi e Vitangeli

 

E qui veniamo al punto centrale della riflessione di questo mese. Consideriamo che in Italia esistono canali di informazione libera, diciamo non soggetti a condizionamenti venali. Sono testate giornalistiche condotte da singoli elementi di cui faremo solo qualche nome, tanto per intenderci: i canali di Arnaldo Vitangeli e Debora Billi, i canali di Visione TV, quelli del Vaso di Pandora. Sono solo esempi: stiamo parlando di centinaia di rivoli informativi che affrontano in modo serio, sincero e coscienzioso le tematiche di attualità. Diciamo che circa un milione di italiani si abbevera a queste fonti informative. Non è poco, visto l’estremo livello di qualificazione dei dibattiti.

 

 

Menti pensanti, cuori sinceri

 

Economisti finanziari, studiosi di geopolitica, sociologi, filosofi, giuristi, medici, specialisti di politica estera e militare, cultori dell’attualità, scrittori, letterati, docenti universitari, attivisti, politici indipendenti: tutti costoro partecipano a dibattiti approfonditi nei suddetti canali. Moltissimi di loro hanno poi un canale personale con una manciata di “aficionados”. Insomma, esiste una classe di analisti iperpreparati che sono in grado di confrontarsi quotidianamente sui temi della società e della guerra in corso. Tutti vivono di altro, tranne alcuni pochi detentori di canali che si aiutano economicamente con i piccoli proventi pubblicitari concessi dalla rete o con donazioni. E questi pochi che non hanno altri lavori fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. A margine, per noi lettori dell’Archetipo va detto che tra gli specialisti non emergono particolari interessi spirituali, se non una marginale presenza di cattolici ultra-tradizionalisti che ripetono ritornelli consunti contro i fantasmi di uno gnosticismo massonico.

 

 

Una invisibile forza li allontana dalla guida delle istituzioni

 

Da sinistra in alto a destra: Bianchi, Landi, Luna, Perrucchetti, Mazzucco, Orsi, Pascali, Frajese, Meluzzi, Guzzi, Furlan

Da sinistra in alto a destra: Bianchi, Landi, Luna, Perrucchetti, Mazzucco, Orsi, Pascali, Frajese, Meluzzi, Guzzi, Furlan

 

Di fatto questo migliaio di liberi informatori potrebbe rappresentare la migliore classe dirigente del­l’Italia di oggi, ma nessuno di loro riesce ad inserirsi nel corpus politico-giuridico. La domanda è: visto e considerato che le classi dirigenti del campo largo e della sinistra sono intossicate ideologicamente dalla visione democraticista e woke, e sono complici principali della degenerazione globalista in atto, e visto e considerato che il livello culturale della classe politica del centrodestra sta sotto un livello minimo di accettabilità, perché le voci del dissenso non si organizzano in una unica forza politica capace di penetrare nelle istituzioni? Questo è il punto cruciale: le voci italiane della libera informazione sono tenute lontane dalle istituzioni da qualcosa di piú forte della loro stessa volontà cosciente, c’è qualcosa di karmico che impedisce alle migliori menti e ai migliori cuori d’Italia di entrare nei palazzi del potere. Non hanno possibilità di applicare sul campo i loro saperi, le loro competenze, le loro aspirazioni ideali e le loro intuizioni. 

 

 

Odio-amore

 

Il pensare grossolano ci direbbe che questa mancata integrazione è una tragedia, ma noi non possiamo permetterci di rimanere in superficie, dobbiamo osservare i fatti con la dovuta obbiettività ma anche con la dovuta spregiudicatezza che la Scienza dello Spirito ci concede. Innanzitutto, se costoro fossero classe dirigente italiana, diciamolo pure, saremmo in guerra guerreggiata con la NATO e ricattati dall’Europa e dallo spred. La prudenza regna sovrana a Palazzo Chigi, si è detto la Meloni è sulle orme di Francisco Franco tra le potenze dell’Asse e gli Alleati. Sembra che il popolo italiano in questa fase voglia affidarsi non tanto ad un ideale di verità, ma ad una figura personale ben definita ovvero Giorgia Meloni. Una delega in bianco per i suoi sostenitori, un odio accanito per i suoi detrattori. Tenendo conto che l’opposto dell’amore non è l’odio bensí l’indifferenza, giungiamo alla conclusione che il popolo italiano si riconosce in Giorgia Meloni, che viene apprezzata per la sua capacità di compiere sceneggiate e ciniche capovolte pur di barcamenarsi tra Europa, Russia, Cina e Stati Uniti. E gli italiani vogliono restare cosí defilati senza posizioni nette e precise, anzi fuori dai giochi storici è meglio, assenti come nei mondiali di calcio. È un fatto karmico.

 

 

Un segnale rivelatore

 

Adesso formuliamo una necessaria ipotesi: ovvero che inconsapevolmente l’Italiano medio inizia a comprendere che chi sta nelle istituzioni è diverso da chi si propone di leggere senza spirito di menzogna la realtà. Se quel migliaio di spiriti liberi giornalisti, medici, storici ecc.  non diventano per ora classe dirigente, è perché stanno assolvendo il proprio compito nella direzione di una futura visione della Tripartizione dell’organismo sociale (anche se non parlano di Spirito) . Qualcosa di profondo si sta manifestando nel popolo italiano: separazione netta tra sfera politica e spirituale. Ciò che Rudolf Steiner intese come tripartizione della società, si sta attuando nella parte piú consapevole e pensante della penisola. Separazione tra attivismo ideale e politica elettiva perché sono due sfere distanti. L’impulso etico e morale e lo spirito di verità da un lato. Dall’altro il gioco a scacchi della politica con le necessarie finzioni, i compromessi e gli inganni.

 

 

L’altro segnale rivelatore

 

Facciamo un salto geografico: pensiamo al Nord Europa, alla Francia, alla Germania (e perfino al Regno Unito che Europa non è). Nazioni che ormai sono piegate economicamente da una sconsiderata volontà bellicista  antirussa delle proprie classi dirigenti politiche. Diciamo classi dirigenti politiche e non economiche poiché anche nel Nord dell’Europa sta avvenendo un fenomeno di transizione a favore di un’idea Tripartita. In questo caso non c’è il rapporto tra la sfera spirituale e giuridico-politica, bensí il rapporto tra questa (i dirigenti degli Stati) e gli imprenditori che si vedono impediti nel loro lavoro a causa della dissennata politica di rifiuto delle risorse energetiche russe. Anche qui in Germania soprattutto la gente comprende che non è accettabile seguire i vertici di uno Stato che impediscono il commercio delle materie prime con la Russia.

 

 

Penetrazione di idee viventi nei popoli

 

Idee viventi

 

Questi due sono im­portantissimi segnali del fatto che l’idea di Tripartizione sta penetrando non solo negli ambienti degli antroposofi ma nel sangue e nella carne della gente comune, che nei bar, nelle piazze, negli uffici con gli europei che iniziano a comprendere la distinzio­ne tra il mondo della libertà (sfera spirituale), quello dell’eguaglianza (sfera politico-giuridica) e quello della fraternità (sfera economica).

 

L’epoca nuova avanza non solo grazie all’eterogenesi dei fini ma anche con impulsi spirituali e karmici volti al futuro. Il fatto che pochi dirigenti europei vogliano a tutti i costi la guerra con la Russia pur di non perdere la poltrona, è uno di quei fatti che vanno verso la rivelazione e la consapevolezza di profonde verità tra la gente comune.

 

 

Salvino Ruoli