Assunzione

Poesia

 

Assunzione

Assunzione

Annunciato da un palpito di luce,

un gioco d’ombre rimestate, un soffice

contatto imponderabile col mondo,

è tornato da me. Ero in giardino.

Come quel giorno, ha chiuso le sue ali

e genuflesso mi ha parlato, ha detto

che Lui mi attende in cielo. È la mia ora.

Avrò corona e trono, poiché fu

Spirito umanizzato nel mio grembo.

Dal mare un vento tiepido, una lieve

brezza ha sfiorato l’erba, ha scompigliato

i tralci, i rami, scosso le sue piume.

Il Messaggero si è confuso, ha impresso

un sorriso infantile, disarmato

alle labbra sottili che non hanno

mai baciato, mai sussurrato amore

se non per Lui, per le divine Essenze,

per modulare eteriche armonie.

«È tempo» ha ripetuto. Mi ha toccato

con le sue dita immateriali: un vortice

mi ha sollevato luminosa in volo.

 

 

Fulvio Di Lieto