Una collaborazione invisibile

Scienza dello Spirito

 

Una collaborazione invisibile

G. Reni «L’Assunzione di Maria»

Guido Reni «Assunzione di Maria»

 

Com’è noto, la festività di Ferragosto,“Feriae Augusti – Il riposo di Augusto”, fu istituita dall’imperatore nel 18 a.C. per celebrare la fine dei lavori agricoli. Oggi coincide con la celebrazione dell’Assunzione di Maria.

 

In un articolo sull’Archetipo del settembre 2025 “La festa che non c’è (www.larchetipo.com/2025/09/scienza-dello-spirito/la-festa-che-non-ce/) richiamando le parole di una conferenza di Rudolf Steiner a Stoccarda del 15 agosto 1923 (in “San Michele la festa dell’autocoscienza”, ed. Antroposofica O.O. N° 224) abbiamo constatato come sia il periodo dell’anno in cui Arimane ammorba l’atmosfera di una sostanzialità sulfurea che: «pervade l’organismo umano, ne risveglia la natura di desiderio» per cui arduo può rivelarsi il dominio dell’Io sul corpo astrale.

 

La circostanza che le tre facoltà animiche – Pensare, Sentire, Volere – ne possano risultare egualmente sconvolte, ci rinvia ad una conferenza berlinese del 13 febbraio 1916, nel pieno della Grande Guerra (in: “Presente e passato nello spirito dell’uomo”, ed. Antroposofica, O.O. N° 167): «Considerate ancora una volta – ne abbiamo già parlato – quello che è realmente il ricordo per l’uomo che vive in un corpo fisico. L’uomo fa certe esperienze, le elabora, poi se ne distanzia. …Ma poi si ripresenta un momento in cui le facciamo di nuovo sorgere dalla nostra interiorità come rappresentazioni».

 

Troviamo qui sintetizzate dinamiche mnemoniche che l’Antroposofia approfondisce sino ad un retroscena invisibile, cui il Dottore esplicitamente si riferisce: «È lecito chiedersi se questa attività, mediante la quale l’uomo trasforma per tutta la vita le esperienze in pensieri e le conserva sotto forma di ricordi, non abbia anche un significato per l’intero cosmo. Quello del ricordo è davvero soltanto un processo che avviene al nostro interno?». Quesito a cui la mentalità contemporanea non può che rispondere positivamente: «Il materialista tenderebbe a rispondere di sí, che ovviamente si tratta di un processo che si svolge solo al nostro interno».

 

E non v’è dubbio che a tutta prima tale appare il fenomeno. Ma si tratta appunto di mera apparenza: «Mentre pensiamo, mentre formiamo pensieri a partire dalle nostre esperienze [e li conserviamo sotto forma di ricordi] non siamo gli unici ad occuparci dei nostri pensieri».

 

Il pensatore

 

Parole che quasi suscitano un senso di potenziale vulnerabilità da parte di invisibili presenze in quello che riteniamo il nostro sa­crario piú intimo, l’attività pensante; quasi una strisciante invadenza di orwelliana memoria. Ma veniamo subito rassicurati: «Anche …la Terza Gerarchia, ovvero quella degli Angeli, degli Arcangeli e delle Arcai, se ne preoccupa».

 

Pur totalmente rassicurati, permane lo stupore di apprendere che i nostri pensieri non solo attirano l’attenzione delle menzionate entità, ma rappresentano per Loro un’indispensabile opportunità d’azione: «Non pensiamo soltanto per noi, miei cari amici, pensiamo e conserviamo in noi i nostri pensieri in modo di offrire un campo di attività agli Angeli, agli Arcangeli e alle Arcai».

 

La rete dei pensieri

 

Estremamente diretto il paragone che segue: «E come è vero che noi esseri umani sulla Terra ci occupiamo delle nostre macchine, oppure di mangiare e bere, cosí è vero che Angeli, Arcangeli, Arcai si occupano della rete intessuta, intrecciata e formata dai nostri pensieri, lavorano in continuazione su questi pensieri che sono nostri (c.d.r.)».

 

Davvero grandioso il retroscena occulto: «In verità il nostro processo pensante non è qualcosa di inutile nell’universo. …Al contrario si inserisce in tutta l’evoluzione cosmica e contribuisce a far sí che nuove cose vengano costantemente introdotte in questa evoluzione».

 

Ma come accennato all’inizio, anche Sentire e Volere vengono coinvolti: «Per tutta la durata della nostra vita sentiamo e vogliamo …anche i nostri sentimenti ed impulsi volitivi che ci accompagnano per tutta la vita costituiscono il campo di attività di entità superiori».

 

Comincia a prendere forma in noi un sentimento di forte responsabilità verso l’intera nostra vita animica sapendo che ogni pensiero, sentimento, impulso volitivo viene immediatamente recepito dal mondo spirituale quale sua sfera d’azione: «Come le entità della terza Gerarchia lavorano sul nostro pensare, cosí quelle della seconda Gerarchia, compresi i Troni (appartenenti alla prima, n.d.r.) operano sul nostro sentire e sui nostri impulsi volitivi».

 

Sentire e volere

 

Con parole davvero toccanti Rudolf Steiner sintetizza l’alto valore di quanto precede nel nostro esistere: «Pensate a come ci poniamo nel mondo quando sappiamo queste cose, a come ci sen­tiamo immersi nel mondo spirituale. Da una parte ci diciamo: tu, uomo, percorri il mondo pensando, ma il lato interiore del pensare, quello che è rivolto verso di te, è soltanto una sua parte. Quello che pensi è il materiale sul quale lavorano Angeli, Arcangeli, Arcai. E quando sentiamo e vogliamo, creiamo materia per gli Spiriti della forma (Potestà), gli Spiriti del movimento (Virtú), gli Spiriti della saggezza (Dominazioni), gli Spiriti della volontà (Troni)».

 

L’inevitabile ed insidioso confronto col menzionato zolfo arimanico si presenta in una luce densa di fiducia e forza, sapendo che in tutte le nostre facoltà animiche operano Gerarchie pronte a condividere ogni attimo della nostra giornata.

 

 

Francesco Leonetti