Il sacro in Assisi

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Il sacro in Assisi

 

Qui si vuole dare un riconoscimento giusto e doveroso alla memoria dei Padri, degli Avi che abitarono in questo luogo d’Assisi già in tempi immemori e su cui è sceso, spesso, l’oblio e la dimenticanza.

 

Assisi è indissolubilmente legata ai suoi Santi: Francesco, che la rese famosa nel mondo, Chiara, ma ancor prima Rufino, Savino, Feliciano e le schiere dei primi cristiani che furono sí martiri e santi, ma da Costantino in poi, che fece del cristianesimo religione dell’Impero, da martiri divennero persecutori di tutto ciò che era ritenuto pagano, idolatrico.

 

Da tempi immemori, Assisi ha conosciuto il Sacro: Umbri, Etruschi, furono presenti in quella che oggi è l’area tra la Rocca Maggiore e la Rocca Minore, o Rocchicciola.

 

Ricostruzione grafica del Tempio della Minerva e la Minerva oggi

Ricostruzione grafica del Tempio della Minerva e la Minerva oggi

 

Dopo esser divenu­ta romana Assisi conobbe i suoi fasti migliori; sorsero templi innumerevoli, il tempio di Giove, Ercole, Diana e Venere, quello ai Dioscuri, Castore e Polluce, poi denominato tempio della Minerva.

 

In quella che è l’area di Moiano vi era il tempio a Giano, “Mons Janus” da qui Moiano.

 

Vi erano poi sacelli, templi minori, dedicati a Silvano, Cupra, di quest’ ultimo sono state ritrovate testimonianze in lavori recenti nell’area della Cattedrale di San Rufino.

 

Con Roma Assisi conobbe Properzio, la sua poesia, i suoi carmi, ancora è visibile quella che viene definita la sua casa, la città conobbe splendore, bellezza, arte e prosperità; sorsero il Foro, l’Arena e nella periferia i mausolei, le tombe dei noti e meno noti.

 

Cripta di San Rufino con sarcofago romano

Cripta di San Rufino con sarcofago romano

 

Con l’affacciarsi del Cristianesimo e i suoi pri­mi seguaci, Roma vide la cosa come una possibile destabilizzazione dell’ordinamento, della Lex, dei codici e degli usi, delle pratiche religiose che ormai da secoli regolavano la vita dello Stato e lo avevano reso grande e potente.

 

Vi furono persecuzioni, martiri, quali in Assisi i Vescovi Rufino e Vittorino e molti altri diaconi, presbiteri e fedeli della nuova religione.

 

Di questo se ne trova, molto ben dettagliato e descritto, negli scritti di Arnaldo Fortini.

 

Con l’Editto di Costantino cessano in pratica le persecuzioni e a nulla vale il tentativo di alcuni, tra cui Giuliano detto l’Apostatata, di riportare il fasto degli Dei a Roma.

 

Inizia la presa di potere della Chiesa di Pietro, la Chiesa di Roma, che fa sue pratiche e simboli che furono della Roma antica, che man mano si fa Gerarchia, Potere che si allontana dal predicato dei Vangeli per divenire sempre piú potere temporale e che figure quali Benedetto, Francesco e altri dopo di loro nei secoli tenteranno di riportare alla purezza del Vangelo.

 

Dopo l'Editto di Costantino

 

Ma limitiamoci ad Assisi, vengono demoliti templi, are sacre ed altari, gli “idoli” pagani fatti a pezzi. I marmi, le colonne, rilievi e bassorilievi, impiegati per erigere chiese, abbazie, nuovi altari, o vanno a far parte di edifici privati, le dimore dei Signori che prendono il potere nella città.

 

All’Alba del Medioevo, l’avanzata di orde di popoli che da Nord, Sud, Est, Ovest calano sulla Penisola non risparmiano nemmeno Assisi: Goti, Visigoti, Vandali e Unni, solo per citarne alcuni. Ma prima dell’anno Mille sono specialmente i Longobardi, di etnia germanica, a stabilirsi in Assisi e dintorni, provengono dal Ducato di Spoleto che era la loro roccaforte vicina. Vi saranno scontri, poi alleanze, si celebrano matrimoni dove i nomi Longobardi sono leggibili negli atti del tempo, anche a San Rufino, nella Cattedrale ne vengono celebrati.

 

I Longobardi, popolo fiero e guerriero che adorava gli Dei del Nord, Wotan, Odino, Thor, Freya, vengono man mano convertiti alla nuova religione e portano il culto di Michele dove loro sono presenti: l’Arcangelo prende il posto dei loro Dei guerrieri.

 

Prima i Benedettini, seguaci di San Benedetto, avevano creato la loro Regola monastica, fatto sorgere abbazie, conventi con annessi edifici per i coloni che lavoravano e coltivavano la terra, furono artefici di bonifiche che strapparono terre a paludi e acquitrini. Furono i Benedettini a salvare molto del sapere del passato, si interessarono di medicina, erboristica, arte e scienza, ma furono pure spietati nel cancellare sistematicamente e a perseguitare le sopravvivenze pagane.

 

Vennero demoliti gli ultimi templi, raso al suolo il Sacro che per millenni era stato parte integrante della vita delle genti Italiche e d’Europa. Anche in Assisi e in Umbria fervette la loro opera: dove vi erano vestigia pagane queste vennero rase al suolo, furono perseguitati, malmenati e a volte uccisi coloro che non si piegavano al nuovo Credo, dal che le cose si invertirono, da martiri si diventava persecutori e carnefici.

 

Il Sapere, la Scienza, il Sacro diventava appannaggio delle gerarchie curiali, chi osava un suo credo, una sua ricerca libera della Scienza rischiava scomunica o peggio, la vita.

 

Il resto è Storia della Chiesa, le sue luci e le sue ombre, iniziano le persecuzioni agli eretici, il capitolo oscuro contro l’eresia Catara e Albigese, la fine dei Templari, in cui Chiesa e Potere laico si alleano, i roghi su cui perirono giganti come Giordano Bruno, e su cui finirono donne e uomini accusati di stregoneria o magia, solo perché sapevano di scienza delle erbe, sapevano curare ed erano piú in contatto con la Natura, e infine il patto scellerato tra la Chiesa e stati europei che volevano espandere i loro domini nel mondo, vedi la Spagna e il Portogallo, che nello sterminare le popolazioni del Centro America mandavano davanti agli armati i frati e i sacerdoti con la Croce del Cristo: è questo che il Cristo aveva voluto nel Suo predicato evangelico?

 

Ogni cosa ha un suo inizio e una sua fine e forse ora la Chiesa di Pietro dovrà lasciare il posto ad una Ecclesia dell’Amore: la Chiesa di Giovanni.

 

 

Davide Testa