Il fuoco del cosmo

Botanima

Il fuoco del cosmo

Le LabiateQuando si vuole prendere in giro qualcuno, che dice di aver detto, fatto o inventato qualcosa che già esiste, o che è del tutto superflua, persino inutile, lo si accusa di aver “scoperto l’acqua calda”. Eppure, di tanti raggiungimenti che hanno costituito nel tempo l’umana civiltà, disporre di un liquido riscaldato per cuocere o detergere, è stato uno dei piú esemplari. Scaldare l’acqua presupponeva avere il fuoco, e questo, il fuoco, è stato la svolta del progresso umano. Prometeo indica in chiave mitica l’iter di quel raggiungimento. Ma cuocere, bollire e arrostire non bastava a rendere appetibile un cibo. Il crudo, il selvatico, il grezzo, nel loro gusto naturale sono poco gradevoli, senza un minimo di condimento. E quindi, dopo la scoperta del fuoco, ecco gli elementi di arricchimento del sapore. La natura in questo ha aiutato. L’uomo si è servito soprattutto dell’olfatto per i vegetali che esaltano le vivande. Una famiglia di erbe in particolare è la benefattrice dell’uomo nell’arduo contesto di rendere una pietanza degna di essere consumata. Che farebbero oggi i paludati masterchef se non disponessero di basilico, menta, salvia, rosmarino, origano, maggiorana, timo, serpillo, issopo? Se vi si aggiunge la lavanda, di questa famiglia di erbe possono usufruire non solo gli addetti ai fornelli, ma anche chi traffica con storte, alambicchi, distillatori e fissatori, ossia profumieri, farmacisti, chiunque insomma carpisce alle Labiate la loro essenza che Rudolf Steiner attribuisce a un alto connubio con le forze cosmiche.

Leggiamo quanto riporta Wilhelm Pelikan nel suo L’uomo e le piante medicinali, a proposito delle Labiate, e in particolare di quelle piú impiegate nell’uso comune:


Le Labiate, con le loro tremila specie, costituiscono tutte un’autentica famiglia di piante medicinali. Mentre in diverse famiglie vegetali dotate di virtú curative, una certa pianta o un’altra deriva da una moltitudine di altre specie e se ne distingue come fenomeno raro e singolare, tutte le specie di Labiate posseggono queste virtú. Laddove in generale la pianta medicinale attira l’attenzione in quanto variante unilaterale del tipo della sua famiglia, risulta evidente che dobbiamo considerare l’intera famiglia delle Labiate come una variante particolare e unilaterale del tipo “dicotiledoni”. Questa particolarità si basa sull’influenza straordinaria che esercitano le forze cosmiche del calore sulla formazione di queste specie di piante. Ciò determina il loro essere. Il calore permea e struttura le Labiate, a un grado assolutamente unico. Certo, altre famiglie, e persino in fondo tutte le famiglie, partecipano alle azioni caloriche, nessuna lo fa in tale misura e con tanta diversità. Come in tutte le piante, il centro degli impulsi calorici è situato, in questo caso, fuori del corpo vegetale, nel cosmo, nel Sole. L’uomo, in quanto essere dotato di Io, porta un tale centro di impulsi dentro se stesso; egli è dotato di calore proprio. Dalla natura calorica delle Labiate deriva una relazione particolare tra l’uomo e queste piante. Tale natura calorica si esprime materialmente con la formazione di sostanze speciali, igneo-aromatiche, che si definiscono oli eterici (essenze). Sono le sostanze che vogliono, in qualche modo, divenire calore. Il calore le ha trasformate, per quanto possibile, a sua immagine. Sono materie molto volatili, che passano rapidamente dallo stato liquido allo stato gassoso, accendendosi facilmente e bruciando con una fiamma brillante.

 

Wilhelm Pelikan 


Una natura calorica, quella delle Labiate, che porta dunque sulla Terra il fuoco del cosmo, un fuoco eterico che risana e nutre l’uomo.

 

Teofilo Diluvi