L'invidia

Costume

L'invidia

Forse è nata da questa la pulsione

che nei secoli ha spinto le orde barbare,

i pirati, gli eserciti, i banchieri

a far man bassa di Saturnia Tellus,

terra felice per natura e clima,

dove crescono al meglio vite e grano

per nutrire nel modo giusto e sano

il genio, la cultura, l’eccellenza

di talento nel fare e nel pensare.

E non bastando la rapina e il furto,

l’invidia impone il culto dell’oltraggio

alla bellezza, all’armonia, al nobile

repertorio di oggetti, segni e opere

di cui si avverte la capacità,

oltre la forma, di trasumanare.

Ed è questo che forse ancora oggi

spinge i barconi, i nomadi, gli Accadi,

a fare dell’Enotria un res nullius,

un trastullo da usare e da abusare.

Non potendone cogliere e carpire

il segreto per cui tanta opulenza

e favor dei gratificano un popolo

e una terra, ne invidiano il destino

guastandone il rapporto col divino.

A torto ritenuti gli abitanti

di un ameno Paese dei Balocchi,

da Borsa e spread umiliati e offesi

siamo solo il Balocco dei Paesi.

 

Il cronista