Karma e libertà

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Karma e libertà

L’uomo crede erroneamente che lo Spirituale sia quello che egli si aggiusta come tale dentro di sé: ma proprio questo spirituale arrangiato nella psiche deve sparire, se al suo luogo deve esserci autentico contenuto spirituale: se vuole che il reale Sovrasensibile penetri nell’anima. Ma a ciò il veicolo attuale dell’uomo è la libertà. Un energico sforzo di liberazione dell’Io dall’antica anima senziente-razionale, mediante l’ascesi del pensiero, è richiesto all’Iniziato moderno. GuruAd osta­colare tale possibilità oggi esistono correnti spiritualistiche che trattano i loro seguaci come bambini da guidare verso il Sovrasensibile mediante una somma di conoscenze gno­stiche, ritualismi, simbolismi, una minuziosa filologia esoterico-critica, un tradizionalismo pregno di nozioni mistiche. A questi discepoli viene impedito, mediante una sorta di esaltazione cognitiva, lo sviluppo della qualità essenziale dello Spirito dell’attuale epoca: l’attività delle pure idee, che sola può dare contenuto vivo al formalismo esoterico. In tal senso lo Spiritualismo esercita una funzione non diversa da quella del Materialismo. Ambedue hanno il còmpito di impedire che l’uomo scopra in sé la sorgente della forza e da essa senta scaturire il suo essere libero: non vincolato alla dialettica della Materia ma neppure a quella dello Spirito. Vero metodo esoterico è quello che dà modo di ritrovare la pura forza-pensiero oltre la forma dialettica.

Normalmente l’anima si difende dallo Spirituale, ma può accedere ad esso mediante discipline di concentrazione e di meditazione, ove conosca il reale còmpito di queste, che è proteggerla dalla travolgente impersonalità, propria alla forza autentica dello Spirito. I Santi e i Mistici del passato potevano aprirsi al flusso dello Spirituale, a condizione di vivere in uno stato di esaltazione dell’anima per il Divino, in esaltazione di gioia o di dolore: in tal modo indirettamente accoglievano in sé la forza trascendente dello Spirito: scioglievano l’anima dall’elemento personale e la rendevano capace di comunione con l’impersonale trascendente. L’asceta moderno può accedere all’esperienza dell’Impersonale spirituale, direttamente, vivificando e rettificando, mediante il potere del pensiero liberato, cioè reso non dialettico, l’elemento personale. L’Io, non l’anima, si deve aprire al Divino. L’Io deve essere rafforzato al punto che nella sua forza si manifesti il Principio trascendente. Per un eccesso volitivo di sé, suscitato mediante la pura forza-pensiero, l’elemento personale consegue il proprio trascendimento. Ogni fuoruscita dal limite personale, che non si verifichi grazie a un tale rafforzamento, è inevitabilmente un fatto medianico, quale che sia la dignificazione esoterica di cui si rivesta.

Alle forze trascendenti che reggono la vita terrestre non è possibile l’accesso all’umano per la via della mera coscienza egoica: in ciò la libertà dell’uomo, la possibilità di respingere lo Spirituale. Una tale possibilità di respingere è già attività spirituale. Ma è la ragione per cui le Guide superiori dei Popoli oggi non hanno la possibilità di dirigere direttamente la collettività, e la storia umana rischia di sfuggire alla propria ragione superiore di essere. Il punto di vista umano domina la Cultura umana e la oppone allo Spirituale.

Folla…Se le Gerarchie potessero prendere direttamente contatto nell’anima umana con le sue esigenze esistenziali, e perciò potessero direttamente ispirarla, la storia umana comincerebbe a svolgersi secondo le linee di una superiore infallibile armonia: ma l’uomo non sarebbe libero, si comporterebbe come l’animale, totalmente guidato da un principio che è fuori di lui. Il principio di gruppo animale, infatti, suscita un unico comportamento, su tutta la Terra, in tutti i componenti la specie in cui si incarna. Nei moti collettivi in cui si esprime l’astrale inferiore dell’uomo, un’anima di gruppo demònica tende a incarnarsi: i gruppi di uomini si muovono come branchi, uniformemente manovrati.

Per ora le Entità direttrici dei Popoli possono operare mediante Iniziati capaci di superare la Soglia dell’umano. Se mancano tali Iniziati, o se essi non sono all’altezza del còmpito loro assegnato, le Entità-guida dei Popoli non hanno altra possibilità di operare nell’umano, se non la corrente del karma. Quando la vicenda umana è costretta ad essere espressione esclusiva del karma, la Storia che in séguito si ricostruisce non risponde che allusivamente alla realtà di quella: è inevitabile che sia plausibilmente interpretata dal dominante Spirito della menzogna. L’Io umano non è presente in essa, anche se indirettamente opera attraverso essa. Solo la presenza dell’Io può ricostruire la verità delle vicende trascorse, cioè il loro sostanziale contenuto: la Storia vera del­l’uomo, ancora ignota.

Magico volere

Magico volere

Si può dire dunque che nell’uomo v’è una corrente pura della volontà, un impulso dell’Io indipendente dal karma – volto verso il futuro –di continuo impedito o alterato dalla coscienza razionale: si tratta di un potere impersonale impedito dall’elemento personale, o soggettivo, eccezionalmente però capace di affiorare nel pensiero puro, o nell’idea viva, della meditazione. Simultaneamente si può dire che v’è una corrente istintiva proveniente dal passato, che ha potere soggettivo mediante l’anima senziente-razio­nale, cioè mediante il corpo astrale, là dove si sottrae all’azione del pensiero puro. È la stessa forza in due forme diverse, polarmente opposte, ambedue necessarie alla liberazione dell’uomo, il cui còmpito è armonizzarle in sé e unirle secondo una direzione originaria. La libertà deve poter usare le forze della necessità, a fine di esprimere se stessa nell’umano, per nuove creazioni.

L’Impersonale è la potenza personale dell’Io: ma il personale nell’uomo normalmente si manifesta me­diante il corpo astrale, non è espressione diretta dell’Io. L’immediato individuale ottusamente si identifica con il corpo astrale, sostanzialmente opposto all’Io. Il potenziamento di ciò che in noi è impersonale, invece, rende creativo quello che è veramente personale, in quanto esprime la forza dell’Io indipendente dal karma. L’attività che nell’anima reca il potere impersonale, è il pensiero, quando gli sia assicurata autonoma estrinsecazione.

KarmaL’indipendenza dell’Io dal karma restituisce al karma la sua funzione positiva, di incarnazione in incarnazione. Tale funzione è sempre positiva, ma è importante che a un determinato momento cominci a rispondere alla direzione volitiva dell’uomo libero, ritrovante il sentiero dello Spirito. Ogni esperienza del­l’uomo tra la morte e una nuova nascita diviene segretamente il modello o l’ispirazione di un’opera interiore, che l’uomo deve cominciare a realizzare coscientemente tra una nuova nascita e la morte. Le due esperienze, la terrena e l’ultra­terrena, tendono a unificarsi in colui che realizzi il senso verace della evoluzione: ogni esperienza dopo la morte diviene per lui il fiorire di un conoscere e di un potere, di cui elabora il germe durante la vita, attraverso la trasformazione incessante della necessità materiale in libertà spirituale.

 

Massimo Scaligero




Tratto da: M. Scaligero, Reincarnazione e Karma, Edizioni Mediterranee, Roma 1976.