Waterloo

Poesia

Waterloo

La Collina del Leone, campo di battaglia di Waterloo, ieri e oggi

La Collina del Leone, campo di battaglia di Waterloo, ieri e oggi

Ascolta la poesia letta da Eugenio Marinelli:

Gli uomini, morendo, fioriranno;

la guerra è solo un gioco e non lo sanno.

Vibrano spade, spronano cavalli,

ma appena nella terra i loro corpi

diventeranno semi rosso cupo

a fecondare i solchi e le brughiere.

Qui ora il tempo ha spento il vorticare,

placato l’onda, l’impeto, lo slancio,

sedato l’urlo, incenerito il sangue.

Pedoni, alfieri, re, cavalli e fanti

sono spariti dalla gran scacchiera

che ora è un prato fresco di maggese.

Resta un’asperità che svetta in alto

dalla campagna a freccia verso il cielo

e un leone di pietra vi troneggia

a ricordar chi vinse la partita.

Ma vinti e vincitori sono semi,

fecondano la terra e non lo sanno,

appena morti entrano nel gioco

sublime e lieto della primavera.

Ora son lí a gremire le pendici

della collina dove finí il gioco

di vita e morte, e sono tutti fiori.

Schiere di margherite, crochi e viole

ascendono la china ripetendo

nel vezzo dei colori quelli antichi:

coccarde, gagliardetti, insegne e piume,

alamari, bandiere, nastri e fiocchi,

kepí fregiati d’oro e le feluche.

Ora son fiori umili e confusi

che il vento scuote nell’estremo assalto:

ecco sciabole d’erba saettare,

issano i fiordalisi un gran pavese,

guizzano in lampi viola cardi e spighe

prossimi a conquistar l’ultima balza.

Premio al furore e all’impeto silente

non è la barricata, la trincea,

un cannone da prendere di slancio:

è il cielo chiaro oltre quella cima.

 

 

Fulvio Di Lieto