Liriche e arti figurative

Il vostro spazio

Liriche e arti figurative

Carmelo Nino Trovato «I giardini della notte»

Carmelo Nino Trovato «I giardini della notte»

 

 




 

A zio Gianni

 

Gianni Sculco

 

Eri e sarai

ciò che ora non sei…

Il fulmine sacro

per l’ultima volta

ha spezzato il suo corso

mai rettilineo.

Scaturito dal Cielo,

infranto qui in Terra,

sei rimasto fra noi

per donarci un esempio,

un esempio che resta

per Eòni nel tempo.

Ci hai donato una luce

Di Sapienza ed Ingegno,

ci hai donato una storia

da cantare in eterno.

Sei venuto nel mondo

senza cibo per gli occhi,

ma pensa che il Sole

non vede i suoi raggi.

Nella fòlgore torni,

e ora il Cielo è in gran festa,

perché i Dèva desiderano

la tua parte fra Loro.

 

Pietro Sculco

 




 

Inverno

 

Freddo era l’inverno

e a lungo ho atteso

il vostro rinverdire,

cari tigli.

I primi giorni

di calda primavera

ho spiato

dei germogli il rifiorire.

Li ho visti infine

rapidi

i lunghi rami rivestire

e in fretta son cresciuti

in foglioline

che presto grandi foglie

diverranno.

Per accogliere il vento

che ne modella i moti

a piacimento

e nel fruscío

sussurrano gli dei

frasi agli umani.

Solo le coglie

chi la voce del vento

sa ascoltare.

Ascolta dunque e taci,

anima mia!

 

Alda Gallerano

 




 

DEI

 

Dea

 

Gli Dei sovrastano

di una vita indefinita

fastosa ed arcana.

Riempiono i cuori

di passioni, sentimenti, calcoli

e intrecciano amori e giuochi

coi nostri solitari destini.

Venere ogni anno rinnova

la primavera di foglie e fiori

e le giovani donne,

generazione dopo generazione,

ripetono inesorabile

il suo antico incanto.

Marte non si stanca di gonfiare

i petti dei giovani guerrieri

e dei maschi che

in ogni latitudine

tornano ad ammazzarsi

per gli occhi e le grazie

di una fanciulla.

Giove invece impone

la sovranità con l’eros,

il fascino e la forza

che detta la legge,

l’arbitrio, il sogno dell’impero

e dell’ordine.

Atena ed Apollo suggeriscono

la sapienza, l’arte che innamora

e la strategia razionale

che vorrebbe la potenza,

l’eterno, il possesso

e che invece strega

la nostra anima

in un incessante brancolare

tra le ombre e le stelle.

Hera, Demetra, Proserpina,

Mater Matuta,

Bona Dea, Astarte

e gli infiniti nomi

che la grande Dea

suggerisce ai popoli

per glorificare

la generazione, la vita,

le messi, le foreste custodite

dalla vergine Diana,

le indefinite nascite

e l’infinita bellezza

della Natura

che sperpera individui,

tramonti, auree

albe d’inverno.

E noi, piccoli uomini,

invasati da Dei e Demoni

plurali che ci spingono

tra gli scogli aguzzi

di un frastagliato

destino individuale.

Crocifissi

al tempo che fugge,

con l’anima immobile

al primo vagito

della prima alba,

vediamo e sentiamo

 nella nostra carne

trapassare Venere,

Marte, Giove

e tutto il corteo

dei luminosi Numi…

Dalla nostra

enigmatica Croce

spazio-temporale, disperati

e sorpresi di un destino

cosí bello e arcano

guardiamo al Cristo

come Mistero ultimo

indicibile.

 

Marco Rossi

 




 

Dentro di me

 

Sogno

la terra

e il cielo

nascosti

dentro di me

nelle profondità

di me

nel desiderio

di sapere

cosa si nasconde

dietro di me

dietro la vita

dietro la terra

oltre il cielo.

 

Stelvio