Salute e malattia

Questione sociale

Salute e malattia

Dr. Steiner: Buongiorno signori! Dall’ultima volta, avete riflettuto sulle domande che vorreste porre?

 

 

Le domande riguardano ancora l’assenzio, le api e le vespe.

 

 

Risponde il Dr. Steiner

 

Acqua nel corpo umano

 

Vi ricordo d’aver già detto che l’azione dell’assenzio è simile a quella dell’alcool. Per poter abbordare in modo piú profondo questa domanda vorrei dire qualche parola sulle influenze alle quali il corpo è sottoposto in maniera generale. Bisogna però che sia chiaro il fatto che non si può parlare solo dei componenti solidi dell’organismo umano, del corpo umano. Come vi ho detto, questi componenti solidi rappresentano tutt’al piú il 10-12%. Cosí, quando in un qualsiasi libro troviamo il corpo umano disegnato, esso non può riprodurre altro che dei componenti solidi. Questo fa dunque credere che l’essere umano sia soltanto composto del suo cervello, dei suoi polmoni, del suo cuore ecc. e dunque da tutti i suoi componenti solidi. In realtà, come vi ho detto, il corpo umano è invece composto di circa l’ot­tantotto per cento di liquido, si potrebbe quindi dire che in realtà esso consiste in un liquido: un liquido acquoso.

 

Ma a questo proposito vedrete che anche questo è solo parzialmente corretto; se diciamo, per esempio, che beviamo acqua e l’acqua contiene tutti i tipi di cose disciolte e poi l’acqua va nella bocca, da lí nell’intestino e cosí via, questo è giusto solo in parte. Quando beviamo un piccolo bicchiere d’acqua, ve l’ho già detto, possiamo immaginare che questo accada davvero. Ma con il secondo bicchiere d’acqua ciò che è nell’acqua è assorbito dal liquido del corpo e non passa prima attraverso tutti gli organi nel modo, direi, descritto sopra.

 

Ora avviene che tutto ciò che è solido in noi, è il meno esposto all’ambiente generale. Naturalmente, se consideriamo il nostro cuore solido, constatiamo che esso diventa piú grande o piú piccolo a seconda delle pulsazioni, ma conserva grossomodo la stessa dimensione e rimane tale e quale. Se, d’altra parte, consideriamo che siamo pieni di liquido, allora sí, signori, scopriamo che il liquido è influenzato da ogni sorta di cose nel mondo! Sapete che se prendiamo una piccola quantità di liquido, questa prende la forma di una goccia, diventa una goccia, perché l’intero mondo è rotondo e agisce su ogni singola goccia. Per il fatto che siamo liquidi, in fondo tutto il mondo agisce su di noi. Ed è solo perché la scienza piú recente non ha piú considerato che l’uomo è in realtà una colonna di fluido e ha cosí dimenticato che il mondo intero, con tutte le stelle e tutto il resto, ha un’influenza sul­l’uomo. Viene semplicemente dimenticata questa influenza sull’essere umano.

 

Se uno sa che l’uomo è una massa di liquido, non sarà lontano dal dire a se stesso: sí, ma io sono anche aria. Inspiro costantemente aria e di nuovo la espiro. Sono dunque anche aria. Ed è per il fatto che l’aria in me è in perpetuo movimento, grazie a questo sono effettivamente un essere umano. È possibile che l’essere umano sia effettivamente un essere spirituale con un’anima, unicamente per il fatto che egli è composto in questo modo. Se fossimo solo solidi, non potremmo essere affatto degli esseri animico-spirituali.

 

Ora, tutto ha un’influenza molto specifica sull’essere umano. Avrete sentito parlare del cosiddetto avvelenamento da piombo. Vi ho già parlato dei vari tipi di avvelenamento. Sí, signori, quando qualcuno prende troppo – e questo troppo può anche essere molto poco, ma è sempre troppo per le circostanze – quando qualcuno mette troppo piombo nel suo corpo, allora questo diventa troppo solido. Questi componenti solidi allora diventano, direi, gessosi. Cosí che l’essere umano, se introduce nel suo corpo una piccolissima quantità di piombo – perché nell’avvelenamento da piombo basta solo una piccolissima quantità – diventa troppo solido. Cosí, quando si vede, che l’uomo comincia a invecchiare prematuramente, dato che con l’avvelenamento da piombo si manifestano i segni della vecchiaia, allora bisogna dargli come rimedio dell’argento, in qualche forma. Questo rimedio lo rende fluido e ricettivo alle influenze esterne. Con qualche combinazione di argento, che si deve scegliere di conseguenza in modo appropriato, si potrà contrastare questo fenomeno. Cosí vedete come ogni genere di cose ha un’influenza sulle persone.

 

Non dimentichiamo poi che la natura femminile e quella maschile sono molto diverse l’una dal­l’altra. Nella natura femminile predomina l’elemento liquido. Quindi si potrebbe dire che la natura femminile è piú accessibile a tutte le influenze esterne, perché è piú fluida. La natura maschile è meno accessibile alle influenze esteriori, perché l’elemento solido è preponderante. Cosí che si può dire: in certe malattie – diciamo per esempio l’avvelenamento da piombo – sulla natura femminile è possibile dare meno argento; ma si deve dare piú argento alla natura maschile, perché è difficile renderla liquida. Quindi vedete come bisogna dare molta importanza a tutte queste cose nell’essere umano, e solo allora si arriva ad una sua vera comprensione. Vedete come ogni sostanza ha un’influenza terribilmente forte sull’essere umano.

 

Emofilia

 

Ma tutto questo è a sua volta legato alla relazione tra il maschile e il femminile, che si esprime nell’ereditarietà. E quest’ultima è qualcosa di molto complicato. Come siano complicate le relazioni ereditarie si può vedere da una certa malattia – che si chiama emofilia – che consiste nel fatto che il sangue di tali ammalati non si coagula immediatamente. Nell’essere umano ordinario, che è cioè normale, il sangue si coagula immediatamente quando arriva alla superficie della pelle. Si trasforma subito in sangue coagulato. Il sangue è molto fluido all’interno del corpo; appena arriva in superficie, diventa compatto, solido, coagula. Nelle persone che han­no l’emofilia, il sangue non si coagula immediatamente. Esce da una piccola ferita in forma liquida. E succede perfino con tali emofiliaci che il sangue attraversi la pelle. Con tali ammalati è molto difficile intraprendere operazioni. Appena si fa un’inci­sione, il sangue comincia a colare. Mentre in altri diventa subito un po’ duro, in loro rimane liquido, non si coagula, e questo significa che, se li si opera, possono morire dissanguati molto facilmente. Cosí, con quelli che hanno l’emofilia, è estremamente difficile effettuare un’operazione senza che muoiano dissangua­ti. Di tanto in tanto si vede che qui o là le persone che hanno l’emofilia hanno delle emorragie, il sangue scorre fuori di loro.

 

Ora, ecco un fatto singolare. Immaginate un uomo con l’emofilia. Sposa una donna che non lo è. Possono avere dei figli del tutto sani, indenni. Beh, se ha solo ragazzi, non è cosí male, allora le relazioni ereditarie non evidenzieranno nulla di male. Pensiamo adesso che abbia una bambina. La ragazza cresce, non ha emofilia. Sposa un uomo completamente sano. Hanno bambini. Essi possono essere affetti da emofilia! Vedete, la cosa particolare è che l’emofilia non si trasmette al sesso femminile. Il sesso femminile, cioè le figlie non hanno l’emofilia, ma i figli di queste figlie, anche se sposano uomini sani, non emofiliaci, avranno l’emofilia. Quindi lí l’emofilia si trasmette solamente alla donna e alla sua prole senza che lei la prenda.

 

Vediamo quindi in che modo complicato le patologie del corpo umano si mescolano con quelle ereditarie. È dunque molto pericoloso quando una figlia di un emofiliaco si sposa, perché questa malattia si trasmette ai bambini, anche se lei è completamente sana. Questo vi mostra quanta importanza deve essere data a queste situazioni.

 

Ma se si pone la medicina su una base solida, si potranno affrontare tutte queste cose. Pensate a cosa si potrebbe fare per una figlia di una persona emofiliaca se si agisce immediatamente dando alla faccenda la giusta attenzione. Come si può intervenire? Bene, prima che una tale donna abbia dei figli, le si può dare, in modo profilattico, come si dice in medicina, come misura preventiva, un tipo di rimedio al piombo. E si può fare in modo che anche il marito prenda questo rimedio al piombo, proteggendo cosí i futuri bambini.

 

Ma naturalmente, se si pensa alla medicina in un modo cosí procedurale che fa dire sempre a se stessi: “prima di cominciare a curare, aspetta finché la malattia sia dimostrata”. allora è inutile. La medicina deve diventare sociale. Bisogna che agisca in modo da prevenire l’apparizione delle malattie che sono ancora a uno stadio latente. Se prevalgono le idee di oggi, questo non si potrà evidentemente realizzare. Perché ovviamente le persone non cercano la cura di una malattia che non hanno ancora, ma che possono contrarre per via di patologie ereditarie. E in particolare è importante che, in caso di gravidanza, se solo in qualche modo si presenta la prospettiva di emofilia, dovrebbe essere dato durante la gravidanza un rimedio qualsiasi a base di piombo.

 

Ma tutto questo non può essere compreso se non si sa che in realtà il fisico-materiale concerne solo il corpo solido dell’essere umano – solo quello è materiale. Non appena si arriva al liquido, una sostanza molto piú fine è all’opera all’interno. E questa sostanza piú fine è stata chiamata etere da tempo immemorabile. L’etere è ovunque. È piú fine di tutte le altre sostanze, piú fine dell’acqua, piú fine del­l’aria, piú fine anche del calore. Ma per quanto poco possa attraversare i componenti solidi dell’essere umano, è altrettanto efficace nel suo liquido. E come l’uomo ha l’etere nel liquido, cosí ha anche l’ani­ma attuale nell’aeriforme; in ciò che portiamo in noi come l’aria, abbiamo l’anima vera e propria.

 

Respirazione2

 

Se uno capisce che nell’aria c’è l’anima vera e propria, allora si ha anche chiaro il fatto che l’anima esce attraverso ogni espirazione e che, ad ogni inspirazione, lo spirituale è reintrodotto di nuovo in sé. Cosí che si vive effettivamente insie­me a tutto il mondo attraverso l’anima. È solo per il fatto che nella scienza piú recente non si tiene conto del fatto che l’uomo ha anche un organismo aeriforme che l’anima è completa­mente rimossa dalla considerazione scientifica e la gente crede che non esista affatto.

 

L’anima deve essere considerata interamente per se stessa. E allora si arriva anche a capire come agiscono certi corpi liquidi come, per esempio, l’assenzio. Vedete, se bevo una qualsia­si quantità di assenzio, all’inizio esso è naturalmente liquido nel mio corpo. Si unisce al nostro liquido, che abbiamo in noi in cosí grande quantità. Ma cosa fa con questo liquido? Rende questo liquido resistente al fatto che si assorba nel modo giusto l’aeriforme. In modo che quando introduco l’assenzio nel mio corpo, non riesco piú a far entrare dappertutto l’aria in me nel modo giusto. Ma allo stesso tempo succede qualcos’altro. Se non riesco a far entrare l’aeriforme in tutte le mie parti, allora questo aeriforme funziona in un modo molto particolare. Voglio chiarirvi con un paragone come funziona l’aria.

 

Immaginate, per esempio, che da qualche parte ci sia una persona che lavora in un ufficio dalla mattina alla sera. Entra la mattina, esce di nuovo la sera. Le persone che sono con lui nell’ufficio trovano che è solo uno come loro che entra ed esce dall’ufficio. Ma pensate ad un’altra persona. Va anche lui in ufficio, ma è un tipo divertente. Non lavora molto, ma si prende gioco della gente dalla mattina alla sera. Sono molto affezionati a lui e di lui dicono perfino: «È uno di noi». Sono felici quando arriva. Quelli per i quali lui lavora non saranno cosí felici, perché il lavoro ne risentirà, ma quelli che lavorano con lui si godono tuttavia i suoi scherzi. Sí, signori, è cosí che avviene quando si blocca l’aria assorbendo l’assenzio! Esso si sposta allora negli organi. Ma invece di entrarvi in modo ordinato e riempire il corpo ovunque, rimane separatamente qui e là, ristagna ovunque. Agisce proprio come un burlone in un ufficio. Ti fa sentire bene ovunque perché non c’è bisogno di fare alcun lavoro. Quando l’aria entra correttamente dappertutto nel liquido, deve fare il suo lavoro, perché altrimenti non rifornisce adeguatamente il corpo. Ma quando l’assenzio blocca l’aria e va in giro dappertutto, l’uomo gradualmente si sente bene proprio come un maiale. La particolarità del maiale è che è costantemente pieno di aria che non è del tutto assorbita. Il maiale ha facilmente il respiro corto. E come l’etere è ovunque nel liquido, cosí l’anima è ovunque nell’aria, che chiamiamo anche astrale, perché proviene dalle influenze delle stelle. L’essere umano assorbe lo spirituale ovunque; sente un piacevole calore o refrigerio qui o là. Quando una persona ha l’aria che gli rimbomba dentro in questo modo, si sente completamente a suo agio. Sí, ma l’anima non è lí nel corpo umano per soddisfare permanentemente la gente, ma dovrebbe lavorare sugli organi, dovrebbe lavorare nel modo giusto, in modo che il cuore, che tutti gli organi siano opportunamente riforniti. Ma quando l’uomo esclude l’anima, per provare piacere nel corpo, allora quello che succede è che si sente, si potrebbe dire “molto bene”, ma i suoi organi non sono proprio curati nel modo giusto. E non sono curati nel modo giusto soprattutto quegli organi che contribuiscono maggiormente ad avere una prole sana. Cosí che abbiamo questo aspetto particolare: le persone che possono rifornirsi di assenzio, in realtà lo fanno per avere dentro un “super conforto”, questa sensazione di benessere, questa voluttà, ma cosí facendo non danno all’umanità una progenie come si deve. Ecco cosa c’è di problematico nell’assenzio.

 

Assenzio

 

Ora vi chiederete: come nasce nelle persone il desiderio di bere assenzio? Perché, lo noterete, se si segue la storia dell’umanità, tali cattive abitudini come bere assenzio sono in realtà piú diffuse tra coloro che, come si dice, sono già in declino, che non sono piú all’apice dell’evolu­zione, che hanno un corpo interiore già un po’ decrepito. La gente comincia allora a desiderare ciò che agisce sulla psiche. Questo avviene nei popoli quando sono in declino. Gli orientali, gli asiatici, nei tempi passati, quando questi popoli erano ancora in ascesa, odiavano tutti queste bevande. Hanno iniziato a bere solo cose come l’assenzio quando erano già in declino. E questo è anche il caso se si guarda a ciò che sta accadendo oggi, cosa succede quando questi vizi sfuggono di mano, per far entrare nel corpo ogni tipo di sostanze. Ve l’ho detto l’altro giorno: la gente arriverà a prendere persino la cocaina! In questo caso, l’anima funziona in modo tale che il corpo è compresso e si vedono ovunque delle specie di serpenti. Ve l’ho già descritto. Tutto quello che l’uomo assorbe come veleni in questo modo, lo assorbe perché il suo corpo è già decadente e la sua psiche vuole avere il massimo piacere possibile. Sono i popoli in declino, quelli che hanno meno da fare e che cercano maggiormente una vita di voluttà. Questo è collegato con tutti i processi storici della razza umana. Possiamo dire che è strano come adesso, quando andiamo a Ovest, le persone direi che da un lato si sottomettono facendo tutti i tipi di leggi contro l’alcool e l’assenzio e cosí via, ma dall’altro, vogliono arrivare a godere di queste cose in tutti i modi possibili. Lo testimonia il fatto che nella vita umana di oggi ci troviamo nel mezzo di una enorme mancanza di chiarezza. Da un lato, la gente vuole la bella vita, e dall’altro non vuole scomparire completamente come popolo. E questo è confermato dal paradosso davvero insensato del desiderio di assorbire nel corpo tutti i tipi di sostanze, poi però di fare anche la legge per vietarle e cosí via, perché la gente non vuole rinsavire. Si tratta certamente di persone che dovrebbero rinsavire.

 

Ora, vi ho detto che il femminile è piú connesso con le influenze del mondo intero, mentre il maschile è piú chiuso a queste influenze. Se dunque gli uomini si danno in particolare all’assenzio, rovinano quegli organi che dovrebbero garantire alla futura prole di essere salda in se stessa, di avere un certo carattere forte. Bere assenzio fa sí che le persone si rammolliscano. Cosí che quando il vizio di bere assenzio diventa sempre piú diffuso tra gli uomini, avremo un sesso debole, una prole debole. Gli uomini si rammolliscono. Se poi anche le donne si danno all’assenzio, venendo anche loro influenzate, si arriverà al punto che la loro prole sarà esposta a malattie ad un tasso immenso.  Quindi se le donne bevono assenzio, si genereranno bambini che saranno esposti a tutti i tipi di malattie.

 

Vedete, queste cose devono essere viste nel contesto del mondo intero. Voglio dirvi qualcosa di straordinario, qualcosa d’interessante. Si può chiedere: da dove prendiamo gran parte di quello che sappiamo veramente? Di solito, non ci si accorge nemmeno di quanta saggezza ha l’umanità nella piú banale delle vite. Sapete bene come chiamiamo i giorni della settimana: domenica viene dal sole, lunedí dalla luna. Martedí prende il nome da Marte, in francese mardi, che deriva proprio dal pianeta  Marte. Il mercoledí è la metà della settimana in tedesco MittwochMitte der Woche” (metà della settimana), ma basta prendere il francese mercredi e si ha il giorno di Mercurio, dal pianeta Mercurio. Giovedí, che è di Giove, colui che tuona, Donar non è nient’altro che Giove. Avete ancora jeudi in francese, giorno di Giove. Venerdí, dal tedesco Freia. Ma Freia è la stessa Venere, vendredi. I giorni della settimana prendono il nome dai pianeti. Perché? Perché queste denominazioni sono nate in un’epoca in cui la gente conosceva ancora, sapeva ancora che l’uomo dipende dal mondo intero. Poiché l’uomo vive, tutti i pianeti hanno un’influenza su di lui. Ecco perché i giorni della settimana hanno preso il loro nome. Oggi lo considerano superstizione. Ma il fatto che uno lo consideri una superstizione non è niente altro che ignoranza.  In realtà c’è un’enorme saggezza nella denominazione dei giorni della settimana. Sí, signori, c’è un’enorme saggezza in tutte queste cose!

 

E se per esempio chiediamo a noi stessi da dove viene questa denominazione dei giorni della settimana arriviamo fino in Asia, dove troviamo che, due a tremila anni prima della nostra era attuale perciò ben prima della nascita di Cristo, c’erano persone straordinariamente intelligenti. Là c’erano i Babilonesi e gli Assiri, popoli fra cui c’erano persone molto intelligenti che potevano osservare l’in­fluenza delle stelle e che furono i primi a dare un nome ai giorni della settimana. Gli altri popoli li hanno poi tradotti nelle loro lingue. Dobbiamo la denominazione dei giorni della settimana ai Babilonesi e agli Assiri, all’Asia, dove la gente era già intelligente, estremamente intelligente, in un’epo­ca in cui l’Europa aveva ancora un aspetto molto particolare.

 

Assiro-babilonesi

 

Domandiamoci che aspetto aveva l’Europa quando in Assiria e a Babilonia, circa quattromila anni fa, c’erano già persone straordinariamente intelligenti, persone che erano davvero molto piú intelligenti di noi. Erano piú intelligenti, sapevano molto di piú. Non è vero che l’umanità progredisce sempre senza problemi. L’umanità va anche all’indietro di tanto in tanto. Bene, sapevano dunque una quantità enorme di cose. Ma la conoscenza, non sempre fa bene all’anima delle persone, se si dedicano esclusivamente ad essa come fanno con il denaro. Per quanto comico sia il paragone, è vero che troppo denaro non fa bene alle persone e troppa conoscenza non fa bene alle persone, se non hanno un equilibrio, se non usano questa conoscenza in modo appropriato al servizio dell’umanità e del mondo. Gli asiatici avevano accumulato gradualmente un’immensa quantità di conoscenza, ma non sapevano piú cosa farne.

 

Le regioni qui in Svizzera, per esempio, possono dirvi meglio di tutti com’era l’Europa, quando gli asiatici avevano già un’enorme conoscenza. Se in Svizzera si guardano giú nella valle le pietre che scendono dall’alto attraverso i ghiacciai, si può vedere come i ghiacciai le hanno lavorate. Queste pietre hanno i segni della glaciazione. Si può capire come sono scese dall’alto, come sono state trasformate dallo slittamento dei ghiacciai. Ora, dunque, da tutte le pietre che sono qui si può effettivamente vedere che l’intera area era un tempo ghiacciata. Sí, signori, sul terreno su cui camminiamo oggi, dove ci sentiamo cosí bene, tutto era un tempo solo ghiaccio. E se andiamo ancora piú a Nord, in certe formazioni rocciose, in Prussia e in gran parte della Germania troviamo ancora oggi la prova che un tempo tutti questi territori erano coperti da ghiacciai che scendevano dall’estremo Nord. Proprio come oggi i ghiacciai scendono fino a una certa altezza, allora i ghiacciai scendevano dall’estre­mo Nord fino alla Germania, e tutto era coperto da ghiaccio.

 

Non molto tempo fa, la gente aveva una certa predilezione per i numeri piuttosto grandi e diceva: beh, sí, certamente, una volta l’Europa era sotto i ghiacci, ma questo accadeva molto tempo fa, venti, trenta milioni di anni fa. Ma questa è una sciocchezza. Questo è il risultato di un calcolo che voglio chiarirvi per mezzo di un esempio. Supponete che oggi osservo il cuore umano. Questo cuore umano subisce costantemente piccoli cambiamenti. Tra un anno, quando lo osserverò di nuovo nella stessa persona, sarà diventato un po’ piú fragile, tra due anni sarà ancora piú fragile e posso adesso calcolare in che misura. Ora sommando il tutto, calcolo quanto il cuore sia diventato piú fragile in un secolo e come era il cuore un secolo fa. Posso calcolarlo. Posso dire: ho un essere umano di sette anni; trecento anni fa, il suo cuore era cosí e cosí. Sí, ma c’è solo il piccolo particolare che allora non era ancora vivo. E se calcolo come sarà cambiato il suo cuore tra trecento anni, c’è di nuovo solo un’inezia: non sarà piú vivo. Tali calcoli sono stati fatti per capire come era la vita qui in Europa, per esempio, venti o trentamila anni fa. Il periodo di glaciazione è stato infatti considerato in quel periodo. Ma non si può calcolare cosí. Bisogna avere una scienza che ci mostri ciò che sappiamo degli esseri umani ma che tra trecento anni non vivranno piú come esseri fisici sulla terra.

 

Bene, bisogna riconoscere che negli ultimi tempi in questo campo anche gli studiosi sono diventati piú sensati. Quelli che hanno buon senso, sono oggi effettivamente chiari sul fatto che non è tanto tempo fa che tutto qui era coperto dai ghiacciai. Ma che al tempo in cui le persone in Asia erano già cosí intelligenti, come ho già descritto, quando c’era Babilonia e l’Assiria, tutto in Europa era ancora coperto dai ghiacci. Quindi dobbiamo solo andare indietro di qualche migliaio di anni, quattro o cinquemila anni fa, quando tutto in Europa era ancora coperto dal ghiaccio. E fu solo quando il ghiaccio gradualmente si ritirò che la gente si trasferí.

 

Sí, signori, quelle persone non hanno avuto la stessa fortuna di quelle di oggi. E l’hanno avuta tanto meno perché sono venuti da zone in cui non erano, direi, cosí tanto esposti al freddo e dove la vita era ben piú confortevole. Ciononostante, queste persone si sono trasferite in aree che erano ancora ghiacciate. Ma in questo modo queste persone sono state preservate dalla brama di saggezza, che le avrebbe gradualmente raggiunte se fossero rimaste in Asia. Ed è perché qualcosa è avvenuto nel­l’Universo, all’epoca in cui qui tutto era ancora gelato quando in Asia c’era già una civiltà in divenire, è dunque perché dall’Universo è stato dato all’Europa un impulso, che questa ha potuto sviluppare una civiltà migliore e piú attiva rispetto a quella che avrebbe potuto prodursi in Asia. Vedete dunque come tutte le civiltà dipendono da influenze dell’Universo.

 

Foraminiferi al microscopio

Foraminiferi al microscopio

 

Continuiamo. Ebbene, quando un uomo pensa al mare, ci pensa in modo tale che dice a se stesso: se verso un po’ d’acqua in un bicchiere, devo solo aggiungere un po’ di sale e poi ho davvero dell’acqua di mare. L’ac­qua di mare è salata, perciò se aggiungo sale a un bicchiere d’acqua, allora ho davvero l’acqua di mare. Sí, ma non è cosí semplice. Perché quando si guarda il mare – diciamo l’O­ceano Atlantico, qui c’è la superficie e qui c’è l’acqua (fa un disegno) – se lo si potesse guardare dall’interno, si vedrebbe che non è solo acqua salata, ma che vi avviene qualcosa di particolare: in questo mare, quando arriva l’estate, inizia qual­cosa, proprio come una vera nevicata che attraversa il mare. Sí, signori, ma che cos’è realmente? Là, nel mare, non si può guardare e dire: bene, c’è uno spazio immenso, che è pieno di acqua salata ovunque. No, lí dentro sta nevicando. Ma da dove viene tutto questo? Vedete, è perché ci sono animali piccolissimi in questo mare, animali minuscoli, ma in un numero in­finito. Questi piccoli animali hanno tutti minuscoli gusci calcarei e sono chiamati Foraminiferi. Finché questi animali sono vivi, nuotano nell’acqua abbastanza lontano. Quando arriva la stagione in cui non possono piú vivere, gli animali muoiono e i loro gusci di calcare iniziano a colare sul fondo. E allora ecco che tali involucri di calcare cadono costantemente come la neve. È davvero come neve nell’aria. Tutto il mare è innevato da questi gusci di foraminiferi. E poi quando questi gusci di foraminiferi si depositano in basso (fa un disegno), cambiano la loro sostanza e diventano un’argilla rossa. È il fondo del mare. Questi animaletti devono la loro vita a tutto l’Universo e costruiscono il fondo del mare.

 

È lo stesso nell’aria. Solo che noi non viviamo nel mare, bensí nell’aria. E quando in inverno nevica, quello che scende nevicando contiene già quello che renderà il nostro terreno quello che è. Perché se non ci fossero delle giuste nevicate, le piante non potrebbero crescere. Il terreno è fatto da quello che c’è nella neve.

 

Signori, non sono i costituenti solidi, nemmeno i costituenti liquidi nel nostro corpo, che assorbono le giuste influenze, ma solo i costituenti aeriformi. Grazie alla nostra respirazione, in inverno, quando nevica, assimiliamo quello che è buono per noi. Assorbiamo ciò che il mondo stellato ci manda quando nevica in inverno e lo trasformiamo nel modo piú giusto. Ma per questo abbiamo bisogno che la nostra anima lavori sui nostri organi nel modo giusto, altrimenti sulla Terra essi si atrofizzerebbero. Quando noi diamo ai nostri corpi l’assenzio, ci isoliamo dal mondo stellato. Non assorbiamo piú le influenze del mondo stellare. E la conseguenza di ciò è che roviniamo i nostri corpi, perché li esponiamo interamente all’influenza della Terra.

 

Cosí vedete quale enorme significato ha questo per il giusto tipo di sviluppo delle persone: per prima cosa è importante che non rovinino il corpo con l’assenzio. Ma bisogna rendersene conto!

 

E ora si può facilmente immaginare come abbia progredito la cultura. C’erano persone estremamente intelligenti in Asia. Possedevano una grandissima spiritualità. Ma a poco a poco sono arrivati a desiderare di avere questa spiritualità solo come un piacere interiore, volevano sentire solo una specie di lussuria interiore. Ce ne furono alcuni che si spostarono nelle zone che in passato erano ghiacciate. Si sono cosí liberati di questa brama interiore e hanno rafforzato il loro corpo. Cosí una cultura occidentale agli albori fu aggiunta a quella crepuscolare orientale.

 

Le cime ghiacciate che si possono vedere ancor oggi testimoniano che una volta la Terra era qui completamente gelata e che gli uomini che vi si sono trasferiti hanno cosí potuto rinforzare i loro corpi.

 

Calata dei barbari a Roma

Calata dei “barbari” a Roma

 

Vedete, questo è lo stesso fenomeno di base quando si studia la caduta dell’Impero Romano e si rimonta al tempo della prima diffusione del cristianesimo. Sí, signori, se il cristianesimo si fosse diffuso tra i Romani precedenti, allora sarebbe successo qualcosa di bello! Ma a quel tempo i Romani erano rammolliti, perché vivevano solo dei resti della cultura orientale, asiatica, e non avrebbero potuto realizzare piú nulla. Poi dalle regioni settentrionali, che erano ghiacciate, arrivarono gli uomini che avevano i corpi piú solidi, e la conseguenza fu la caduta dei Romani. E questi uomini del Nord con i corpi piú solidi presero allora in carico la vita spirituale.

 

La storia ci parla di ciò che chiama la migrazione dei popoli, ci descrive come i Romani perirono e arrivarono i tedeschi, i francesi, gli inglesi e cosí via, che sono diventati le persone che conosciamo oggi, ma che sono tutti fondamentalmente germanici. Ma i francesi, per esempio, si sono impregnati di piú della cultura romana rispetto ai tedeschi. Vorrei sottolineare che tutto si basa sul fatto che queste persone venivano dalla zona in cui potevano assorbire l’influenza di tutto l’Universo, mentre gli altri popoli avevano la loro saggezza solo dalla loro vita sulla Terra. Gli uomini che sono venuti hanno cosí rinnovato tutta la civiltà. Quindi, vedete che la natura è collegata a tutto ciò che accade nella storia.

 

 Sapete bene quanto sia stata forte e conservata a lungo l’influenza della civiltà di Roma. Pensate che fino al XVI-XVII secolo non si poteva per esempio dire una parola di tedesco nelle università dell’Europa centrale. I professori tenevano le loro lezioni in latino che però, poco a poco è diventato un latino particolare. Allora tutti sapevano il latino. È stato deciso solo gradualmente di esprimersi nella lingua del paese. Ma il fatto di voler conservare qualcosa di ormai decadente, perché conoscendolo ci si sente piú a proprio agio, mantenne in vita la lingua per ancora molto tempo.

 

cocaina

 

Basti pensare per quanto tempo si è perpetuato il fatto che, in tutta la Germania, se la gente voleva apparire un po’ distinta, parlava in francese. Non c’era altra ragione se non quella che volevano che la vecchia civiltà romano-latina continuasse a vivere almeno nella lingua. Ed è proprio cosí, ciò che è stato mantenuto nel linguaggio si perpetua anche negli altri vizi. I Romani sono stati i primi ad avere questo desiderio di provare il piacere nel loro corpo interiore invece di usare la loro anima per costruire il corpo. E in realtà la conseguenza di tutto questo sussiste ancora oggi nel desiderio di bere assenzio, di prendere anche della cocaina e cosí via.

 

Ma questo produrrà un sesso debole, una prole debole, e potrà portare gradualmente alla rovina tutti coloro che indulgono in tali vizi. Si possono creare tutte le riforme sociali possibili ma niente ne verrà fuori a meno che non ci sia una vera e propria comprensione. E questa corretta conoscenza non può venire in altro modo se non in quello che sostituisce il semplice materialismo della scienza e della religione cominciando a capire qualcosa di spirituale. Quando si farà questo sforzo, si vedrà quello che oggi ci è abbastanza chiaro all’esterno, ma saremo in grado di capirlo veramente solo se potremo a nostra volta guardare lo spirituale nel modo giusto.

 

Il signore [uno degli ascoltatori] esperto di api, con la sua domanda, ha sottolineato la differenza tra la vita delle api e quella delle vespe. Ci sono molte cose simili. L’altro giorno ho descritto la vita delle vespe. C’è molto di simile nella vita delle api. Ma l’alveare vive una vita molto strana e particolare. Su che cosa si basa? Vedete, non potete spiegarlo se non avete la possibilità di guardare nel regno spirituale. La vita nell’alveare è impostata in un modo straordinariamente saggio. Chiunque abbia osservato la vita delle api lo dirà. Che le api abbiano una scienza come l’hanno gli umani, questo naturalmente non si può dire, benché abbiano davvero un organo cerebrale come l’uomo, ma non hanno alcuna delle sue capacità. Non possono quindi attirare la conoscenza generale del mondo nei loro organismi. Ma le influenze di tutto l’ambiente mondiale hanno un effetto incredibile sull’alveare. E si sarebbe realmente in grado di sapere com’è in realtà la vita delle api, se si tenesse conto che tutto ciò che è nell’ambiente della Terra ha un’influenza fortissima sull’alveare. La vita dell’alveare si basa sul fatto che le api lavorano insieme cosí bene, molto piú delle formiche e delle vespe, che fanno tutto il lavoro in modo tale che tutto funzioni. E quando si vuole scoprire da dove viene tutto questo, allora ci si dice: le api hanno una vita in cui è soppresso, straordinariamente soppresso, quello che si esprime nella vita sessuale degli altri animali. Questa è fortemente repressa nelle api. Perché vedete in realtà, con le api, è sempre il caso che la riproduzione sia assicurata solo da pochissimi individui femminili selezionati, le api regine. Tutte le altre api sono effettivamente fatte in modo che la vita sessuale è in loro piú o meno repressa. Nella vita sessuale, però, c’è anche quella che è precisamente la vita amorosa. La vita amorosa è prima di tutto qualcosa di spirituale. Certi organi del corpo sono elaborati da quest’anima e diventano una rivelazione, un’espressione della vita amorosa.  Riducendo la vita amorosa delle api in questo modo, in realtà lasciandola solo alla singola ape regina, la vita sessuale si trasforma allora nell’alveare in tutta l’attività che le api svolgono tra di loro. Per questo i saggi antenati, che conoscevano la materia in un modo completamente diverso da come la si conosce oggi, queste persone piú sagge hanno trasformato tutta la meravigliosa attività dell’alveare nella vita dell’amore e l’hanno associata al pianeta Venere. E cosí possiamo dire: se si descrivono vespe o formiche da una parte essi sono gli animali che sono piú privi dell’influenza del pianeta Venere. Le api, d’altra parte, sono completamente dedite all’influenza del pianeta Venere e sviluppano la vita amorosa in tutto il loro alveare. Sarà una vita saggia, potete immaginare infatti quanto debba essere saggia. Vi ho descritto diverse cose riguardo alla riproduzione, che nasconde una saggezza inconscia. Questa saggezza inconscia le api la sviluppano nella loro attività esterna. Quello che vive in noi solo quando il nostro cuore ama, è quindi in realtà proprio ciò che può effettivamente essere trovato in tutto l’alveare come una sostanza. L’intero alveare è effettivamente permeato di vita amorosa. Le singole api, rinunciando in tal modo all’amore, lo sviluppano in tutto l’alveare. Si comincia a capire la vita dell’ape, quando ci si rende conto come essa viva in un’aria del tutto satura d’amore.

 

Alveare artisticamente creato a forma di cuore dalle abili api

Alveare artisticamente creato a forma di cuore dalle abili api

 

Ma quello che giova piú di tutto all’ape, è che vive effettivamente di quei componenti delle piante, che a loro volta sono completamente permeati di vita amorosa. L’ape succhia il suo nutrimento, che poi trasforma in miele, interamente da quelle parti delle piante che partecipano alla vita amorosa. Cosí, per cosí dire, porta la vita amorosa dai fiori all’alveare. Bisogna quindi dire che la vita delle api deve essere studiata in modo spirituale.

 

Ce n’è molto meno bisogno con le formiche e le vespe. Se seguite la loro vita, vedrete che in realtà loro sfuggono a ciò che ho appena descritto, che si dedicano al contrario di piú al sesso. Eccezione fatta per la regina, le api sono in realtà creature che, direi, dicono a se stesse: «Vogliamo rinunciare alla vita monosessuale e diventare noi stesse portatrici della vita dell’amore». E in effetti portano nell’alveare ciò che vive sui fiori. E quando si comincia a pensarci davvero, si ha tutto il segreto dell’alveare. La vita di questo amore germogliante e prorompente, che è diffusa nei fiori, si ritrova poi anche nel miele.

 

E si può approfondire ulteriormente lo studio se noi stessi mangiamo il miele. Cosa fa il miele? Bene, signori, l’assenzio si unisce con l’essere umano liquido in modo tale da espellere l’aria e quindi l’anima, in modo che l’uomo percepisca un godimento. ll miele crea godimento al massimo solo sulla lingua. Nel momento in cui il miele viene mangiato, promuove nell’essere umano la giusta connessione tra l’elemento aria e quello liquido. E non c’è niente di meglio per un uomo che aggiungere un po’ di miele al suo cibo nella giusta misura. Le api in realtà provvedono meravigliosamente al fatto che l’essere umano impari a lavorare sui suoi organi attraverso la sua anima. Attraverso il miele, l’alveare restituisce a sua volta all’essere umano quello di cui ha bisogno per il lavoro della sua anima nel suo corpo. Quindi, quando l’uomo beve l’assenzio, vuole godere dell’anima. Quando un uomo aggiunge il miele al suo cibo, vuole preparare la sua anima in modo tale che lavori correttamente sul corpo e respiri. Pertanto, l’apicoltura è qualcosa che promuove effettivamente la cultura, perché rende l’essere umano forte. Bere dell’assenzio è qualcosa che porterà gradualmente la razza umana lontano, fino all’estinzione.

 

Vedete, quando pensate che le api ricevono un grande influsso dal mondo stellato, allora si può anche vedere che le api sono il mezzo per far entrare nell’uomo ciò che è giusto. Tutto ciò che vive, quando è combinato nel modo giusto, funziona di nuovo nel modo giusto. Chiunque veda un alveare dovrebbe quasi dire a se stesso in uno stato d’animo esaltato: attraverso l’alveare tutto l’universo entra nell’essere umano e lo rende laborioso. Bevendo l’assenzio, si creano invece delle persone inette.

 

Ed ecco come si trasforma lo studio dell’uomo nello studio del mondo.

 

 

Rudolf Steiner

 


 

Conferenza tenuta agli operai del Goetheanum a Dornach il 3 febbraio 1923. O.O. N° 348 – Traduzione di Angiola Lagarde.