La Fenice dei risvegliati

Etica

La Fenice dei risvegliati

L’état d’esprit

 

Mentalità

 

Nella lingua italiana si chiama mentalità, stato d’ani­mo diffuso, in inglese mindset, in francese état d’esprit. Qualsiasi architettura sociale si regge su un’idea condivisa ovvero sull’accettazione ideale di un modello accettato dalla maggioranza. Certamente è possibile ipo­tizzare un governo tirannico, ma nell’epoca della modernità, senza un consenso diffuso uno stato non può durare a lungo. Gli Stati moderni sono fragili anche per­ché troppe sono le variabili dalle tecnologie. Il crollo del sistema sovietico, ad esempio, è avvenuto non tanto per motivi economici o politici, ma a causa di un Apparatčik non all’altezza del proprio compito, a causa delle nuove tecnologie comunicative e per l’avvento di una mitologia artistica carica di fascino popolare (si pensi alla musica dei Beatles), che hanno incrinato nelle giovani generazioni la fede cieca nel comunismo. A metà degli anni ‘80 il socialismo reale entrò in crisi sistemica e, Cina a parte, coloro che agognavano una completa unificazione del mondo sul modello liberal-capitalistico occidentale, ebbero l’illusione che fosse cosa fatta e che, come scrisse Fukuyama, la Storia fosse finita.

 

 

I Globalisti

 

globalismo

 

A dire il vero, un tempo il globalismo veniva definito americanizzazione del mondo. Poi venne chiamato globalizzazione, ma quest’ultima è cosa diversa dal globalismo, perché la globalizzazione è sostanzialmente economica, mentre il globalismo è un’ideologia totalizzante. Il pensiero globalista è elitario e si sviluppa dentro oligarchie nascoste che si ritengono in grado di pianificare le sorti del pianeta. Il resto della popolazione mondiale è visto alla stregua di primitivi da guidare attraverso sistemi di coercizione psicologica. Il “Verbo” globalista, per reggersi in quanto ideologia strutturata come état d’esprit, non dovrebbe mai trasparire se non in riunioni ristrette di addetti ai lavori. Si tratta di un modello oligarchico dove la sovranità statale è ridotta. I globalisti vorrebbero eliminare le differenze nazionali, etniche, quelle di culto e perfino quelle di genere, perché tutte le differenze di civiltà rappresentano un ostacolo all’unificazione mondiale.

 

 

Il libro Terra e Mare di Karl Schmitt

 

terra e mare

 

Il dominio del mare dell’impero britannico è ben tratteggiato da Carl Schmitt nel volume Terra e Mare, dove si parla di Nomos della Terra e del Mare dell’Aria. Il Nomos è lo Spirito delle leggi, degli statuti e delle ordinanze. La Russia incarna le forze dell’impero di Terra. Le forze globaliste sono i piú puntuali eredi dell’impero britannico fondato un tempo sul Nomos del mare. Costoro sono anche gli eredi diretti delle tendenze aristocratiche e imperialistiche del British Empire nell’era vittoriana. I globalisti però hanno fatto proprio il Nomos dell’Aria che ha veicolato un ben determinato état d’esprit in tutto il pianeta. C’è una profonda sintonia tra i vertici dell’establishment britannico, i servizi segreti dell’MI6, il mondo affaristico della City e i Democratici statunitensi. L’incubo peggiore per i Democratici USA è infatti un possibile asse Berlino-Mosca-Pechino. Incubo che era già appartenuto all’Impero britannico, che per secoli ha ostacolato un avvicinamento dell’Europa continentale alla Russia. L’état d’esprit favorevole all’idea globalista toccò l’apice verso la fine tra il 1980 e i primi decenni del duemila.

 

 

Il Nomos dell’Aria

 

Aria

 

Dalla seconda metà dell’Ottocento la tecnologia ha reso l’elemento dell’aria finalmente accessibile e “percorribile” per l’uomo attraverso una serie di invenzioni come l’aereo, il telefono, la radio, la televisione. Oggi abbiamo la rete di internet e le reti di computer neurali. Con la potenza di calcolo dei computer quantici il processo di dominio sarebbe completato. È questo il Nomos dell’Aria. I mass media diventarono la grancassa propagandistica per giustificare il loro operato e le loro intenzioni egemoniche. La narrazione che gli anglofoni “democratici” siano i difensori delle libertà e la componente buona, progressista e positiva della società, è ancora molto forte presso tutte le società occidentali, grazie al dominio del Nomos dell’Aria. Il Nomos dell’Acqua contemplava la guerra di corsa, come delle navi pirata. Anche il dominio dell’Aria ha le sue forme di pirateria, e sono la grande suggestione propagandistica. Suggestione che assume contorni leggendari in quanto ben pochi si resero conto della valenza ideologica veicolata da un’operazione apparentemente caritatevole. A tal proposito ci fu un inno che, come spesso accade nelle gemme dell’arte, riuscí ad incarnare un’ideologia sottintesa.

 

 

We are the world

 

Usa-for-Africa (002)

 

Le parole chiave che resero questa operazione unica e a suo modo sublime nell’inganno mediatico atto a veicolare un retropensiero globalista sono le seguenti: We are the world / We are the children / We are the ones who make a brighter day, / so let’s start giving. Analizziamo ora il testo del ritornello di questa bellissima canzone: “Noi siamo il mondo”: qui l’idea di un’unica comunità mondiale è già presente. USA for Africa è il nome del supergruppo di cantanti. Il supergruppo dovrebbe chia­marsi United Support of Artists for Africa, in realtà viene sempre letto come acronimo degli Stati Uniti. La seconda strofa: “Noi siamo i bambini”, è un toccante il richiamo all’infanzia (compresa quella affamata dell’Africa). Essere bambini vuole dire essere immersi nell’amore e guidati dagli adulti. Ecco allora che qui emerge tutta la supponenza neoaristocratica che vorrebbe considerare il mondo fatto da bambini da condurre per mano verso la felicità materiale.

 

Terza strofa: “Noi siamo quelli che un giorno renderanno il giorno piú luminoso”, cosí cantano decine e decine di artisti, straordinari e affermatissimi. Gli interpreti statunitensi (tranne due, uno inglese e uno canadese) sono parte di un’élite artistica scelta con cura, in base alla loro rinomanza mediatica. L’iconico ritornello ci fa  vedere il gotha della musica popolare americana della metà degli anni ’80, il pubblico rapito dalla bellezza del gospel, e quel pubblico subconsciamente s’identifica con quei fortunati cantori. Chi ascolta è indotto a credere che grazie a quella élite “il giorno sarà piú luminoso”.

 

Si noti che il sottile piacere di riconoscere i diversi volti dei beniamini è importantissimo nella creazione del mito; non è un dettaglio che esso non si esprima in una razza ma in un crogiolo multirazziale generalmente afroamericano, e non è un dettaglio la quarta strofa caritatevole che tocca i cuori: “quindi cominciamo a donare”. Si sottintende che grazie alla gioia accordata dall’élite alle masse “bambine” è possibile un piccolo e amorevole sacrificio. “We Are the World” è cantato da un punto di vista in prima persona, consentendo al pubblico di “interiorizzare” il messaggio cantando la parola we together. È stato descritto come «un appello alla compassione umana» e la raccolta fondi è arrivata all’attuale equivalente di 124 milioni di dollari. Ad Addis Abeba ancora oggi si ricorda il pane saporito di Michael Jackson. Ma se il lascito materiale era prelibato, quello spirituale era avvelenato, perché all’epoca nessuno si accorse che il messaggio aveva un portato funzionale all’idea globalista.

 

 

Declino delle lobby anglofone.

 

Lobby anglofone

 

Oggi invece possiamo renderci conto dell’inganno veicolato attraverso il Nomos dell’Aria. Negli ultimi due anni tutti gli Stati del mondo sono stati assoggettati a scossoni e cambiamenti di portata epocale. Cosa sia avvenuto può essere riassunto in poche frasi: le élite dominanti del mondo anglofono, che hanno determinato gran parte delle sorti del mondo moderno, a partire dalla Compagnia britannica delle Indie orientali per arrivare fino a oggi, hanno tentato delle manovre azzardate poiché sono in seria difficoltà nel mantenere il loro dominio planetario. Queste élite vengono denominate Deep State o Stato profondo.

 

 

Gli avvenimenti recenti

 

Shinzo Abe

 

La vittoria militare della Russia nel Donbass è di gran lunga inferiore per portata, alla vittoria geopolitica ed economica che questo Vladimir Putin ha ottenuto sul piano mondiale. Il mondo ha espulso l’Occidente, che è costretto ad arroccarsi in una “cittadella” fortificata. I BRICS (Brasile, Russia, India, Cina) presto vedranno l’aggiungersi di Iran ed Argentina. L’Africa guarda alla Cina. Chi volesse comprendere la portata del nuovo assetto mondiale è bene che si legga il volume di Samuel H. Huntington Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale. si è ormai preso atto che la Russia, la Cina e altri paesi emergenti come l’India, il Sudafrica, il Brasile, sono e resteranno stati sovrani. Il Giappone piegato dalle atomiche ha tentato con Shinzō Abe una propria strada indipendente. Non a caso Shinzō Abe è stato assassinato nel luglio del 2022. Recentemente il sano realismo del quasi centenario politico statunitense Henry Kissinger lo ha portato a fare dichiarazioni a favore della fazione trumpiana contro quella globalista. Kissinger dice: visto che il Nuovo Ordine Mondiale è uscito sconfitto dalla Storia, tanto vale trattare con i nuovi soggetti nascenti, cercando di arroccare l’Impero d’Occidente tra Nordamerica, continente australe ed Europa.

 

 

Stato profondo

 

deep state

 

Henry Kissinger è espressione di una parte del Deep State. Recita un’enciclopedia in modo esemplarmente chiaro: per Deep State si intende a livello politico l’insieme di quegli organismi, legali o meno, che grazie ai loro poteri economici o militari o strategici condizionano l’agenda degli obiettivi pubblici, di nascosto e a prescindere dalle strategie politiche degli Stati del mondo, lontano dagli occhi dell’opinione pubblica. Il Deep State è detto anche “Stato nello Stato”, ed è costituito da lobby e reti nascoste, segrete, coperte, di potere in grado di agire anche contro le pubbliche istituzioni. Nello Stato Profondo prevalgono spesso gli interessi economici e fortissime sono le collusioni con il complesso militare-industriale e farmaceutico.

 

 

Un serpente a due teste

 

Trump Biden

 

Il Deep State anglofono non è un organismo unitario, c’è uno scontro durissimo in atto tra due principali contendenti. Lo scontro trae origine da diverse visioni all’interno delle massonerie e delle lobby piú nascoste e influenti. Questo scontro sulla scena politica si accende tra i Repubblicani di Donald Trump e i Democratici di Obama e Biden, dell’MI6 britannico e della NATO. Da una parte America First, dei trumpiani, dall’altra il globalismo e il Nuovo Ordine Mondiale propagandato da Klaus Schwab, dal forum di Davos, dalle oligarchie finanziarie e multinazionali.

 

 

I patrioti trumpiani

 

Patrioti

 

All’interno degli USA c’è una parte di cittadini sensibile al richiamano della fedeltà costituzionale e agli ideali illuministi e liberali di vecchio stampo. Sono questi gli eredi dei primi coloni del Maryflower e del liberalismo posto a difesa dei diritti inalienabili che garantisce il sostegno per le libertà civili. Il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America garantisce il diritto di possedere armi personali ed è perfettamente in linea con la forma-pensiero dei vecchi coloni. Questi statunitensi veraci vorrebbero vedere il prevalere degli USA come stato guida del mondo occidentale poiché si sentono investiti di una missione civilizzatrice. Donald Trump è il rappresentante piú conosciuto di questa fazione, che è spesso intrisa di una religiosità sempliciotta, emotiva e messianica. Altre volte i trumpiani contano sull’appoggio di frange ferocemente antiglobaliste come quella dei QAnon, eredi questi ultimi del settarismo che ha sempre caratterizzato la storia degli Stati Uniti. Va detto che anche quella trumpiana e patriottica è una componente (ad oggi minoritaria) del Deep State anglofono.

 

 

Nomos del Fuoco

 

Fuoco

 

Tutto fa presagire che i Tempi Nuovi avranno bisogno di uno Spirito nuovo. Questo è il Nomos del Fuoco. Quarta e ultima tappa dei quattro elementi (Terra-Acqua-Aria- Fuoco), Il Nomos del Fuoco è qualcosa che non riguarda piú il mondo fisico (forze della Terra), né il mondo eterico (Forze dell’Acqua), né il mondo astrale (Forze dell’Aria) ma il mondo dello Spirito, dell’Io. Coloro che hanno avuto la forza di riconoscere l’inganno globalista hanno già scelto istintivamente. I movimenti che hanno respinto anche il grande inganno pandemico sono nati da persone solo in parte consapevoli che con la fine del Kali Yuga sta nascendo un’epoca nuova. Compito dei discepoli della Scienza dello Spirito è condurre sulla via del Pensiero questa minoranza di risvegliati che rappresentano la Fenice di una modernità nascente.

 

 

Salvino Ruoli