La posta dei lettori

Redazione

La posta dei lettori

letterinaPerché oggi la gente si apre difficilmente alla comprensione degli altri, delle idee che gli altri sostengono e che forse non sono neppure in conflitto con le proprie? Basterebbe poco per mettersi d’accordo, ma invece si parte agguerriti quando le persone cominciano a parlare, per poterle confutare. Ci sarà un modo per evitarlo? Lo dico partendo da me stessa, perché riconosco che spesso sono prevenuta: quando un altro parla mi succede di intervenire togliendogli la parola, perché non riesco a sopportare che le persone dicano tante inesattezze e stupidaggini, magari con serietà e sicurezza! È necessario contenersi e stare silenziosamente ad ascoltare, anche si sentono dire tante inesattezze, o è importante far capire agli altri la verità?

 

Marianna D.

 

 

Possiamo constatare ogni giorno come questo atteggiamento sia diventato generale: non ci si riesce piú a capire. Ognuno sostiene le proprie ragioni con la convinzione di affermare una verità indiscutibile. Questo rende impossibile incontrarsi, mettersi d’accordo. Gli Ostacolatori riescono facilmente a dominare gli uomini proprio attraverso la loro impossibilità a comprendersi vicendevolmente, ad incontrarsi, a venirsi incontro. Questo non accade solo fra i singoli, ma anche nella società, nella politica. Non si trova l’accordo perché ogni governo, ogni partito all’interno del governo, ogni corrente all’interno di un partito, ogni fazione all’interno di una corrente, ha la sicurezza di detenere una verità incontrovertibile e vuole imporla agli altri. Riguardo al sociale, ad esempio, basterebbe che entrasse in mente il concetto che l’economia non ha niente a che vedere con la politica, che la Tripartizione è l’unica soluzione che toglie il corpo giuridico alla politica, toglie l’economia alla politica, la cultura alla politica. Dobbiamo stare attenti a non divenire vittime della propaganda, soprattutto quando questa fa appello a sentimentalismi, perché la vera arte del sentire è perduta per l’uomo. Difficilmente qualcuno riesce ad esprimere un sentire sano, che corrisponda alla realtà umana o cosmica. Lo studioso dell’opera di Rudolf Steiner non si può permettere il lusso di sentimenti che appartengono all’ipocrisia di questo tempo. Una conoscenza essenziale per l’epoca odierna sarebbe quella della reincarnazione. L’uomo egizio, l’uomo della quarta epoca, conosceva la reincarnazione, e lavorando sapeva di preparare il destino per il proprio futuro. La nozione della reincarnazione funzionava come una forza sociale. L’Oriente aveva conservato nei secoli quella conoscenza, ma l’affermarsi del pensiero occidentale ne ha offuscato la credenza rendendola solo una sopravvivenza della tradizione che la scienza ha ampiamente superato. Oggi è invece l’epoca in cui questa conoscenza deve riaffermarsi, e funzionerebbe anche ora in maniera egregia proprio come forza sociale, avendo la consapevolezza che quello che noi facciamo al prossimo tornerà a noi come karma, in questa vita e anche nella successiva. Ma gli Ostacolatori impediscono che questa conoscenza si faccia strada e si affermi, portando avanti invece la forza della contrapposizione, la forza dell’odio. I partiti hanno bisogno di odio, essi mobilitano l’odio perché sussista e si consolidi la situazione arimanica. Questo è molto grave, perché quella conoscenza doveva tornare in maniera inconfutabile già nel secolo scorso, mentre dopo piú di vent’anni dall’inizio del ventunesimo secolo, a parte qualche ristretta cerchia, non c’è ombra di conferma, a vasto raggio, di una conoscenza tanto importante per lo sviluppo dell’umanità, che dovrebbe entrare non solo come un’idea, ma persino come un sentimento, nell’intera società. Servirebbe a smussare tante contrapposizioni, a saper ascoltare l’altro con pazienza e positività e ad avviare una coesistenza serena e costruttiva per tutti, ben sapendo che nessuno di noi possiede realmente e fino in fondo quella verità che vorrebbe imporre come assoluta.

 




 

letterinaVorrei sapere come mi devo comportare con persone dell’ambiente antroposofico che frequento regolarmente, le quali respingono ogni mia manifestazione di normale gentilezza e simpatia. Sono freddi e distaccati, educatamente compiti, ma senza quel calore che dovrebbe essere il collante naturale fra persone che seguono lo stesso percorso spirituale. Come far capire che dovrebbero cambiare il loro atteggiamento distante e poco amichevole?

 

Saverio C.

 

 

Noi non possiamo agire per cambiare il sentire degli altri, ma dobbiamo lavorare sul nostro. Sappiamo che chi segue la Scienza dello Spirito ed esegue gli esercizi che ci sono stati consigliati da Rudolf Steiner e da Massimo Scaligero, può sviluppare alcuni problemi del sentire. Mentre è normale che le persone che non seguono una via di sviluppo interiore si regolino secondo il proprio istinto, ed esprimano con naturalezza il proprio personale tipo di sentimento, per noi vi è una responsabilità riguardo a quello che è il modo di sentire quotidiano, che ci chiede di essere riveduto alla luce del pensiero nuovo che andiamo sviluppando. Non dobbiamo però eliminare la spontaneità del sentire, ma solo cercare di esprimere un sentire che non derivi dal­l’istintività. Sapendo che il sentire umano è veramente un’espressione del Cristo, cerchiamo di dare al sentimento una sua dignità, che la maggior parte degli uomini non considera necessaria, esprimendo il sentimento in maniera soggettivamente istintiva. Vi sono popolazioni che hanno una ricchezza del sentire, cosí come altri popoli hanno una ricchezza del pensare o del volere. Sappiamo che il popolo tedesco è quello in cui si affaccia in maniera piú potente e organica il pensiero umano, ed è certamente quello che ha avuto piú problemi nel campo del sentire. Per altri popoli potremmo fare una diversa analisi. Gli italiani, e i popoli latini in genere, hanno una ricchezza del sentire, cosí come gli estremo orientali ne hanno nel volere. Chi pratica gli esercizi sa bene che il rischio iniziale sia un certo indurimento, che con il tempo deve essere riequilibrato. Solo quando il pensare ha conquistato un accordo profondo con il sentire, si è fuori pericolo. L’importante è che quando intervengono determinate difficoltà, queste si riescano ad avvertire e quindi a superare. Il lavoro interiore, se è fatto nella giusta maniera, ci porta ad essere piú tolleranti verso il prossimo. Arriviamo a comprendere le situazioni degli altri, possiamo condividerle e donare l’aiuto necessario. Gli esercizi svolti con assiduità liberano il sentire da un elemento di soggettività che è il vero limite del sentire. Quell’elemento di soggettività ci mostra che nel sentire può manifestarsi l’egoismo dell’uomo, può manifestarsi Lucifero: un Lucifero che un momento accarezza e subito dopo fa il contrario. Questa oscillazione è il tipico modo di presentarsi di Lucifero nell’uomo. Noi non dobbiamo arretrare dinanzi al sentire, divenendo in tal modo, come scrive il lettore, “freddi e distaccati”: nel sentire c’è qualcosa che apportiamo all’Io, perché tutto quello che avviene nella coscienza, avviene per l’Io. Il sentimento c’è, perché c’è un Io che ne è il soggetto. Quando il soggetto è sopraffatto, quello è il male. Quando non è l’Io che sperimenta il sentire, quello è il male. Attraverso gli esercizi noi usciamo dalla nostra personalità solita, ma quando viviamo a contatto con gli altri, nella vita di tutti i giorni, nei rapporti in famiglia, al lavoro o tra gli amici, dobbiamo essere naturali e spontanei. L’esercizio deve essere considerato un fatto staccato dal nostro comportamento nel quotidiano, come una iniezione di vitamina: una iniezione che agisce in noi e sviluppa un elemento positivo nella nostra interiorità. L’esercizio richiede un momento di differenziazione del nostro stile solito, poi dobbiamo essere spontanei e immediati nelle relazioni umane, avendo sperimentato quel calore spirituale che non può che apportare positive modificazioni in noi e nel nostro atteggiamento verso gli altri.