UNIdimensionalità parassitaria volitiva: il miscuglio al cubo da non separare mai

Inviato speciale

GWB@dailyhorrorchronicle.inf

Dabliu

 

Proseguo nel mettere a disposizione dei lettori la corrispondenza via e-mail, procurata illegalmente, che il giovane diavolo Giunior W. Berlicche, inviato speciale per il «Daily Horror Chronicle» nel paludoso fronte terrestre, ha confidenzialmente indirizzato alla sua demoniaca collega Vermilingua, attualmente segretaria di redazione del prestigioso media deviato, all’indirizzo elettronico

 

Vermilingua@dailyhorrorchronicle.inf..

 

Andrea di Furia.

 

Vedi “Premessa” www.larchetipo.com/2007/set07/premessa.pdf

 




 

UNIdimensionalità parassitaria volitiva il miscuglio al cubo da non separare mai

 

Carissima Vermilingua,

ciò che mi chiedi sul posizionamento delle nostre demoníache task force sul paludoso fronte terrestre – fuoriuscendo dal bavaglio dell’infernale propaganda astrale di cui il Daily Horror Chronicle.inf è la punta di diamante – è un quadro libidinosamente… plumbeo. Tiè!

 

Dopo il clamoroso successo planetario dell’emergenza psico-pandemica – per impestare quel sassolino cosmico rotolante che bramiamo possedere con l’aiutino di innovativi tecnofarmaci non sperimentati (il primo passo della strategia del nostro integralista scientifico Ruttartiglio per migrare dalla presente UNIdimensionale parassitaria e antisociale Società umana gassosa a predominio economico-finanziario alla prossima UNIdimensionale parassitaria e antisociale Società umana solida a predominio culturale-vaccinico) – come da copione noi Bramosi pastori della Furbonia University abbiamo implementato la fase distruttiva attraverso due conflitti sull’asse planetario Nord-Sud (in attesa del via libera per muoverci finalmente anche sull’asse Ovest-Est).

 

Da liberatori da schiavisti, a schiavisti di popoli

Da liberatori da schiavisti, a schiavisti di popoli

 

Col primo conflitto a Nord continuiamo la politica del muscolare Ràntolobiforcuto che ha trasformato gli addormentati nipotini nordisti (di coloro che in Estre­moccidente difesero la libertà del Popolo-schiavo dei raccoglitori di cotone) in democratici schiavizzatori di Popoli: col solito banale trucco di predisporre prima un trappolone per implicare e accusare quell’avver­sario che poi si affronterà con la “santa” volontà di distruggere il male.

 

Col secondo conflitto a Sud, grazie alla sapiente regia dell’irascibile Strèpitofragoroso, siamo riusciti a tra­sformare gli addormentati nipotini delle vittime del­l’olocàusto tedesco negli infoiati promotori dell’olocàu­sto palestinese (nostre marionette i primi, nostre marionette i secondi) anche in questo caso con la “santa” volontà di distruggere il male.

 

Santa volontà di distruggere il male verso cui, durante le sue veloci apparizioni all’asilo nido infernale, nonno Berlicche ci indirizzava con l’immancabile incoraggiamento di democratiche nerbate sul groppone, ritmizzate al grido di: “Delenda Carthago!”.

 

Un doloroso ma significativo momento infernale di meditazione cui però, possiamo riconoscerlo entrambi, dobbiamo molti dei nostri successi scolastici: master in damnatio administration compreso.

 

Come ben sai Vermilingua, nell’attuale sistema sociale delle nostre libidinose leccorníe, le motivazioni reali di questa “Santa” volontà distruttiva del male sono un miscuglio al cubo. Derivano infatti:

 

a) da un miscuglio esteriore (funzionale-analitico-quantitativo fin troppo osservato e relazionale-sintetico-qualitativo inosservato) nella Società umana di inizio terzo millennio, tempo terrestre, che origina da noi della Furbonia;

 

b) da un miscuglio interiore (la simbiosi di pensare-sentire-volere dipendente dall’organizzazione corporea) nell’Uomo preso a sé, che origina dai Malèfici custodi della Fanatic University;

 

c) dal miscuglio terminologico di Uomo preso a sé e Società Umana… per incapacità di distinguere con chiarezza quest’ultima dall’Umanità intera da parte delle nostre patatine emotive stesse.

 

Motivazioni culturali su Gaza

Motivazioni culturali su Gaza

 

Facile per il superficiale pensiero astratto che applichiamo al sociale, ad esempio, riflettere che la tecnopeste Cov-Sars-2 (Covid-19) sia stata impulsata prevalentemente da motivazioni economiche; il con­flitto in Ucraina prevalentemente da motivazioni politiche, e il conflitto a Gaza prevalentemente da motivazioni culturali.

 

Tuttavia, se riuscissero a disintossicarsi dalla scelta forzata dalla nostra propaganda governativa, che sponsorizza ovunque e comunque la “santa” violenza distruttiva del male, altre motivazioni si aggiungono a quelle piú evidenti… ma il quadro globale, il miscuglio al cubo cui ti accennavo, non può che sfuggire al superficiale pensiero scientifico sociologico delle nostre caramellate caviucce: capace di interrogarsi su tutto (slap, slap) tranne che su se stesso. Doppio tiè!

 

Il terzo miscuglio avviene, banalmente, perché con il termine Società umana i nostri arrosticini animici pensano insieme anche l’Umanità intera, un poco come se si pensassero insieme palestra/casa che invece sono due cose diversissime tra loro: la prima non include la seconda, viceversa la seconda include la prima.

 

Di fatto la Società umana è un termine molteplice (= Società umana italiana, americana, russa, cinese ecc.) in cui l’aggettivo definisce “organicamente” (coscientemente includendo la vita dell’uomo nel sociale tridimensionale) ciò che viene di solito definito “meccanicamente” (e con ciò inavvertitamente escludendo la vita dell’uomo dal sociale tridimensionale) il sistema sociale: italiano, americano, russo, cinese ecc.

 

Fatta questa precisazione è evidente come la Società umana sia la “palestra” per l’Uomo preso a sé (femmina o maschio che sia) per giungere a realizzare l’Umanità intera: intesa come la “casa” finale sintetizzante tutte le traiettorie evolutive individuali umane che si sono esercitate nelle varie “palestre” planetarie: le Società umane attive nella millenaria storia temporale e nello spazio geografico.

 

Il secondo miscuglio, Vermilingua, avviene nell’Uomo preso a sé. E, su questo, bene stanno operando i nostri colleghi-avversari della Fanatic University per deviare e depistare i nostri spinacini animici dalla possibilità che si apre per loro – ahinoi, proprio nella presente epoca dell’anima cosciente – di utilizzare il pensiero che usano quotidianamente per liberarsi interiormente dalla soggezione animica alla natura corporea: per liberarsi dal Subsensibile in cui li abbiamo sempre piú affondati, e grazie al quale (slap, slap) possiamo giocare anche chi tenderebbe verso il Sovrasensibile del­l’odiatissimo Nemico: imperversando contro i volenterosi sul paludoso fronte sociale terrestre anche con le depistanti task force infernali della Furbonia.

 

Per te che non sei cosí ferrata sulle nostre frittatine emotive, causa la tua discontinua frequenza alle lezioni del master in damnatio administration, e al fine di afferrare meglio quanto detto sopra – sulla disgustosa possibilità di liberarsi, mediante esercizio cosciente sul pensiero, dalle nostre demoníache attenzioni – superati i primi conati di rigetto e il fastidioso senso di ulcerazione allo stomaco (la cui intensità ti sorprenderà dolorosamente Vermilingua, come all’epoca ha sorpreso me) risulterà utile e istruttivo leggere questa deprecabile precisazione che ti copincollo dal mio inesauribile moleskine astrale:

 

Agente del Nemico: «L’inevitabilità del prendere le mosse dal pensiero, per giungere al Sovrasensibile, può essere rifiutata da coloro che nella ricerca dello Spirituale – mentre non hanno coscienza del pensare che consente loro qualsiasi scelta – seguono le vie del “sentire” (misticismo, bhakti) o del “volere” (yoga, magia tradizionale) o di un pensare comunque legato al sentire o al volere.

 

In effetto, a costoro, malgrado ogni retta intenzione, sfugge uno stato di fatto proprio alla morfologia sottile dell’uomo attuale, per cui il sentire e il volere sono legati alla corporeità fisica, formando un’unità – o un miscuglio unitario – tenuta assieme dalla compagine fisica.

 

L’ordinario pensiero emotivo

L’ordinario pensiero emotivo

 

L’uomo ordinario, infatti, pensa secondo le esigenze della vita emotiva o della vita istintiva: si può dire che in lui non è tanto l’Io che vive attraverso il corpo, quanto è il corpo che vive attraverso un Io, dandosi tutte le giustificazioni a ciò necessarie, subordinando a sé le forze del pensiero e in tal senso giovandosi della forma logica e culturale.

 

Nel pensare ordinario, in definitiva, si serve la propria natura, che acquisisce cosí dignità spirituale e persino religiosa: si viene giocati per il fatto che il piú acuto pensare agisce privo della possibilità per cui esso può essere veramente pensiero: la coscienza del suo essere, non astratta.

 

Tale la condizione dell’uomo moderno: condizione che non può essere superata mediante provvedimenti psicologici o dialettici, che sono già espressione di essa, ossia della non conoscenza della “costituzione interiore” dell’uomo e della dipendenza della simbiosi di pensare-sentire-volere dall’organizzazione corporea, sotto le parvenze dell’autonomia dell’Io».

 

Il primo miscuglio infine, quello esteriore che coinvolge ogni Società umana di inizio terzo millennio, è una medaglia a due facce: di cui le nostre patatine animiche, per una sorta di cecità selettiva ottimamente impulsata dalle task force della Fanatic University, vedono solo la faccia analitica-quantitativa e, grazie a quelle della Furbonia, ignorano serendipicamente quella sintetica-qualitativa.

 

La Satanica alleanza

La Satanica alleanza

 

In questo caso (anche se il nostro ossessivo impegno è piú gravoso, dannazione!) l’operato della Satanica alleanza tra la Fanatic e la Furbonia University funziona a meraviglia.

 

I Malèfici custodi si danno un gran da fare per entusiasmarli sull’enorme quantità di migliaia di problemi sociali nelle dimensioni Economia, Politica, Cultura che chiedono una “soluzione funzionale”, mentre noi Bramosi pastori occultiamo energicamente loro la qualità della relazione tra le 3 dimensioni sociali: relazione che ha il difetto di avere solo 3 aspetti (UNIdimensionale parassitario, BIdimensionale conflittuale, TRIdimensionale sinergico) che richiedono, purtroppo, una sola “soluzione strutturale”.

 

La relazione UNIdimensionale parassitaria è antisociale perché si ha quando una delle tre dimensioni sociali prende il potere assoluto, domina e vampirizza le altre due per i suoi scopi. Quindi ci sono tre esiti possibili:

 

a) Società umana solida a predominio culturale (AFGHANISTAN), domina il rapporto Scuola-Persona.

b) Società umana liquida a predominio politico (RUSSIA), domina il rapporto Stato-Comunità.

c) Società umana gassosa a predominio culturale (USA, UE), domina il rapporto Mercato-Territorio.

 

La relazione BIdimensionale conflittuale sino ad ora si è dimostrata antisociale in quanto momento di passaggio tra una UNIdimensionalità parassitaria e l’altra. Ma non è purtroppo escluso, Vermilingua, che si possa dimostrare sociale se dà origine invece alla feconda TRIdimensionalità sinergica: cosa che a tutti i costi non dobbiamo mai permettere al nostro dessert emotivo di realizzare in concreto.

 

Fiamme dell’Inferno, Vermilingua! Non ci vuole un genio scientifico come Einstein per accorgersi che la struttura TRIdimensionale sinergica, la Società umana calorica armonica, risolve sia l’anti­socialità parassitaria, sia quella conflittuale.

 

In termini disgustosamente semplici: nella Società umana calorica armonica, esente dal veleno del predominio dimensionale, i conflitti dimensionali si metamorfosano in impulsi armonizzatori delle unilateralità parassitarie: in funzione di una sinergia adatta ai tempi nuovi, rispettosa delle generazioni future. Ogni dimensione sociale parassitaria (solida-culturale, liquida-politica, gassosa-economica) rinuncia a pretendere di essere la totalità bulimica del sociale e riprende la sua funzione sociale riducendosi a 1/3: ora 3/3 dimensionali compongono il sinergico organismo sociale intero: la Società umana calorica armonica. Se poi vuoi rovinarti ancor meglio la tua pausa pranzo, leggi anche qui:

 

Viso ingranaggi

 

Agente del Nemico: «L’organismo sociale attuale manca del calore di vita umana. In esso dal centro irradiante che dovrebbe stabilmente e consapevolmente occupare, l’uomo è stato esiliato alla periferia: passivamente ridotto e degradato a rotella d’ingranaggio nell’hardware e ad algoritmo nel software del meccanico-elettronico sistema sociale. Il calore di vita umana si è dissipato nei conflitti tra le tre dimensioni per il potere assoluto e, una volta conquistatolo, per conservarlo e impedire il successo assoluto della ribellione di un’altra delle due dimensioni sociali soggiogate, insoddisfatta del proprio servaggio.

 

Per produrre e conservare il calore di vita serve una diversa relazione sociale tra le tre dimensioni, una relazione sinergica che può esistere solo se ciò che ora è un miscuglio di “rifiuti sociali indifferenziati” sia istituzionalmente differenziato (non basta lo sia solo nella testa dei consapevoli volenterosi) in tre aree culturalmente, politicamente, economicamente distinte (in base alla specifica funzione) per consentire la loro costante raccolta differenziata.

 

Cassonetti differenziata

 

In sostanza, cosí come ora (non solo nella testa dei volenterosi) si è riusciti a imporre istituzionalmente per tutti la raccolta differenziata dei “rifiuti urbani” – con ovvi vantaggi sul piano economico (Territorio-ambiente) politico (Comunità dei cittadini) e culturale (Persona singola) – la stessa cosa deve farsi con i “rifiuti sociali economici, politici e culturali” mettendo ognuno di essi nel proprio “funzionale” cassonetto per la raccolta differenziata: tutto ciò che riguarda la funzione educativa della Persona, nel cassonetto Scuola; tutto ciò che riguarda la funzione coesiva della Comunità nel cassonetto Stato; tutto ciò che riguarda la funzione di soddisfare le necessità sociali sul Territorio-ambiente nel cassonetto Mercato.

 

E proprio come fin dall’asilo nido nei bambini si è ottenuto lo spontaneo sentimento della fecondità sociale relativa alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, cosí se vogliamo davvero un organismo sociale rispettoso delle generazioni future (la Società umana calorica sinergica) dobbiamo ottenere, fin dall’asilo nido, che nei bambini nasca spontaneo il sentimento della fecondità sociale relativo alla raccolta differenziata dei rifiuti tridimensionali nei rispettivi cassonetti di raccolta funzionali: senza il quale la socialità può esser solo recitata e manipolata».

 

Maledizione Vermilingua! Ti rendi conto della fatica in piú che noi Bramosi pastori dobbiamo esercitare, rispetto ai piú favoriti Malèfici custodi, per riuscire a occultare un’ovvietà cosí lapalissiana: “Se vuoi pace sociale, evoluzione e progresso in un’ottica di breve-medio-lungo termine, la relazione strutturale TRIdimensionale sinergica è l’unica e prioritaria soluzione da adottare nelle varie Società umane su quel cerúleo bruscolino orbitante”. Non viene anche a te il voltastomaco?

 

Fortuna che la nostra tigna professionale è leggendaria e i tre miscugli che ti ho illustrato aiutano alla grande a orientare il loro pensare concettuale astratto applicato al sociale solo dal superficiale punto di vista dei 1.000 problemi sociali irrisolti da affrontare (la relazione quantitativa-funzionale) rimanendone annichiliti, e continuando ad essere ciechi rispetto al punto di vista che prima va alla loro radice causale (la relazione qualitativo-strutturale) e che di soluzioni, ahinoi due volte, ne ha solo… una.

 

2 ter. Dabliu

 

Ci vediamo in redazione.

 

Il tuo quantifunzionalissimo                                                      Giunior Dabliu