I misteri della Resurrezione

Sacralità

I misteri della Resurrezione

Quando la religione cristiana si diffuse nel mondo abbiamo visto la vecchia Europa riempirsi di chiese; nuovi templi dove i fedeli si riunivano per pregare e soprattutto per partecipare al sacramento dell’Eucarestia. Istituita dal Cristo stesso durante l’Ultima Cena, si rinnovava tale mistero  mediante un atto cultico dove un sacerdote consacrato operava la trasformazione del pane e del vino in corpo e sangue del Redentore e offriva poi come cibo tali sostanze transustanziate a ciascun credente. Questa comunione sacramentale era l’unico modo con cui i fedeli potevano stabilire un rapporto con le forze di Resurrezione presenti e operanti nell’aura spirituale della Terra dai tempi del Mistero del Golgota.

 

Comunione

 

Rudolf Steiner stesso ci rivela che tale culto, se degnamente sostenuto dalle forze della fede del comunicando e del sacerdote, era da considerarsi una “opera di magia bianca” mediante la quale veramente il fedele entrava in rapporto con la realtà della Resurrezione di cui parlò lo stesso apostolo Paolo quando sostenne che: «Vana sarebbe la nostra fede se il Cristo non fosse risorto». Non era quindi sufficiente una generica fede nel sacrificio del Cristo, occorreva necessariamente stabilire un rapporto con le forze di Resurrezione mediante la comunione sacramentale.

 

Ma con il sopraggiungere dell’epoca dell’anima cosciente, ci viene detto dall’antroposofia che la direzione spirituale dell’uma­nità, per necessità evolutive, ha provveduto a trasformare gradatamente la struttura animico-spirituale dell’uomo che cosí “da uomo di cuore diviene uomo di testa”. Di conseguenza questo rapporto mistico con le forze di Resurrezione dalla sfera del sentire dovrà elevarsi alla sfera del conoscere, perché le forze animiche per la comunione sacramentale sono diventate sempre meno efficaci e dovranno quindi trasformarsi per stabilire un nuovo rapporto con la realtà della Resurrezione. A questo scopo i mondi spirituali hanno provveduto, facendo pervenire all’umanità le forze cristiche presenti nell’antroposofia. Come all’inizio del diffondersi del cristianesimo le città della vecchia Europa si riempirono di chiese, cosí all’inizio del Novecento nelle stesse città iniziarono a diffondersi le rivelazioni del cristianesimo esoterico mediante l’iniziato Rudolf Steiner. Le piú profonde verità del Mistero del Golgota, prima riservate a pochi eletti, vennero rese pubbliche. Raccolte in numerosi cicli, le conferenze di cristologia si sono diffuse nel mondo tradotte in quasi tutte le lingue. Anche agli studiosi di antroposofia occorre una particolare attenzione, fra tanto materiale, per cogliere la presenza operante delle forze di resurrezione legate al destino del sangue e del corpo di Gesú di Nazareth e trasformate dalla permanenza del Cristo in lui durata tre anni.

 

A questo scopo è necessario ricordare quanto ci viene detto dalla cristologia antroposofica sui particolari della crocefissione. Quando il sangue di Gesú sgorgò dalle ferite degli arti superiori, questo sangue prontamente si eterizzò nell’aria e prese la direzione verso l’alto dove si uní con l’aura astrale della Terra. Con tale unione quest’aura si modificò e iniziò cosí il processo del divenire Sole del nostro pianeta.

 

Con queste parole Rudolf Steiner ci racconta tale processo: «Ora scorre il sangue sul Golgota e la Terra comincia a risplendere! L’azione del Golgota compenetra la Terra di una luce astrale che diverrà a poco a poco luce eterica e poi fisica». La rimanente parte del sacro sangue venne accolta invece dalle viscere della Terra ed anch’esso subí il processo di eterizzazione ma in modo piú lento, e andò a compenetrare l’aura eterica della Terra e non l’aura astrale. Ma questa seconda corrente compenetra anche il corpo eterico di ogni uomo e, come sangue eterizzato del Cristo, dopo il Mistero del Golgota sale dal suo cuore al capo. Qui si accompagna ad un’altra corrente formata da una parte del sangue della normale circolazione che sale anch’essa dal cuore al capo e subisce un analogo processo di eterizzazione; questa viene indicata da Rudolf Steiner come corrente del “pensare intellettuale” perché con essa è collegata l’intelligenza che vive in ogni uomo. Rudolf Steiner insiste molto sul destino di queste due correnti perché alla loro unione è legata l’efficacia dei contenuti conoscitivi dell’antroposofia. Infatti ci viene rivelato (O.O. N° 161 del 2.5.1915) che: «Una congiunzione di queste due correnti avviene soltanto quando l’uomo porta incontro la giusta comprensione a ciò che è contenuto nell’Impulso-Cristo. Altrimenti non può avvenire nessuna congiunzione e le due correnti si respingono reciprocamente». Quando le due correnti si congiungono in una unica corrente avviene gradatamente la trasformazione dell’intelligenza dell’uomo, e il nostro pensare viene cristificato e viene salvato dal pericolo delle astrazioni. Infatti Rudolf Steiner stesso lo chiama un “pensiero che dà forma” o che “afferra la realtà”. In questo modo si rende capace di afferrare “intuizioni morali” ubbidendo alle quali solamente potrà compiere azioni libere e in armonia col progetto evolutivo.

 

Conviene qui ricordare che le preziose ricerche di Sergej Prokofieff sui temi della Resurrezione lo portano a sostenere che la creazione della Pietra di Fondazione operata da Rudolf Steiner durante il Convegno di Natale aveva proprio lo scopo di donare ai soci antroposofi le forze spirituali necessarie a favorire la congiunzione delle due correnti del sangue per un rinnovamento del destino della Società Antroposofica.

 

Raffaello «La Deposizione»

Raffaello «La Deposizione»

 

Tornando al nostro tema, dobbiamo poi ricordare che anche il corpo di Gesú subí notevoli trasformazioni. Ci viene rivelato dall’antroposofia che questo corpo, ormai privo di sangue, venne deposto dalla croce e prima di essere racchiuso nel sepolcro venne unto con particolari unguenti e per effetto di questi e soprattutto per l’azione del fantoma risanato che aveva agito in Lui per tre anni, il corpo si “polverizzò”, la crosta terrestre si spaccò a causa di un terremoto e tale polvere si congiunse con la sostanza terrena. Come la sostanza del sangue si eterizzò, analogamente anche la polvere del corpo subí uno straordinario processo di trasformazione che riportò tale materia allo stato di “materia primordiale”, una sostanza che sta alla soglia del fisico con l’eterico ed è presente come germe di ogni sostanza materiale. Lo stesso Aristotele ne parla ed era conosciuta dagli stessi alchimisti medievali come elemento indispensabile per il loro lavoro.

 

La conseguenza di questo fatto è che da allora nel luogo dove la materia primordiale e gli effetti delle azioni morali si incontrano avviene la creazione di una nuova materia, proprio là dove col pensare ordinario la normale materia viene distrutta. Comprendiamo cosí quanto ci viene spesso comunicato dall’antroposofia e cioè che la futura incarnazione della nostra Terra sarà il pianeta Giove, la cui sostanza sarà costituita proprio dalle libere azioni morali degli uomini attuali. Allora gli uomini diventano protagonisti di questa trasformazione, poiché per il progetto evolutivo degli Dei tale loro contributo è assolutamente insostituibile.

 

Ma oltre alle sostanze materiali del corpo di Gesú penetrò nella Terra anche il suo fantoma, l’archetipo del corpo fisico, ora completamente risanato. In questa discesa agli Inferi il fantoma fu fecondato da forze spirituali che lo trasformarono in Corpo di Resurrezione con il quale l’entità del Cristo si riuní e si rivelò ai suoi discepoli la mattina di Pasqua. Oltre a questo Rudolf Steiner ci rivela anche che per la futura evoluzione è ora necessario che ogni uomo cerchi di stabilire un rapporto con questo nuovo corpo risorto dal sepolcro ed è proprio la materia che nasce dalle libere azioni morali che diventa il ponte sul quale le forze di questo corpo si uniscono all’uomo.

 

Riassumendo le comunicazioni dell’antroposofia sul piú grande mistero dell’evoluzione spirituale dell’umanità, diventa evidente che tale unione con le forze di Resurrezione è assolutamente indispensabile nel cammino spirituale che ci propone l’antroposofia. Un tempo era necessario che i fedeli si riunissero nelle chiese per stabilire un rapporto con tali forze attraverso il mistero dell’Eucarestia. Ora è nel silenzio della propria interiorità che l’uomo nuovo deve realizzare la comunione spirituale: sviluppando un pensare puro libero da percezioni sensibili e un forte interesse per l’Impulso-Cristo si rende capace di “intuizioni morali” ed inizia cosí ad agire in lui il sangue eterizzato del Cristo; quando poi si adopera alla trasformazione di queste intuizioni morali in azioni di Bene disinteressato, stabilisce una unione con le forze del Corpo di Resurrezione e le forze della nuova comunione spirituale si attivano ed inizia la trasformazione della sua interiorità e del cosmo fuori di lui.

 

Infine ricordiamo quanto lo stesso S. Prokofieff sostiene: «Tutti gli altri cammini che non hanno come punto di partenza le forze di Resurrezione agenti nel presente, a partire dal nostro tempo sono ingiustificati e conducono in modo crescente a errori e traviazioni».

 

 

Renzo Rosti