La Nazione italiana nella guerra tra Oriente e Occidente

Sociologia

La Nazione italiana nella guerra tra Oriente e Occidente

In tutti i precedenti tredici articoli, dedicati alla questione sociale secondo la sempre piú chiara, da tredici mesi a oggi, centralità degli Spiriti del popolo o delle nazioni, si era tentato di specificare che l’utopismo globalistico delle élite estremiste occidentali, formalmente umanitarie e pacifiste, fosse il progetto odierno piú pericoloso, esplicitamente fanatico e messianico. Si specificava che una Idea nazionale italiana dell’Anima Cosciente poteva moderare e temperare l’inevitabile guerra tra Oriente e Occidente che stava giungendo, guerra che altro non è se non la continuazione della Grande Guerra Novecentesca (1904-1945) tra il grande Giappone imperiale e l’Occidente intero, escluse Italia e Germania che dagli anni Trenta del secolo scorso optarono per la modernizzazione nazionale di tipo “nipponico” su quella estremo-occidentale o anglosassone di radice puritana o vetero-testamentaria. La decisione che l’Italia compí allora, ben lungi da ogni interpretazione ideologica, condusse metafisicamente la nostra Nazione oltre il tradizionale campo dell’Occidente.

 

Polarità fra oriente e occidente

 

Ignorare ciò è la tragedia nazionale dei nostri giorni. Fu quindi una decisione epocale, di civiltà, di autentica globalizzazione dello spirito nazionale italiano. Gli scritti di Giovanni Fasanella, preziosi e ottimamente documentati, ben rilevano come nell’Italia del dopoguerra il conflitto non fu affatto tra Nato e Comunisti, ma fu tra i patrioti italiani neo-risorgimentali di orientamento mediterraneo e gli allora egemoni globalisti anglo-sovietici. Che oggi sia il caso di parlare di nuovo di Oriente, piuttosto che di una vaga Eurasia, lo rivela la decisione della Grande India di affiancare la Cina Confuciana nella ipotesi, sempre meno remota, di un conflitto di civiltà con l’Occidente. La decisione dell’India di Narendra Modi, lo si noti, ha portato il Vietnam stesso al revisionismo interno riguardo a passati decenni di strategia nazionale anti-cinese da parte di Hanoi. E il Giappone indomito figlio dei furiosi, mai prima né dopo visti, bombardamenti dei “diavoli bianchi” compiuti su Tokyo (18 aprile 1942, 10 marzo 1945), Hiroshima, Nagasaki (6, 9 agosto 1945), ora circondato da un simile blocco che marcia verso l’egemonia mondiale dell’Oriente revisionistico, potrà veramente continuare a coltivare questo isolazionismo o non sarà forse nei suoi stessi interessi nazionali tentare di porsi alla guida di questo fronte non occidentale, come talune correnti nazionali nipponiche stanno teorizzando?

 

Si specificava, negli articoli degli scorsi mesi, che le incipienti militarizzazioni e auto-chiusure delle società civili occidentali, in vere e proprie gabbie d’acciaio, che ancora ci vengono presentate come modelli di “società aperte” con un sistema di informazione tipico della società totalitaria, erano il chiaro sintomo di un incombente contesto bellico in fieri. Si è sempre specificato, nei tredici articoli, che il potere decisivo finale, nell’Estremo Occidente Anglosassone, riguarda esclusivamente le agenzie militari e le “intelligenze” deputate alla sicurezza interna, non gli imprenditori, né i tecnocrati, né i politici. Il lettore può tornare a visionare gli articoli passati ancora presenti nel sito.

 

Si specificava, nell’articolo del settembre 2021, senza nessuna boria nazionale, che solo lo Spirito di popolo italiano e quello persiano posseggono oggi a livello planetario una vera missione di tipo sovra-nazionale o “universale”, che non significa universalismo astratto o peggio globalismo. Ciò voleva invece significare che se le élite di quelle che solo formalmente, non spiritualmente, sono super-potenze tentano di radicalizzare sul piano geopolitico o geoterritoriale la prepotente massima di un presunto eccezionalismo tecnologico o militaristico o economicistico, queste élite potranno fare danni a non finire e infiammeranno il mondo.

 

Basti però pensare che nel Settembre 2021, dopo i noti fatti afghani, si finiva per notare che l’epoca occidentale o la oscura epoca di Yalta erano concluse. La globalizzazione del principio nazionale iraniano, che nel ‘79 si era levato in alto contro Yalta, contro la iniqua spartizione della millenaria nazione persiana compiuta da sovietici e occidentali, investiva come una valanga, secondo questa visione, la stessa storia afghana con il movimento nazionale pashtun ben piú simile al “nazionalismo” iraniano che all’immaginario e “medioevale” islamismo descritto dai media anglo-americani. Si rilevava, ancora, il tentativo conservativo, reazionario, antistorico di riportare in auge l’egemonia elitaria, su base discriminatoria, neodarwinista e censitoria, delle caste occidentali; si invitava perciò i veri patrioti italiani all’azione nazionale autocosciente moderatrice in vista di quello che era concepito, mesi fa, come il possibile confronto-scontro tra Oriente e Occidente che stava giungendo.

 

L’occasione non è stata forse colta? Non si può ora dire questo, Vico avrebbe parlato in casi simili di “astuzie della provvidenza” ed Hegel invece di “astuzie della ragione”, con una visione in cui la ragione è piú Logos che soggettivismo egoico.

 

La missione nazionale italiana sarà perciò quella di limare l’oltranzismo ed il fanatismo bellicista, coltivando al tempo stesso la primaria esigenza della nostra sicurezza nazionale e mediterranea. Considerare inoltre vincitore, in una guerra, chi elimina fisicamente l’avversario è proprio di un pensiero materialistico e utilitaristico che sacrifica la strategia politica o geopolitica al brutalismo contingentista e che la Storia, per chi provi a leggerla con gli occhi di Goethe, e non con quelli del materialismo e dell’evoluzionismo astrattamente lineare, ha già ampiamente ridicolizzato. Basterebbe leggere con attenzione la storia del Giappone nel ‘900, la potenza che la storiografia occidentalocentrica e eurocentrica, una vera e propria “fable convenu”, ci descrive ancora come la sconfitta per eccellenza. Si mediti, al riguardo, sulla sorprendente realtà storica, rivelata dal Dr. Steiner, che il grande statista, anche quando apparentemente sconfitto, inizia “politicamente” a operare per il Karma evolutivo della Nazione subito dopo la morte. Dunque la prudenza in vicende simili non è mai troppa. E vi è sempre tempo per parteggiare per un fronte o per l’altro se si abbia realmente a cuore, con dedizione, l’interesse nazionale mediterraneo e non quello, non piú valido per noi, suprematista occidentale. Tornando al settembre 2021, quando si credeva generalmente ed astrattamente che il problema mondiale fosse vaccini sí o vaccini no, proVax e antiVax che ogni giorno parevano appunto i due volti della stessa medaglia, si scriveva:


 

Il ponte tra Oriente e Occidente, rifiutato dalle élite globaliste occidentali, si sta imponendo mediante i fatti nella realtà sociale mondiale. Vediamo ad esempio che per quanto concerne la costruzione di un modello di civilizzazione digitalizzata postindustriale il Giappone o la Corea del Sud si rivelano ben piú lungimiranti dell’Occidente, meno schiavi della nuova teocrazia scientista. O vediamo lo straordinario sviluppo della Cina Confuciana che, nonostante le varie e legittime riserve del caso, non ha probabilmente paragoni nella storia umana. O vediamo ancora come popoli considerati un po’ superficialmente dalla critica generale ultraprogressista antistorici e regressivi siano stati viceversa in grado di mettere in fuga i due imperialismi (marxista-sovietico e americanista) piú tecnologicamente avanzati e potenti dei nostri tempi!

 

Arcangelo Raffaele

Arcangelo Raffaele

 

Arrivando alla conclusione, va infine notato che il Karma ci ha dato il dono immenso di poter operare meditativamente sotto l’ala protettrice del­l’Arcangelo del popolo italiano. Siamo nella linea della missione di un popolo rarissimo come il nostro, il quale è con quello iraniano uno dei pochissimi che raccoglie in sé sia le istanze dell’Occidente, sia quelle dell’Oriente, sia quelle del Centro, e che nel corso del ‘900 è stato ben piú decisivo di quanto si creda: per esempio va considerato che se non si fosse realizzata nello scorso secolo una particolare missione del popolo italiano nell’attuale epoca di civiltà, e di quello stesso iraniano come abbiamo già ricordato, oggi nel 2021 saremmo ancora dentro gli schemi di Yalta e del Bipolarismo, che già Scaligero negli anni ‘60 denunciò come un unico totalitarismo meccanicistico mondiale oltre le formali divisioni ideologiche. Operare meditativamente in una tale linea Karmica vuol dire azione noetica rituale indiretta e devota (Cfr. M. Scaligero, “Azione, non azione, vittoria”, in La Tradizione Solare).

 

Ci troviamo continuamente esposti alle correnti dei due partiti dominanti (sí vax/no vax, conservatori/progressisti, nuclearisti/ecologisti) che nemmeno sfiorano lontanamente la questione centrale dei Nuovi Tempi. Sembrava necessaria una anamnesi di questa dimensione, dato lo scoramento e il senso di resa dominante che si notano, ispirati a cause illusorie e ad eventi inessenziali. Il debito di civiltà, accumulato negli ultimi tre secoli dall’Occidente nei confronti dell’Oriente (India, Cina, Giappone, Islam), è il nodo essenziale che caratterizza i nostri giorni. Coloro che operano concretamente nel senso della Scienza dello Spirito, operano giorno dopo giorno, “Festina lente”, affinché nella guerra globale odierna tra Oriente e Occidente vi possa essere un Ponte salutare e pacificatore: l’Italia e l’Arcangelo [Italia e conflitto di civiltà – L’Archetipo (larchetipo.com)].



Chiunque ponga al centro dell’evoluzione universale la missione degli Spiriti nazionali, e ogni giorno di piú sperimentiamo la rivoluzionaria concretezza di questo elemento che sembrava sepolto dalla “fine della storia” teorizzata astrattamente dai soliti globalisti estremo-occidentali neokantiani o marxisti, potrebbe in questo particolare momento storico-spirituale, qualora ne senta il profondo impulso, Meditare impersonalmente e ritualmente sulla Parola dell’Iniziato Solare, espressa nel contesto militare caldo. Meditare sulla Parola dell’Iniziato Solare è meditare sulla missione dell’Arcangelo, tentando di compensare le pericolose, fuorvianti limitazioni delle sfere giuridiche, economiche, religiose-culturali di casa nostra.

 

 

«Prescindendo dalle idee generali che qui e in altri luoghi possono fluire nelle nostre anime, cerchiamo di dirigere in forma individuale i nostri sentimenti verso coloro che si trovano nelle trincee e anche verso coloro che a seguito degli eventi sono già passati per la porta della morte.

 

Angeli

 

Voi che vegliate sulle anime terrene,

voi che tessete intorno alle anime terrene,

spiriti tutelari

che per la saggezza cosmica

operate con amore sulle anime umane,

ascoltate la nostra preghiera,

guardate il nostro amore;

devoti allo Spirito e dando amore

vogliono unirsi con le vostre

irradianti forze di aiuto.

E per quelli che già ora sono passati

per la porta della morte:

voi che vegliate sulle anime nelle sfere,

voi che tessete intorno alle anime nelle sfere,

spiriti tutelari che per la saggezza cosmica

operate con amore sulle anime disincarnate,

ascoltate la nostra preghiera,

guardate il nostro amore;

presaghi dello Spirito e irraggiando amore

vogliono unirsi

con le vostre fluenti forze di aiuto».

 

 

Durante la Prima Guerra Mondiale, il Dr. Steiner pronunciava sempre queste parole rituali prima di ogni conferenza. In Italia, durante la Seconda Guerra, un lavoro rituale simile fece il Dr. Giovanni Colazza in spirito di devozione verso i nostri caduti passati oltre la porta della morte. Massimo Scaligero, camminando sulla ardita linea aperta dal Dr. Colazza, sosteneva che la Meditazione è l’operazione piú alta ed eroica dell’uomo dell’epoca dell’Anima Cosciente.

 

 

Silvano Aspromonte