Il Liceo di Atene

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Il Liceo di Atene

Dell’invincibile armata greco-macedone che Alessandro conduceva di vittoria in vittoria verso l’India non facevano parte solo i fanti a piedi, i pezeteri, animanti la temibile falange, i guerrieri scelti, gli etèri, i cavalieri tessali sui loro focosi cavalli arabi, ma c’erano, come in ogni corpo di armata, gli addetti alla sussistenza, cuochi e sguatteri, alla sanità cerusici e farmacisti, ai reparti di fureria, contabili, scrivani e diaristi. Uno degli addetti alla stesura del memoriale, che riguardava in particolare Alessandro, era uno studente del Liceo di Atene, Callistene, che oltre ad essere un brillante allievo, era nipote di Aristotele, il fondatore e l’animatore della prestigiosa accademia, sorta intorno al 340 a.C. ai piedi della collina del Licabetto, sul luogo dove sorgeva il tempio dedicato ad Apollo “licio”, vale a dire solare, luminoso, due epiteti del dio.

Raffaello  «La Scuola di Atene»

Raffaello «La Scuola di Atene»

Il giovane Callistene, oltre a quello di cronista, aveva anche il compito particolare assegnatogli da suo zio: raccogliere, strada facendo, reperti fossili, campioni di minerali, bulbi di piante rare, specie di animali sconosciuti, organismi alieni alla flora e alla fauna dell’Ellade per inviarli ad Atene, al Liceo, dove Aristotele e i suoi assistenti li catalogavano, assegnando loro un nome e sistemandoli poi negli appositi spazi del Museo naturale annesso al Liceo, dotato anche di una biblioteca in cui erano conservati volumi di argomenti soprattutto scientifici. Sull’esem­pio di suo padre Filippo, che aveva finanziato gli inizi della nobile istituzione, Alessandro contribuiva personalmente al mantenimento del Liceo, aperto la mattina agli studenti interni, gli esoterici, e nel pomeriggio al pubblico esterno, gli essoterici, per cui si tenevano conferenze sui temi piú vari. La scelta del luogo dove sorgeva il Liceo, le pendici del Licabetto, il monte anomalo al centro di Atene, non è casuale, essendo il rilievo consacrato al dio solare Apollo, che aven­do sconfitto il Serpente tellurico, portava la luce del Verbo cosmico, in preparazione dell’evento che avrebbe mutato la storia dell’umanità, liberandola dalle panie dei riti magici, delle idolatrie, nel trionfo del Sole Invitto, in un nuovo patto tra la creatura umana e la Divinità, come dice Steiner nella conferenza tenuta ad Arnhem il 19 luglio 1924 sui Nessi karmici (O.O. N° 240): «Poi all’epoca di Michele subentrò quella di Orifiele: divenne dominante l’Arcangelo Orifiele. Le anime umane che nell’epoca alessandrina avevano coscientemente collaborato sotto la signoria di Michele …al principio dell’epoca cristiana erano all’interno del Sole, schierate attorno all’Arcangelo Michele, che aveva allora consegnato a Orifiele la signoria sulla Terra e che, nella sfera solare con quelle anime umane al suo servizio, collaborò all’allontanarsi del Cristo dal Sole. …Il Cristo, che fino allora aveva inviato dal Sole i suoi impulsi verso la Terra, se ne andava dal Sole per congiungersi all’evoluzione della Terra. …Nella regione del Sole quelle anime assistettero a come il Cristo abbandonò il Sole per legare il suo destino con quello dell’umanità terrestre. …Non ci fu però mai in tutta l’evoluzione della Terra una differenza tanto grande tra due susseguenti periodi di Michele, come tra quello del tempo di Alessandro e quello in cui viviamo ora a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso [1800]. Tra questi due tempi di Michele cade infatti l’evento che conferisce il suo senso all’evoluzione della Terra: il Mistero del Golgota!»

Lungo i freschi peripatoi ombreggiati di bianchi roseti, il Maestro usava parole semplici, che risuonavano tuttavia possenti nell’aria quieta. Diceva che il Logos non è nel vuoto spazio iperuranio, appannaggio di entità che rifuggono la materia per rivelarsi. Al contrario, Esso è in ogni forma del vivente, nelle pietre, nei fiori, nei pesci del mare e negli uccelli del cielo. Occorre riconoscerLo nella sua dimensione eterea, viva della materia, come è vivo nel cuore dell’uomo. Quando tale compito sarà espletato nella sua interezza, ogni luogo sarà un Liceo, e Atene il mondo.

 

Elideo Tolliani