Risvegliare il Divino

Ascesi

Risvegliare il Divino

L’uomo è un Dio dormente. Il suo sonno è il susseguirsi delle vite terrene. Egli sogna di essere uomo, dimenticando la sua divinità: soffre questo sogno umano, perché è incapace di risvegliarsi, è incapace di ritrovare la coscienza di sé nello stato umano. Ogni dolore, in questo sogno, è illusorio, ma al tempo stesso può essere uno stimolo per il risveglio.

 

È già una preziosa chiave il poter concentrarsi là ove il pensiero non è ancora pensato.

 

Risvegliare il DivinoSi può leggere nello spirito degli uomini astraendo dalla loro forma fisica e sottilmente percependo l’intima sostanza che è di là da essa. Cosí si può riconoscere un Maestro.

 

L’orgoglio della propria individualità: uno dei tanti impedimenti di cui difficilmente ci si rende conto. Esiste un altro orgoglio, un’altra individualità: umanamente però trascende la comune comprensione.

 

Ritentare la prova all’infinito, tenacemente, con energia sempre piú calma e piú intensa: guardare non al presente, non al futuro, ma all’eterno.

 

Occorrerebbe giungere a sentire con il cervello e a pensare con il cuore.

 

Risvegliare il Divino che si nasconde e dorme in te: trasformarlo in coscienza di te, in gioia profonda di essere, in realtà plastica, in unità trascendente.

 

Eliminare l’errore in te, prima di sviluppare la forza: questa potenzierebbe l’errore. Ciò è la purificazione che deve precedere il risveglio del Divino.

 

Tu puoi raggiungere l’autentica unione con il Divino, anche senza compiere riti, anche senza seguire un cerimoniale: è sufficiente la continua comunione interiore, identica attraverso ogni vicenda esteriore, l’attenzione incessantemente rivolta al Divino originario, mediante una apertura continua verso di Esso e una concentrazione assoluta, escludente qualsiasi sforzo.

 

Ogni concentrazione mentale consegue lo scopo se v’è il consenso-calore del cuore.

 

Liberarsi da un male fisico giovandosi dell’immagine del lavarsi e detergersi di un’impurità.

 

Ogni malattia è connessa a una sub-conscia e inavvertita chiusura del cuore: è sufficiente ricongiungersi col centro del cuore e ritrovarvi la virtú ignea vivificante, per possedere il principio della guarigione. Ciò significa infatti ritrovare il centro dell’equilibrio animico di cui la malattia è una incrinatura proiettata nel corpo fisico.

 

Massimo Scaligero


M. Scaligero – A un discepolo – Gennaio 1937.