Agosto: il mese in cui l’Estate raggiunge anche coloro che non avevano avuto modo di viverla appieno nei mesi precedenti, perché troppo presi da lavoro, studio o altri impegni. Il caldo era arrivato a Giugno, nei giorni attorno al Solstizio d’Estate, e chi poteva aveva approfittato di qualche giornata libera per fare una gita al mare o un fine settimana al lago o in montagna.
Adesso le città, al di là dei centri storici assaltati dai turisti, che impavidi sfidano le alte temperature e l’afa per ammirare monumenti e musei, si svuotano di una buona parte dei loro abitanti. Chiudono attività commerciali, nidi e centri estivi per bambini, mettendo in difficoltà le famiglie che spesso non possono prendere un mese di vacanza dal lavoro.

Chiunque abbia una seconda casa in un luogo di villeggiatura, o semplicemente in un piccolo paese di campagna o montagna, oppure qualche parente o amico disposto ad ospitarlo nella propria dimora al mare o al paesello, fugge con la prole dalle metropoli per cercare il fresco e trovare il modo per divertire e distrarre i figli o il coniuge, magari cogliendo l’occasione per rivedere la famiglia d’origine o il luogo natío.
Gli Esseri Elementari e le Gerarchie Angeliche che governano la Natura e l’ambiente, creano il caldo intorno a noi per consentire l’esperienza eterico-spirituale del calore, che secondo gli insegnamenti steineriani ha un ruolo essenziale nel nostro sviluppo interiore e aiuta il lavoro spirituale. Superare questo apparente fastidio, come quello per il freddo nei mesi invernali, e non consentire che il nostro percorso interiore venga deviato, è una prova da superare.
Ovviamente possiamo fare esercizio di percezione pura affrontando il caldo e i raggi del Sole che ci bruciano la pelle; la nostra esperienza può essere altresí molto piacevole quando ci tuffiamo nelle acque del mare o dei laghi, o ci ristoriamo all’ombra dei nostri amici alberi, regni magici e case di tante piccole creature animali ed elementari. Fare una pennichella sdraiati sull’erba all’ombra di una quercia possente, abitata da uccelli, scoiattoli e gnomi, che ci accolgono nel loro mondo fatato (anche se pochi di noi ne sono coscienti) è rigenerante non solo per il corpo fisico, ma anche per quello eterico e per l’astrale. Un bagno di natura per l’anima.
Quello che noi cerchiamo in realtà, fuggendo dalla città o in generale dalla vita che conduciamo tutto l’anno, che ci obbliga ad inseguire impegni, lavoro, bollette, la cura di figli e anziani della famiglia, i colloqui con i professori, o la ricerca di un nuovo impiego se lo abbiamo perso, in ritmi frenetici e ambiente disumanizzante, quello a cui aneliamo veramente, è la pace!
La pace esteriore, perché la civiltà moderna ci impedisce di condurre un’esistenza pacifica, tranquilla, senza traffico, corse, scadenze, tensioni in famiglia e sul posto di lavoro.
E naturalmente la pace interiore, che ci farebbe superare ogni giorno le prove difficili che il Karma ci offre, se solo riuscissimo a sentirci in equilibrio e sereni anche in mezzo alla tempesta della Maya incombente.

La sensazione di benessere che proviamo nel contemplare la bellezza della Natura, nel farne parte, seduti sui prati o immersi nelle acque di laghetti montani: quella sensazione dovremmo viverla nel profondo, farla nostra e portarla con noi, per evocarla la prossima volta che qualcuno tamponerà la nostra auto, ci farà mobbing in ufficio o ci deruberà di borsa e documenti.
Difficile, a dire il vero.
Eppure pensiamo un attimo: la nostra esistenza nella civiltà europea del ventunesimo secolo, seppur stressante e satura di mille assurdi problemi piccoli e grandi, che ci fanno consumare quantità industriali di sonniferi, ansiolitici e droghe piú o meno leggere, tutte sostanze inadatte a seguire una via spirituale peraltro, è comunque pacifica e protetta rispetto a quella di molti altri popoli nel Mondo.
La crudeltà, la ferocia e la perseveranza diabolica con cui innumerevoli guerre e stragi di innocenti sconvolgono angoli della Terra anche molto vicini a noi, per volere di gruppi di individui malvagi guidati da entità demoniache sempre piú voraci ed avide di sangue innocente, ci sconvolge ogni volta che le notizie, assurde e surreali, quanto ahimè reali purtroppo, di tanto orrore, ci raggiungono dai media main stream e soprattutto da internet.
Siamo disgustati e adirati, ci sentiamo impotenti; facciamo manifestazioni, post su Facebook, dibattiti pubblici. Siamo toccati nel profondo se siamo piú sensibili, ma poi siamo costretti ad andare avanti con le nostre vite, senza poter fare nulla di concreto per cambiare quello che avviene nei luoghi devastati dalla violenza della guerra.

I lunghi decenni in cui l’Europa e i Paesi del Mondo Occidentale sono stati del tutto liberi dalla Guerra in casa loro, salvo poi ad esportare la democrazia e i “valori” dell’Occidente a suon di bombe in ogni angolo della Terra, ci hanno fatto credere di essere al sicuro dai conflitti.
La situazione in futuro, però, potrebbe cambiare. Noi ci auguriamo che arrivi una nuova età dell’Oro, e che tutte le Guerre e le ingiustizie abbiano fine. Ed è giusto pregare la nostra Madre Divina, il Christo e le Gerarchie Angeliche affinché questa Pace Aurea arrivi.
La Pace però va anche meritata. Fare il Male, amare il Male, inseguire il vizio, la corruzione e la depravazione, come stiamo facendo nelle Nazioni del Primo Mondo, non ci fa meritare un facile raggiungimento di una situazione pacifica e prospera.
Per essere degni dell’aiuto del Mondo Spirituale, e aiutare a nostra volta la comunità che ci circonda e la nostra Nazione, cominciamo a creare e diffondere pace, armonia e giustizia, con i nostri pensieri e con le nostre azioni.
Gli insegnamenti del Christo nel Vangelo non dovrebbero essere dimenticati da chi si professa cristiano, ma purtroppo accade continuamente.
Invece di “porgere l’altra guancia”, ci vendichiamo di ogni piccolo torto, a volte anche involontario. Facciamo causa a vicini e parenti per proprietà immobiliari, per eredità o per i rami di un albero sul confine tra il nostro terreno e quello adiacente.
Rendiamo difficile la vita di colleghi e dipendenti, o dei nostri studenti se siamo insegnanti. Pur non essendo in guerra, questo atteggiamento crea delle onde disarmoniche che si propagano intorno a noi. È una guerra tra anime! E dentro la nostra anima, una guerra contro noi stessi!
Mara Maccari «La spada di Michele»
Ecco perché l’invocazione a Michele Arcangelo: «Prestami la tua spada per sconfiggere il Drago in me!».
Rudolf Steiner, Giovanni Colazza, Massimo Scaligero, Maître Philippe e altri Maestri, hanno messo in pratica nella loro esistenza il Vangelo nella forma piú diretta; come del resto ci si aspetta da ogni Apostolo del Christo Gesú,
Hanno inoltre assunto su di loro il peso karmico della propria comunità, per alleggerire le sorti di coloro che li circondavano. Questo al costo di sofferenze personali e umiliazioni non meritate.
Nostro compito è tentare di seguire le loro orme.
Portiamo pace, amore e armonia dovunque ci troviamo, con la forza di un guerriero che ha sostituito la spada materiale con quella spirituale, che combatte il Maligno dentro di sé e lo porta allo scoperto negli inganni del Mondo, condannando sempre con determinazione i peccati, piú che i nostri fratelli umani che cadono e li commettono.
Un fulgido esempio in tal senso è per noi San Francesco, il poverello di Assisi: da valoroso soldato si è convertito e ha lottato per trasformare la società che lo circondava, portando amore per ogni essere vivente e gratitudine infinita nei cuori delle creature verso il proprio Creatore.
Molti di noi che seguiamo un percorso spirituale, sono la reincarnazione dei Catari, i cristiani amanti di ogni creatura, pacifici e vegetariani, che un millennio fa diedero vita ad una Civiltà Aurea, la prefigurazione di qualcosa che deve materializzarsi in un prossimo futuro.
Affinché questa nuova Civiltà possa realizzarsi, è indispensabile che il nostro rapporto con la Natura e con tutte le forme di vita diventi molto piú devoto e consapevole.
In questi mesi estivi in cui abbiamo la fortuna di poter godere appieno delle bellezze e dei doni che la Madre, le Gerarchie e gli Esseri Elementari ci mettono a disposizione, ricordiamoci di entrare in ogni ambiente naturale come in un Santuario, da amare e preservare come qualcosa di sacro. Facciamo in modo che i nostri bambini e gli amici animali abbiano insieme a noi quel senso di reverenza e gratitudine necessari per essere degni di stare in mezzo alla natura, come parte di essa e rispettando gli equilibri e la purezza di quei luoghi.
Una simpatica poesia di mio padre, Fulvio Di Lieto, illustra in modo mirabile ciò che avviene quando orde di umani incoscienti e rapaci si introduce senza rispetto e devozione nel Regno della Natura, dal titolo “Picnic”
Arriva una famiglia numerosa
completa di nonnetti stagionati:
sbarcano da un furgone turbodiesel
insieme a un bric-à-brac di masserie,
pentolame ed un grill con carbonella.
Zittiscono gli uccelli tra le fronde,
smettono il cra-cra-cra le raganelle,
se la svigna il torrente tra i lentischi,
alberi ed animali stanno all’erta
di fronte a un gruppo tanto rumoroso
di gente assatanata di natura,
vogliosa di tornare ai giorni lieti
godendo dei piaceri saporosi
di cibi e vini non adulterati,
in un ambiente senza inquinamento.
Passano in lontananza pecorelle
che brucano la ruca e la mentuccia,
cavalli bradi sgroppano felici
ed un pastore zufola una nenia
da un piffero di canna presso il gregge.
Sembra l’Arcadia fine Cinquecento,
o lo scenario della Grecia antica.
Dura poco l’incanto ché il vecchietto,
riscoprendosi scaltro fungarolo,
con un rastrello sarchia il sottobosco,
rovinando genziane e ciclamini.
La mamma spezza rami di mirtilli
per la tisana della buonanotte
e il babbo con l’accetta cava legna
potando un sorbo dalla cima al fondo.
I piccoletti vanno nel ruscello
a catturare rane per un fritto
che si prospetta raffinato e ricco,
senza spendere un soldo, che non guasta.
La sorellina con la vecchia nonna
spoglia la valle di cicoria e malva,
di corbezzoli, more e nipitella.
Avanzano lasciando la campagna
orfana d’ogni traccia di verzura,
come fanno in Namibia le locuste.
Viene alla fine l’ora del banchetto
e gli orchi si raccolgono al bivacco,
spolpando il pollo arrosto e le braciole,
trincando a garganella vino in fiaschi.
Si spandono per tutta la vallata
versi scomposti, sghignazzate e lazzi,
mentre cartocci coprono la terra
insieme alle lattine, ai tappi, agli ossi.
Appena cala il sole se ne vanno.
Resta avvilita e spoglia la radura,
offesa dallo sfregio che ha subíto.
A notte fonda, al lume della luna,
escono due folletti da una quercia:
tentano di sanare le rovine
riportando armonia nella natura.
Uno di loro sospirando esclama:
«Ma quanto durerà questo regime?
Io sono stufo d’acconciare i danni
di questi bambinoni senza garbo,
corti di mente e tanto sporcaccioni!».
«Pazienza ‒ dice l’altro ‒ ci vuol tempo
perché la verità venga alla luce.
Un giorno, sono certo, capiranno».
«Sarà come tu dici ‒ fa il collega. ‒
Per me non dura molto la cuccagna.
Di questo passo capiranno, forse,
ma mi domando cosa mangeranno!

Le nuove generazioni spesso hanno una maggiore sensibilità verso l’ambiente e le specie animali e vegetali da preservare, e possono indicare anche ad adulti superficiali e inconsapevoli la strada per un nuovo rapporto con la Natura.
Quello che ai giovani e ai piú piccoli serve però, è la dimensione spirituale della loro devozione innata verso il Regno della Madre della Vita.
Insegniamo loro a pregare, raccontiamo fiabe e leggende, facciamo loro conoscere fate, gnomi e folletti, che spesso sono in grado di vedere o comunque percepire quando sono piccoli.
La troppa tecnologia impedisce a loro, come a noi di fare percezione pura della dimensione eterica e delle entità che la popolano.
Non dimentichiamo che la vera realtà, dietro il velo della Maya-Matrix di fattura ahrimanica, è proprio quella eterica.
Il Paradiso Terrestre è lí per noi, dietro il velo.

Quando la Guerra che sconquassa il Mondo e le anime degli uomini, avrà lasciato il posto ad una Pace Aurea nei cuori, tra i popoli e tra le persone, la nostra vera dimora, quel Regno della Natura che rimane protetto nella dimensione eterica, come Avalon o il Castello del Graal, sarà di nuovo accessibile per coloro che avranno scelto di esserne i custodi amorevoli e non i saccheggiatori del Santuario Aureo della Vita!
Shanti Di Lieto Uchiyama
