Commento al Convegno tenuto
a Roma il 26 e 27 settembre

Le forze oscure del nostro periodo storico vogliono chiudere all’Essere Umano l’accesso allo Spirituale.
L’accesso allo spirituale oggi è dovuto al pensare.
La distruzione della Natura, per quanto terribile, è solo il primo passo. L’ulteriore passo è rendere il pensiero solo utile per gestire il mondo fisico-sensibile ed impedire che venga colto come il Ponte per il Mondo Spirituale, Mondo da cui proveniamo e Mondo a cui, come umanità intera, dobbiamo riconnetterci.
Utilizzare il pensiero solo a fini tecnologici od organizzativi per aumentare la dipendenza dal sensibile, significa toglierlo dalla potenza di Michele ed assoggettarlo completamente ad Arimane.

L’incontro avvenuto alla fine di settembre a Roma ha avuto come finalità il ricollegarsi alle forze di Michele. Tale collegamento non implica atti rituali specifici, ma quell’animazione del pensare che permetta l’uscita dai limiti cerebrali per accostarsi a quella vita del pensare in cui può agire Michele.
L’azione di Michele permette all’Uomo l’Incontro con Chi guida l’evoluzione umana passando attraverso i periodi piú oscuri. Proprio nel periodo oscuro è possibile quella Libertà e quell’Amore che fanno parte del Disegno Divino.
Tutti gli interventi tendevano a questa finalità. Per cui si sono rivisti i testi con cui Steiner ha iniziato la sua opera terrena e si è incontrata l’Opera di Scaligero che, fedele al Maestro e quindi a Michele ed a Chi guida l’Umanità, ha indicato in maniera operativa la via della risalita del Pensare grazie alla volontà solare. Il Pensare micaelita, il Pensare del cuore deve emergere.
Oltre il (non) pensiero computazionale ed il (non) pensiero induttivo-pesato dell’Intelligenza Artificiale dobbiamo riscoprire il pensiero micaelita.
Fabio Burigana
Nota: Questo scritto è rivolto a chi era presente all’incontro dedicato a San Michele a Roma. Questa lettura per chi non era presente o non conosce le basi della Scienza dello Spirito può essere fuorviante. In questo caso il Conoscere va inteso come conoscenza meditativa non certo intellettuale o, peggio, raccolta di informazioni.

