
Questa è stata la durata della vita di mia madre. Quindi un soffio ai 99 anni, ma anche molto vicino al secolo di vita.
Durante il suo percorso, per mamma, il mondo è cambiato, non una volta sola, ma tante altre volte. Lo diceva sempre: «Sono nata nell’Ottocento, nel mondo delle carrozze trainate dai cavalli, quando il telefono a manovella era la novità per pochi privilegiati, in fondo al corridoio». Raccontava come fosse l’evento del palazzo quando una famiglia ne istallava uno, e di suo nonno, medico, che appunto per ragioni professionali, lo aveva messo. Delle centraliniste che si conoscevano per nome, e di come corressero a mettere in comunicazione le figlie con i fidanzati, e di come fossero lente nel farlo comunicare con pazienti ed ospedali.
Però, al contrario di molte persone della sua età, ma anche molto ma molto piú giovani, non rimase mai, per certi versi, ancorata all’antico, rifiutando la modernità. Questo fu il suo carattere distintivo per tutta la vita. Era sempre curiosa verso tutto quello che il mondo moderno le portava incontro. Riuscí sempre, con entusiasmo, ad utilizzare l’ultima tecnologia, apprezzandone gli aspetti innovativi che portavano nella vita.

Devo anche dire una cosa che pochissimi sanno: quando ho lavorato come fotoreporter in proprio, era lei a trovare, su un internet molto piú ostico e di difficile consultazione d’oggi, le notizie. Però, questo è l’aspetto piú importante, pur apprezzandola ed entusiasmandola, non perse mai la coscienza appresso alla tecnologia; questo non l’allontanò mai dalla sua vera passione profonda: la Scienza dello Spirito e la Cristianità.

Molto giovane, tenendo per mano mio padre, salí i famosi gradini che portavano allo studio di Massimo Scaligero; lo riconobbe come Maestro, e, da allora, non ha mai vacillato, non un giorno, neanche una sola ora, ma neanche un solo momento dalla sua Fede.
Non era come oggi: allora parlare di reincarnazione e karma, era farsi dare dei pazzi. Io stesso mi ricordo un parente di mia madre dire: «Ho letto il libro che mi hai consigliato: un delirio di follia totale!».
Quindi per i miei genitori partecipare insieme a pochi altri, all’inizio, alle riunioni di Massimo, era da pazzi, era da essere abiurati dalla società. La raccomandazione che mia madre ci faceva, a noi figli piccoli, era di non toccare certi argomenti, di fare attenzione, perché chi ascoltava non avrebbe capito.
Quello che veramente ha rappresentato mia madre è il suo tessuto animico, che, pur negli inevitabili limiti dell’epoca nella quale è vissuta, s’è intriso delle verità rivelate da Rudolf Steiner. Posso di dire d’essere cresciuto nutrito dalle verità della Scienza dello Spirito. Ma non è mai stata retorica, mai dogmatica, mai fanatica. Essenzialmente affidò, con estrema fiducia, l’educazione di noi figli a Massimo Scaligero prima, e a Mimma Benvenuti dopo. Quindi io sono cresciuto in questo clima senza quasi accorgermene.
Fino al giorno della sua nascita nei mondi spirituali, quando miei amici mi hanno telefonato per dirmi quanto lei era stata importante nella loro crescita spirituale: «Ci sono cose che tua madre mi ha detto che sono scolpite nella mia anima». «Ancora ricordo a quattordici anni quando mi disse che compito dell’umanità è costruire un universo d’Amore».
Allora mi sono reso conto che la vita di mia madre non è stata normale. E che quello che ho vissuto nella quotidianità, tutto era, tranne che ‘normale’.

Dietro quel suo costante sorriso, dietro quella fede costruita nel marmo con l’intelligenza e la cultura, che aveva in sovrabbondanza, e non sullo stupido fanatismo, si è nascosta una vita che ha avuto risvolti anche drammatici, senza mai vacillare un attimo.
A volte l’ho spiata di nascosto vedendola piegata in due dal dolore e dal pianto, per tornare a sorridere appena si accorgeva di me. Ma non c’è stato giorno che non abbia fatto un esercizio e letto Steiner o Massimo. Non le ho mai sentito dire alcunché di materialistico, in linea con l’opinione pubblica corrente. Mai. La sua visione del mondo era la Scienza dello Spirito.
Possiamo dire che in questi novantotto anni, undici mesi, ed otto giorni, sempre con umorismo, simpatia, ironia, ha distrutto in sé tutto l’antico privilegiato mondo nel quale era nata; per forgiare con il fuoco la Fede nel Logos. Un esempio.
Massimo Danza
