La potenza della risoluzione

Ascesi

La potenza della risoluzione

 

Sciogliere l'incantamento

 

 

La chiave della vittoria è la liberazione piú sottile della piú sottile brama, lo scioglimento dal massimo incantamento terrestre, l’assoluto dominio di ciò che domina tutti: la purificazione piú sottile del corpo animico, lo scioglimento radicale del centro del serpe. Il serpe che è interno al sesso, è parimenti interno al cuore: non si scioglie nel cuore, se non si scioglie nel sesso. Solo dopo la Morte lo scioglimento è assoluto, il serpe è estinto, consumato: dopo la catarsi del corpo astrale, la lunga dolorosa catarsi. Occorre realizzare qui questa catarsi: il discepolo dello Spirito lo può, è il segreto di tutto.

 

Si raggiunge allora il vero essere, una volontà potenziata che cessa di subire il limite dell’alterità, e comprende che il suo realizzarsi non è che una serie di compimenti del proprio principio, cioè della propria assoluta libertà. Questo soltanto può essere l’Amore che vince il mondo. Allora l’ingiu­stizia, l’oscura tortura, la incessante privazione, il patema dei fatti, cadono, si estinguono: gradualmente sono fantasmi che svaniscono come nebbia dinanzi a folgori di soli. Si è infine liberati dalla oscura lotta, dal continuo stillicidio della pura linfa di vita, dalla continua morte. Una resurrezione possente annulla tutte le morti.

 

Solidale a questo atto è l’intero Universo, in quanto è la conferma della sua continuità o inesauribilità nel pensiero che vince il limite dialettico. È il pensiero che vive in un mondo deserto, privo di determinazione, e perciò dà la misura dell’assoluta apsichicità della Forza. La Forza finalmente è, perché non ha piú altro, ma di continuo incontra l’altro per un moto di Amore che lo restituisce alla sua verità, alla sua infinità, bellezza, potenza: onde non è piú altro, ma identità. È tutta una Forza che si auto differenzia, si moltiplica infinitamente e riconosce di continuo nuovi mondi, ma poi è sempre assolutamente se stessa.

 

La potenza della risoluzione

 

 

 

L’opus è acceso ed è adialettico, perciò operante alle radici della vita, là dove la purità muove le forze non ancora prese dalla brama. Spagiria: separare per ritrovare l’originario non alterato, compiuto in sé, superiore alla diade, comprendente in sé tutte le istanze dell’altro, epperò realizzante la purità assoluta. È uno sciogliere per conoscere la condizione dell’angelo nella struttura materiale, perché la Forza dell’angelo agisca trasformativamente. Volontà invitta diviene il suo movimento, potenza di risoluzione, opus del Graal.

 

 

 

 

Massimo Scaligero

 


 

Da una lettera del febbraio 1975 a un discepolo.