Liriche e arti figurative

Il vostro spazio

Liriche e arti figurative

 

Carmelo Nino Trovato «Mondi Astrali N° 5»

Carmelo Nino Trovato «Mondi Astrali N° 5»

 




 

Amare una stellaLA STELLA

 

 

Acceso

mi affaccio al cielo della notte

che dell’immensità

la guida appare misteriosa

e guardo

la gemma incastonata nel buio

e sguardo mi fo.

 

Qual è la fortuna delle stelle?

Di una stella?

Essere pensata

dal cuore di un uomo

che sulla terra vive.

 

 

Enrico Savelli

 




 

Barca a velaUNA VELA

 

 

 

 

Dove, figlia del mare

e del vento,

dove il tuo bianco

silenzioso frusciare?

Stride un gabbiano

tracciando veloce

ampi giri

sull’albero maestro

e il cielo allarga

le sue braccia di vento

e lo trascina.

Dove, figlia del sole

e dell’onda,

in quale tempesta

in quale vivente

solitudine azzurra

poserai la tua candida ala?

 

 

Giordana Canti

 




 

ODE ALLA PAROLA

 

 

Angeli e laringe d'oro

 

Parola vestita di stelle

precipitata dalle vastità

oceaniche

di timidi agnelli sacrificati

al bello.

 

Parola infuocata

perduta in metafisiche

profondità.

 

Parola derubata

del tuo splendore

sottratto al peso dell’oro

scivolato

perduto

dalle nostre bocche.

 

Parola esausta

avvilita da brutti accenti

esasperata dai vuoti di

senso

rattrappita, denudata, violata.

 

Tu, mia parola

attraversata da poetiche luci

risali la china degli

orrori

compari al cospetto

del tuo inestinguibile

Genio

in preda allo spasmo

di un nuovo parto.

 

Parola

figlia del soffio che

attraversa la

laringe

e tocca gli angeli

controvento.

 

Mio rifugio d’amore

nutrita di silenzio

di lucciole che predano

il buio.

 

Si affievolisce la corda

tesa di incerta vita

quando la tua

sí lieve presenza

a cavallo di sogni

perduti

nelle nostre ore

di pianto

abbraccia il mio sonno.

 

Tu maestosa, composta

di semi e germogli

spesso abbattuta da

improbabili scorciatoie

defraudata del tuo santo

potere

io sento e canto

l’alfabeto che

mi ha fatto carne.

 

 

Marina Coli

 




 

Bianche betulle

 

Non è ancora finita l’estate

e già si annuncia l’autunno

coi cieli grigi del Nord,

dove bianche betulle

scosse dal vento

danzano

nell’aria tersa dei boschi.

Tace la vita visibile,

solo il vento

compone le sue melodie

tra foglie e rami.

Poi,

cosí com’è sorta,

si placa la forza,

l’aria a poco a poco

si rasserena.

La vita riprende

nei boschi:

il Signore dei venti

l’ira ha deposto infine.

L’etere, lieto,

si fa luminoso,

riflettendo del cielo

la chiara luce

di un giorno

non ancora finito

che attende

del tramonto la pace.

 

 

Alda Gallerano