Gli incontri

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Gli incontri

 

In un periodo in cui ancora solo un ristretto numero di persone accoglieva gli insegnamenti di Massimo Scaligero, agli inizi degli anni Sessanta, incontrarci fra noi era un momento importante, per riconoscerci e lavorare insieme. Tra gli amici che frequentavamo con grande gioia, sempre accolti benevolmente nella loro casa, c’era la coppia Michele e Graziella Danza.

 

Michele Danza alle prese con una scultura

Michele Danza alle prese con una scultura

 

La grande sala dove c’intrattenevamo era piú che altro un laboratorio di scultura e pittura, dove Michele dava sfogo al suo estro artistico, sempre tanto apprezzato da Massimo.

 

Gli incontri erano affettuosi e amichevoli, ma dopo i primi momenti di scambio di cronache familiari, arrivavano le parole di Massimo, serie e particolarmente pressanti. Si sentiva che egli cercava di far comprendere la necessità di un risveglio della Scienza dello Spirito, che lui riteneva in quel periodo concentrata piuttosto su quelle che erano le cosiddette “sorelle” dell’insegnamento steineriano: la Pedagogia Waldorf, l’Euritmia, la Medicina steineriana, la Tripartizione sociale, l’Agricoltura biodinamica, la Pittura, la Scultura e l’Architettura steineriana e cosí via.

 

Ognuna di queste branche di insegnamento di Rudolf Steiner aveva ed ha tuttora naturalmente una grande importanza, ma quello che Massimo diceva con insistenza era che se si tralasciava “il cuore dell’insegnamento”, nulla poteva reggersi spiritualmente, e rischiava di diventare un metodo astratto.

 

Il “cuore” era naturalmente la disciplina interiore, gli esercizi che Rudolf Steiner aveva dato come viatico per sviluppare le forze spirituali latenti in ognuno di noi, ma ostacolate dall’accudimento continuo alla cronaca quotidiana.

 

In quella grande sala le parole di Massimo s’innalzavano purissime, e noi intorno eravamo coscienti di avere un dono grande che avremmo voluto condividere con tanti altri.

 

Mimma Benvenuti nello studio dove avvenivano allora le riunioni

Mimma Benvenuti nello studio dove avvenivano allora le riunioni

 

C’erano già le riunioni del sabato a casa di Mimma e Romolo Benvenuti, alle quali partecipava un iniziale piccolo gruppo che negli anni si estese poi cosí tanto da costringere a trovare un altro luogo, piú adatto a sistemare i tanti convenuti, e fu Amleto, il cugino di Massimo e fratello di Mimma, a offrire il suo spazioso appartamento nella stessa palazzina di Monteverde. Ma in precedenza quelle riunioni ristrette avevano in qualche modo un tono quasi catacombale, erano la preparazione a quello che sarebbe accaduto in seguito.

 

Rudolf Steiner aveva predetto che l’Antroposofia si sarebbe in qualche modo spenta là dove era nata, almeno spiritualmente, ma sarebbe in seguito risorta in Italia. Quello che noi provavamo in quegli anni era la sensazione di far parte di questo risveglio, ed eravamo sicuri che il Maestro designato a operare questa rinascita fosse Massimo.

 

Alfredo e Letizia Rubino

Alfredo e Letizia Rubino

 

Gli incontri si svolgevano dunque ancora nelle case degli amici che ci ospitavano, come quella di Alfredo e Letizia Rubino. Alfredo era un “discepolo della prima ora”, sempre presente e fedele, e lui e Letizia formavano una coppia tutta dedita al lavoro interiore.

 

Al termine di ogni incontro c’era sempre il momento della meditazione o della concentrazione in comune, una pratica fondamentale per Massimo per cementare il lavoro spirituale che svolgevamo insieme. E si chiudeva con la recita del prologo di Giovanni, un’abitudine che ho conservato per piú di sessant’anni, come chiusura degli esercizi.

 

La cosa essenziale per Massimo era che l’elemento di scambi di cronaca, di affettuosità e di racconti personali, che non potevano mancare, riguardasse la prima parte dell’incontro, ma in seguito, dopo quanto lui aveva detto, e dopo l’esercizio in comune, non ci fosse una chiacchiera leggera o superficiale a turbare il livello raggiunto, e ci si salutasse mantenendo l’atmosfera interiore che si era conquistata.

 

Quegli incontri erano la preparazione a tutto quello che è accaduto in seguito, ai tanti libri che sono poi stati scritti, alla gran quantità di persone che si sono collegate a questa necessaria rinascita indispensabile per ritrovare l’essenza della Scienza dello Spirito che rischiava di essere messa in ombra.

 

Quello che noi sentivamo allora era un entusiasmo caloroso, e l’amicizia che ci legava ai seguaci dell’epoca era profonda e ha costituito la base di tutto quello che è accaduto successivamente. Giovani di quell’epoca, come Mariella Dalla Chiara e Marcello Martegani, sapevano di costruire qualcosa di duraturo, e la loro dedizione era ed è tuttora rimasta totale.

 

Gli incontri dedicati ad amici su cui Massimo basava la possibilità di un eventuale futuro intervento “ufficiale”, erano persone di alta professionalità e di sicura fedeltà: Pio Filippani Ronconi, Enzo Erra, Elio Uccelli, Vittorio Leti Messina, Alfredo Rubino, Argo Villella, Romolo Benvenuti ed altri, di cui ho già parlato in passato, erano quelli che insieme costituivano un gruppo di fedeli seguaci con i quali Massimo aveva costituito una specie di “Governo ombra”, per trovare soluzioni, in linea con la Scienza dello Spirito, alle necessità della società italiana di allora. Io lo accompagnavo e lo andavo a riprendere, ma non ero certo all’altezza di partecipare. Però Massimo mi raccontava qualcosa di quelle riunioni, e mi diceva che quello che attraverso una profonda conoscenza della Tripartizione si cercava di portare come soluzione ai vari problemi sociali dell’epoca, era qualcosa che avrebbe potuto aiutare sia in quel momento, se richiesto, sia in futuro a superare quello che lui presentiva come periodo di grande difficoltà della società a venire non solo italiana ma mondiale.

 

Massimo considerava essenziale, per la divulgazione della Scienza dello Spirito, che ci fosse un nucleo di persone completamente dedicate alla disciplina interiore. Ripeteva sempre che non c’era da fare apostolato, cosa in cui a volte cadevo per il fervore che avevo e che cercavo di comunicare ad altri. L’importante era lavorare spiritualmente, quello avrebbe inevitabilmente fatto avvicinare le persone che per loro autonoma decisione avrebbero aderito al pensiero e all’opera del Maestro dei Nuovi Tempi.

 

Cosí fu infatti. E negli anni le persone che si raccolsero intorno a Massimo erano talmente numerose che le riunioni dovettero moltiplicarsi nella settimana, oltre a tutti gli incontri privati e personali che quotidianamente lui concedeva a chi sentiva il bisogno di incontrarlo.

 

Quei primi incontri avevano formato la base di quanto è in seguito accaduto e continua ad accadere, per il risveglio cosciente dell’Io individuale attraverso la Via tracciata da Rudolf Steiner, proseguita e rivivificata da Massimo Scaligero.

 

 

Marina Sagramora