
Liane Collot d’Herbois «Arcangelo Michele»
Massimo Scaligero sosteneva che dovremmo serbare la piú alta gratitudine al Dottor Steiner, poiché è stato l’unico a insegnarci il segreto dell’impulso dell’Arcangelo Michele in relazione al pensiero operante nell’epoca dell’anima cosciente. La reintegrazione nell’unità primordiale, su cui si fonda la Filosofia della libertà, è infatti connessa con i Nuovi Misteri dello Spirito e con la sua egida cosmica, simboleggiata nella Scienza dello Spirito dalla figura dell’Arcangelo Michele.
Vi è, operante sul piano invisibile, un originario essere cosmico che contiene l’uomo come ente primordiale; lo contiene sempre, anche quando la sua immagine si muove sulla Terra attraversando l’esperienza della nascita e della morte.
Tale immagine è lo stesso essere dell’uomo, che viene staccato dal legame cosmico, affinché possa sviluppare la sua autonomia e, grazie a tale autonomia, un giorno possa egli stesso realizzarsi nuovamente come ente spirituale, ma questa volta come entità cosciente e non piú come burattino nelle mani degli Dei.
«Tutto il processo della storia, dalle origini alla civiltà d’Occidente, è un continuo sciogliersi dell’uomo dalle primordiali concatenazioni cosmiche. Le civiltà d’Asia, d’Africa e dell’America precolombiana, non sono se non le forme che l’uomo procedente verso la propria autonomia lascia dietro di sé, in quanto l’autonomia si esprime nell’individuale, opponentesi al nesso dell’anima di gruppo proprio a quelle civiltà. In realtà, non può nascere la categoria dell’umano se non come separazione radicale dal cosmico, sino a che il cosmico possa risorgere come autonomo atto dell’umano individuale» (M. Scaligero, Yoga Meditazione, Magia, Teseo, Roma).
Tale provvisorietà e contingenza separativa ha evidentemente una finalità che trascende l’utilitarismo o il mero umanitarismo terrestri, di valore e missione decisamente metafisica. «Perciò dal Maestro dei nuovi tempi viene data l’imaginazione dell’Arcangelo, simbolo dell’entità originaria cui è proprio il compito di ricongiungere il pensiero umano con il cosmico, cosí che l’uomo riconosca il sentiero del sublime ritorno e, come essere libero, lo abbia a percorrere. L’uomo può incontrare la direzione michaelita, ove penetri nel segreto del pensiero, risalendone la corrente di luce: che è in esso il potere metafisico del Sole» (Ibidem).
È necessario che questa corrente “solare” si manifesti a tutta prima dialetticamente, fluendo verso l’oggettività del mondo, cosí che l’uomo possa infine scorgerne in sé la sorgente metafisica. Questo, secondo la Filosofia della libertà, è il senso della conoscenza oggettiva del mondo fisico mediante la percezione sensoria e la rappresentazione.
«Michael necessita dell’uomo libero, dell’uomo che realizzi l’autonomia del pensiero e, volgendo all’origine di questa, incontri l’intelligenza celeste. Michael può ricollegare con le potenze cosmiche l’uomo libero: il suo compito non è riportare indietro la civiltà, restaurando il passato, o il “tradizionale”, bensí congiungere l’uomo attuale con ciò che a lui Egli reca intatto dalle origini» (Ibidem).

R. Steiner «Il Rappresentante dell’umanità»
È decisiva, in tale pratica michaelita, la continua individuazione della necessaria funzione individuale di Lucifero e Ahrimane, secondo la prospettiva indicata all’umanità da Rudolf Steiner nel noto Gruppo ligneo da Lui scolpito, o Rappresentante dell’umanità.
La tentazione di non credere al valore spirituale della forma individuale dell’Io, viene da Lucifero e riguarda le dottrine tradizionali, che un tempo, esigendo una tale prassi misterica, erano pur in gran parte regolari, ma oggi si pongono viceversa contro la liberazione dell’uomo, che può compiersi solo tramite la pura individuazione dell’Io.
La tentazione di considerare esclusivamente soggettivo e individuale il pensiero, e quindi di ignorarne la sorgente universale e metafisica, viene invece da Ahrimane; Ahrimane soggettivizza e dialettizza il pensiero; suscita l’universalità astratta e ingannevole; sollecita in modo unilaterale l’intelligenza analitica, ma non la liberazione metafisica del pensiero mediante l’Io individuale. Solo il pensiero liberato, invece, secondo la Filosofia della libertà, può avere impulso morale. in quanto questo impulso scaturisce dalla sua sorgente metafisica.
«Michele può anche utilizzare l’intelligenza dialettica, ma la respinge nella misura in cui essa esprime il vincolo dell’uomo alla natura senziente e la vanità intellettualistica correlativa. Michele fa assegnamento sul cercatore audace, perché libero, dotato di slancio metafisico, oltre l’anima razionale, perché capace di risalire la corrente del pensiero e di realizzare la scaturigine pura, l’universalità veridica, la trascendenza» (M. Scaligero, Iside Sophia. La dea ignota, Ed. Mediterranee, Roma 2015).
Gemma Rosaria Arlana
