Proiezione

Poesia

Proiezione

Proiezione

Se piume tese

affrontano l’incerto

primo chiarore,

segnano una croce

contro il cielo perlato,

poi svaniscono

in un guizzo veloce.

Il ramo duplica

la sua frangiata essenza

grazie a un muro,

se raggiunto dal sole.

Anch’io nell’alba,

ago di meridiana,

traccio un’ombra

sul volto della piazza

ancora immersa

nel sopore notturno.

Controluce

proietto la mia anima

sommersa

già pronta a uscire,

a incidersi profonda

sulla pietra del tempo.

Ognuno trova,

nel doppio che lo segue

o lo precede

replicandolo

in sagoma fedele,

un’eco chiara,

un vivido riflesso

di un’arcana

indicibile sostanza

che a un cenno rifulgente

si rivela

segno non imitabile,

perenne:

canto a solo del cuore

e della mente,

oscillazione

e slancio di pensieri

e, malgrado

la rigida gravezza

della sorda materia,

un ampio volo

interiore,

scandito sulla terra

da sincronie di palpiti,

finanche

la fredda stasi

di radice e buio

che sa fiorire

in armonie felici,

accesa

da un fervore di parole.

 

 

Fulvio Di Lieto