L’ispirazione per questo articolo mi venne da una cura omeopatica che stava portando avanti la mia compagna in cui l’elemento cardine era il conium maculatum alla 9 ch.

Il conium maculatum, o Cicuta maggiore, è conosciuta dai piú per la descrizione che Platone, nel Fedone, fa dell’avvelenamento di Socrate a cui era stata comminata la pena capitale.
La Cicuta era nell’antichità legata al culto dei morti e agli Inferi, anche Shakespeare nel Macbeth ne fa menzione dove descrive il dialogo fra Banco e Macbeth, dopo l’incontro con le tre streghe.
Questa pianta, estremamente tossica, appartiene all’ordine delle Ombrellifere di cui fanno parte specie quali l’angelica, l’imperatoria, l’aneto, il finocchio selvatico e altre che hanno invece proprietà salutari agendo su diversi aspetti della salute.

Conium maculatum, stampa antica
La Cicuta la si trova in ambienti ruderali, arbusteti, è alta fino a due metri, fiori bianchi ad ombrella, il fusto cavo chiazzato e punteggiato di rosso porpora, larghe foglie inferiori che si restringono verso l’apice, la radice di forma allungata, fibrosa, carnosa, tipico il suo odore forte e sgradevole; è tossica in tutte le sue parti per la presenza di glucosidi flavonici e cumarinici e una complessa miscela di alcaloidi tra cui la coniina, conidrina e coniceina.
Della stessa famiglia fanno parte la Cicuta minore e la Cicuta virosa, pure queste tossiche in ogni loro parte.
Per la sua tossicità, la Cicuta è stata poco usata nell’ambito della tradizione popolare, si conoscono delle antiche indicazioni che riguardano l’applicazione sulla pelle di piccole quantità di foglie pestate per alleviare il dolore di punture d’insetti e l’utilizzo del suo infuso come repellente di parassiti e per disinfettare case e stalle.
In medicina fu usata, sotto forma di cataplasmi e pomate, per lenire nevralgie, dolori articolari e spasmi muscolari, sembra avesse effetto anche sulla calvizie.
I medici dell’antica Roma la prescrivevano come rimedio per alcune patologie della pelle, problemi al fegato e persino per rallentare il decorso di tumori maligni, alla Cicuta erano poi attribuite anche proprietà anafrodisiache.
Nell’omeopatia si fa uso del conium maculatum, a diverse diluizioni, per trattare ansia, vertigini, paure e irrequietezza e in genere disturbi neurologici.
Come tutte le piante velenose, belladonna, aconito e digitale, stramonio e giusquiamo ad esempio, ciò che avvelena può anche portare guarigione e questa è una regola del mondo vegetale e non solo. Tutto ciò che è tossico, in Natura, se saputo usare nel giusto modo diviene farmaco.

Ombrelle fiorite della Cicuta
Terminiamo con la descrizione che il Pelikan fa di questa pianta nel suo trattato “Piante medicinali per la cura delle malattie”, volume primo.
Scrive questo Autore: «In questa Ombrellifera il principio astrale che agisce sull’organizzazione aerea della pianta ha acquisito una tale predominanza sulle forze eteriche formatrici del liquido che non si accontenta piú di stimolare l’eterico: lo violenta e fa irruzione fin nel fisico, è ciò che rende questa pianta tossica.

Capolino della cicuta
Durante il primo anno di crescita, una radice biancastra, fusiforme, piena di lattice, si sviluppa sotto una rosetta di foglie basali, laddove si raccoglie l’attività di tutto l’ambiente circostante. L’anno successivo si forma il fusto cavo, alto sino a un paio di metri, molto ramificato, striato e chiazzato da macchie porporine.
Le foglie sono tripennate e ricordano quelle del caprifoglio. Tutto l’apparato fogliare appare rilasciato e molle, poiché si secca rapidamente durante le giornate calde, perdendo troppa acqua e riassorbendone troppo poca dal suolo.
Tutta la pianta emana un odore sgradevole e animale, che ricorda l’urina dei topi. È come un’entità odorosa, fetida e velenosa, che circonda la pianta. Il sapore delle foglie è acre e piccante, le ombrelle di fiori hanno una grandezza media e i fiorellini un debole profumo zuccherino.
Gli antichi le attribuivano un’azione “fredda” (il cammino verso l’Ade è reso freddo e invernale dalla Cicuta).
I poteri terapeutici piú importanti riguardano il corpo astrale; favorisce l’espulsione di acqua nei casi di idropisia, combatte diverse infiammazioni come la sciatica e le infiammazioni della pelle, ha un’azione analgesica nei tumori cancerosi, calma gli stati eccitatori ed è ritenuta un rimedio sicuro contro gli spasmi dello stomaco, dell’intestino e della vescica, oltre a ciò trova applicazione nei casi di asma, tosse ostinata, epilessia e delirium tremens. Calma la tosse dovuta a irritazione e la tosse secca degli anziani.
In conclusione ha l’effetto di staccare il corpo astrale da una troppo forte penetrazione nell’eterico e il fisico, ed è questa la sua proprietà dominante».
Davirita
