
Cos’è mai che ha fatto sí che le anime si siano dimenticate del loro padre Dio e, pur essendo parti provenienti di lassú ed appartenendo interamente a Lui abbiano disconosciuto e se stesse e Lui?
Plotino Quinta Enneade
Irritante: la caratteristica di idee e concetti della Scienza dello Spirito presso una parte non minore delle persone. Lo può verificare chiunque non in forma astratta, teorica ma nella vita quotidiana. Una attenta riflessione ne può svelare le cause solo se si consideri che cosa e chi viene irritato.
Ve ne sono alcune che sembrano addensare su se stesse tali caratteristiche, perfino ricercatori dello Spirito ne vengono influenzati.
Sembrerebbe, per esempio, il caso del rapporto Cristo, Arimane e Lucifero non solo centrale ma scandalosamente “nuovo”.
Se si segue con coerenza il pensiero sulla lotta tra il bene ed il male si potrà verificare come in tale lotta si sia quasi sempre mascherato il conflitto tra Arimane e Lucifero nell’inganno di velare ambedue come mali ma cosí da pretendere per ognuna fazione il bene ed addossare all’altra il male.
Il concetto di Dio, visto fuori della Trinità, rinvia di necessità ad una visione dualistica ed ad una idea astratta di un dio comunque responsabile di ogni cosa indipendentemente dalle azioni degli uomini.
La conseguenza inevitabile è l’esclusione della figura e del ruolo del Cristo in realtà sempre presente. Cosí si può anche spiegare il tenace persistere di interpretazioni del Cristianesimo limitate, povere , non veritiere o addirittura capovolte; e forse anche un rifiuto tenace dello stesso.
La continua ricerca di equilibrio tra le correnti Luciferine ed Arimaniche dovrebbe caratterizzare lo stile di vita di ogni autentico cristiano e cosí, tra l’altro, giustificare il detto: «Il Cristo avanza senza combattere».
In modo curioso ma rivelatore il capo dello Stato ebraico in guerra ha citato Gengis Khan indicando il Cristo Gesú impossibilitato ad affrontarlo e sconfiggerlo.
Secondo tale visione Gesú Cristo non avrebbe alcun vantaggio su Gengis Khan giacché nelle guerre la forza e la spietatezza prevalgono sempre sulla morale.
In realtà non vi sono state risposte significative perché il ragionamento proposto è ferreo, coerente, ed ha una sua innegabile logica: quella del materialismo che oggi tutto pervade, indifferentemente tra materialisti e spiritualisti, comprese religioni del passato esangui, non di rado fanatiche incapaci di penetrare la realtà con un pensiero vivo.

Il Cristo, imbattibile, avanza senza combattere
Un Io carente o quasi inesistente mostra una ferrea razionalità per giustificare l’asservimento ai bassi istinti. Se si osservano con attenzione i reali fatti storici si può constatare come la lotta non sia stata, sic et simpliciter, fra il Cristo e Gengis Khan ma tra forze avverse in cui l’azione equilibratrice del Cristo svolta attraverso pensieri, sentimenti, azioni di uomini volenterosi e maturi, ha determinato, non la semplice vittoria o sconfitta di qualcuno ma piuttosto un evolversi degli avvenimenti in senso cristico cioè in senso progressivo e favorevole alla evoluzione umana. Mancando o essendo insufficiente l’azione sacrificale di uomini volenterosi e maturi, inevitabilmente il Karma opererà in modo severo.
Nessun materialista potrà mai avvicinarsi a comprendere una simile dinamica, la riterrà piuttosto pura follia. Dominato dalle ideologie continuerà a inseguire invano un illusorio e materiale benessere animale.
Il concetto «il fine giustifica i mezzi» aspetta ancora di essere debellato da un numero sufficiente di esseri coraggiosi.

Il teatro come specchio del mondo. La critica di Goethe va oltre la finzione scenica: è un atto d’accusa contro la pigrizia mentale e il mancato impegno a comprendere la realtà. Oggi come allora, il rischio piú grande è vivere da spettatori assenti dalla propria vita.
«La folla
conquistarla si può
solo ammannendo
cibo abbondante.
Nella quantità
ognuno sceglie
ciò che piú gradisce.
Chi molto porta,
n’ha per tutti i gusti
e s’esce dal teatro
soddisfatti.
…ma c’è chi si trascina
allo spettacolo
sol dalla noia spinto,
quegli vi arriva sazio
dal trasmodar
d’un lauto banchetto,
e ciò ch’è peggio,
piú d’uno vi giunge,
ahimè,
dalla lettura dei giornali».
(Il Direttore del teatro nel Faust di Goethe
Prologo – Traduzione di Vincenzo Errante)
Confuso, nebuloso: il concetto che richiama la necessità di un impegno sociale (politico) per chi si occupa di ricerca spirituale.
Il fare, l’azione riguardano l’individuale non possono essere dunque decisi da norma o gruppo, questi hanno solo funzione propositiva, di indicazione fattiva a cui necessita la libera e consapevole adesione dell’individuo. L’applicazione della fantasia morale riguarda ognuno secondo il proprio livello di evoluzione.
Durante il suo operare terreno Rudolf Steiner ha avuto spesso ed in parte a che fare con teosofi non di rado immersi in una bolla teorica e del tutto ignari della pratica e della vita quotidiana della gente.
Diverso il contesto in cui ha operato Massimo Scaligero, quando ad essere investiti dall’onda dello spirituale erano perlopiú giovani immersi nel secolo americano e freneticamente impegnati nelle sue irreali allucinazioni, politiche, artistiche, scientifiche ed economiche. Oggi nella sostanza le condizioni non sono cambiate ma entro un quadro in cui il digitale e l’AI hanno invaso i rapporti umani. Una conseguenza non trascurabile è stata la perdita del ruolo guida della cultura e della spiritualità occidentale. Tradendo lo Spirito e la sua missione l’uomo occidentale ha a fortiori abdicato a favore di popoli che ora, forti di un materialismo meccanico senza freni, assumono ruoli egemoni.

L’impegno politico giovanile di Aurobindo
Rivelatore, e non casuale: Aurobindo giunge a valutare il proprio giovanile, serio e sostanziale impegno politico come un limite, lo abbandona per l’autentica ricerca spirituale.
Chiunque può, anche nobilmente, occuparsi di politica, ma un tale approccio oltre che assai raro è sempre destinato ad essere effimero. Il tema, sul piano dialettico, equivale a qualsiasi tema od oggetto, non si vuole giudicare in un senso o in un altro; analisi politiche e sociali hanno la loro ragione e utilità se svolte entro un quadro onesto e spirituale come, per esempio lo sono le ottime analisi presenti nell’Archetipo. La Scienza dello Spirito indica solo quali sono le problematiche che ne derivano e perché vi sia una non eludibile incompatibilità con l’attività politica vera e propria.
Oggi si possono osservare le biografie di una parte non trascurabile di ricercatori spirituali e constatare come, soprattutto nel recente passato, il passaggio da un impegno piú o meno politico al sentiero spirituale si sia caratterizzato quasi come una prova del nostro tempo necessaria, da affrontare e superare.
Non sono poche le testimonianze di chi in passato ha avuto periodi di acceso attivismo politico (non importa di quale orientamento), o attivismo spiritualistico o di qualsiasi altro genere e che, una volta avuta la fortuna di incontrare l’opera di Massimo Scaligero, abbia sentito nelle sue indicazioni sull’attivismo come un balsamo risanante e liberatorio spalmato su piaghe purulente.
È la reazione di chi inizia a comprendere di essere al centro di un grande inganno ma anche ad intravedere la possibilità di smascherarlo.

«Di stampo inconfondibile
tendono sempre avanti,
son assetati e anelanti
verso l’irraggiungibile».
(Nereidi e Tritoni,
nel Faust
Notte di Valpurga classica)
Gelso
