L’Impero della Menzogna

Etica

L’Impero della Menzogna

Loki il mutaforma menzognero

Loki

 

C’è stato un momento in cui l’elezione di un nuovo presidente negli Stati Uniti d’America, ovvero di un nuovo capo dell’im­pero d’Occidente, ha dato un segno di speranza. In seguito, abbiamo avuto una mutazione involutiva, un arretramento, e ancora non sappiamo se si tratta di una conversione tattica o è frutto di inimmaginabili pressioni lobbistiche: la controreazione delle peg­giori forze legate alla Cabala ashkenazita non si è fatta attendere, soprattutto in Europa. Si è sempre detto che la bestia morente è capace di violenza e di aggressività. Dobbiamo accettare il fatto che l’arroccamento nel nostro continente del mondo finanziario anglofono e globalista ha moltiplicato i ricatti, sia al cuore della corte imperiale sia su tutti i governatori delle varie province.

 

L'Impero della menzogna

 

Dal momento che ogni cosa ha una superiore ragione d’essere, possiamo a questo punto domandarci il significato del protrarsi di una guerra di élite tanto logorante quanto sotterranea, una guerra in cui ci sono avanzamenti della Luce, ma anche il ritorno temporaneo degli spiriti dell’ombra e della menzogna. La nostra epoca richiede una sempre maggiore consapevolezza diffusa nei popoli, e, mancando questa capacità, le situazioni si aggravano. L’unico strumento attraverso cui lo Spirito evolutivo riesce a estrinsecarsi è il peggioramento delle condizioni ge­nerali della società. Eppure, a ben vedere, ci sono delle consapevolezze che, proprio in virtú dei fatti nefasti, si fanno strada, lentamente portando a maturazione la visione dello spirito della menzogna che ha un nome: Loki, il “trickster”, l’im­broglione mutaforma presente nella tradizione nordica e norrena. E Loki è un demone annidato nella democrazia, non solo in quella americana, ben s’intende, ma in qualsiasi democrazia.

 

 

Alle origini della democrazia statunitense

 

L’americanizzazione del pianeta pone, quindi, al centro della nostra attenzione la democrazia che è maturata negli Stati Uniti d’America. Studiando la storia di questo paese ci avviciniamo al­l’essenza del mondo politico contemporaneo. Lo storico americano Arthur M. Schlesinger Sr. analizzò il periodo post-Guerra Civile americana, tra Nord e Sud, descrivendo le dinamiche tra democratici e repubblicani, evidenziando la corruzione, le speculazioni finanziarie e i conflitti sociali. Egli analizzò a fondo le truffe e le pratiche, come il clientelismo politico, le frodi elettorali nel Sud e i monopoli dei robber barons (es. Rockefeller), che entrambi i partiti tolleravano per interessi economici.

I baroni ladroni

I robber barons (letteralmente “baroni ladroni”) erano magnati e industriali americani della fine del XIX secolo, attivi soprattutto durante l’età dorata (Gilded Age per gli americani, 1870-1900), che accumularono enormi ricchezze attraverso pratiche commerciali spietate, spesso al confine della legalità ed eticamente discutibili. Il termine robber barons, usato in senso dispregiativo, si riferisce a figure come John D. Rockefeller (petrolio), Cornelius Vanderbilt (ferrovie), Andrew Carnegie (acciaio), J.P. Morgan (finanza) e famiglie che dominavano settori economici chiave.

 

Schlesinger Sr. sottolinea molto bene come l’urbanizzazione e il capitalismo abbiano favorito un sistema di corruzione sistemica, con affaristi che sfruttavano le divisioni partitiche. Democratici e repubblicani si alternavano al potere. I Democratici del Sud usavano frodi elettorali e leggi razziali per mantenere il controllo, mentre i repubblicani, dominanti a livello nazionale, favorivano i magnati delle ferrovie e del petrolio. Gli affaristi, avevano già in mano la politica statunitense prima del ‘900.

 

 

Una strana dimenticanza…

 

Arthur Meier Schlesinger Sr

Arthur Meier Schlesinger Sr.

 

A questo punto, si noti bene che nell’opera di Schlesinger Sr. la Massoneria non viene minimamente citata, pur essendo l’asse portante delle relazioni che contano tra le élite americane del XIX secolo. La mancata documentazione di un fenomeno che iniziò già con George Washington è quantomeno strana. I robber barons, come J.P. Morgan o Cornelius Vanderbilt, erano affiliati a logge, non sempre massoniche, ma logge esclusive e dominanti. Lo storico, nella sua opera sulla Golden Age non fa cenno, nemmeno una volta, alle cerchie segrete e venali che controllavano la politica. Eppure, a partire da George Washington, l’essere presidente presupponeva una probabile iniziazione.

 

Washington massone

 

Washington fu iniziato come apprendista nella Loggia di Fredericksburg, in Virginia, il 4 novembre 1752, all’età di 20 anni, partecipò attivamente a eventi massonici, come la posa della prima pietra del Campidoglio degli Stati Uniti nel 1793, durante la quale indossò il grembiule massonico donatogli dal generale Lafayette, anch’egli massone. Quattordici presidenti degli Stati Uniti risultano ufficialmente iscritti agli ambienti latomistici. Questo è un dato storico accertato; si tace sugli altri…

 

Retro un dollaro USA

Retro della banconota USA da 1 dollaro

 

Lo stesso dollaro riporta simbologie massoniche.

 

Insomma, se il piú importante storico statunitense tace un dettaglio fondamentale, si apre un molteplice campo di ipotesi:

 

a) un cattedratico, per essere accreditato, pubblicato e fare carriera, è meglio che ignori la Massoneria;

b) lo storico è affiliato esso stesso; in questo caso avrebbe, in genere, l’obbligo della riservatezza;

c) esiste una terza possibilità giustificativa per l’as­senza di notizie sulla massoneria: l’approccio storico che privilegia le fonti iperverificabili e i fattori strut­turali, i monopoli, la corruzione politica, l’industrializzazione, di solito ignorava totalmente le reti sociali, quelle rituali, religiose ed etniche. Questo è un approccio incompleto, tipico della storiografia del ‘900.

 

A partire dagli anni 2000, con l’emergere dell’antropologia storica e della storia culturale, gli studiosi hanno iniziato a considerare i consorzi segreti e rituali quali fattori chiave. Questo approccio ha permesso di rivalutare fenomeni complessi, per capire l’influenza delle società segrete o delle credenze esoteriche su eventi storici. Basti per tutti pensare agli studi sull’influenza del nazismo esoterico (https://www.larchetipo.com/2024/08/etica/il-novecento-tra-bene-e-male/), senza i quali non si capirebbe quanto è avvenuto in Germania nei dodici anni tra il 1933 e il 1945.

 

 

La guerra con altri mezzi

 

Menzogne del potere

 

A parte questa necessaria digressione sulle origini dei poteri occulti, resta il tema della democrazia. Carl von Clausewitz traccia un parallelo tra la sua visione della guerra e la democrazia. Clausewitz definí la guerra come “la continuazione della politica con altri mezzi”. Nella democrazia, la politica stessa dovrebbe quindi diventare il sistema per risolvere i conflitti, sostituendo la violenza con il confronto istituzionale. In questo senso, la democrazia dovrebbe trasformare la guerra in una lotta simbolica e strutturata, dove le armi sono il voto, il discorso e il diritto. Fatto sta che, studiando la piú grande democrazia del mondo nel corso di tre secoli, ci accorgiamo che non sempre è la culla del diritto, ma spessissimo è il regno dell’inganno, della sopraffazione occulta, ovvero il regno di Loki il mutaforma, l’archetipo che meglio riassume la malversazione strutturale di pochi centri di potere che determinano sotterraneamente la conduzione di comunità, Stati ed imperi. Winston Churchill, in un discorso alla Camera dei Comuni il 12 novembre 1947, pronunciò una delle sue frasi piú celebri: «La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre che sono state sperimentate finora». Oggi possiamo avanzare piú di qualche dubbio sulle parole dell’uomo politico britannico.

 

 

Le menzogne del potere

 

Chi sceglie di entrare nell’arena politica, anche se spinto da un ideale, deve accettare la necessità della menzogna come parte del ruolo. Lo stesso vale per lo stratega militare, che solo attraverso l’inganno può vincere una battaglia o una guerra. Per questo motivo, chi segue un cammino ascetico come quello della Scienza dello Spirito, difficilmente può raggiungere i vertici del potere politico senza compromettere i propri princípi d’integrità morale. Tuttavia, un Iniziato chiamato a guidare il proprio popolo potrebbe scegliere, in una determinata incarnazione, di assumere un ruolo che giustifichi tali comportamenti in virtú del proprio Dharma, la legge interiore che lo guida. In tal caso, però, questa scelta, compiuta nella sfera prenatale, implica l’accettazione di un compito difficilmente compatibile con l’ascesi, che richiede invece sincerità e trasparenza d’animo. In un’epoca come la nostra, in cui manca una comprensione profonda delle leggi della reincarnazione e del karma, molti cittadini si chiedono come un leader possa raggiungere livelli di finzione, anche se in cuor suo agisce a fin di bene. Questo genera sconcerto nei popoli, che faticano a comprendere le mutazioni tattiche o le contraddizioni di chi, in buona fede, è costretto dal proprio ruolo a mentire o a smentirsi.

 

Volessimo fare un’istanza astratta, la guerra con mezzi violenti, per certi versi, è piú “morale” della guerra che si nasconde nella politica, piú “etica” in quanto presuppone l’identificazione certa del nemico, la manifestazione della lotta, comprendente il coraggio e il sacrificio per una causa superiore agli interessi privati, il consolidamento spirituale di un popolo. ed è di un insegnamento postumo a non ricadere nell’errore dell’odio. Senza voler arrivare al paradosso della maggior “moralità” della guerra rispetto all’agone politico, intossicato da interessi ben lontani dalla Tripartizione, dobbiamo pur sempre ammettere che un sistema autocratico, alle volte, esprime aspetti etici maggiori di un sistema democratico parlamentare elettivo, in quanto non soggetto a determinazioni occulte.

 

Dal punto di vista della Tripartizione, una compagine statale che eserciti sovranità legislativa, indipendente da pressioni esterne di tipo economico o spirituale, è quindi ampiamente giustificata. Possiamo affermare in conclusione che l’Occidente democratico a trazione anglofona e sionista è di fatto un impero della menzogna.

 

 

Scontro tra entità contrapposte

 

Entità positiva

 

Esiste quindi uno scon­tro tra lo Spirito che agisce nei popoli e le compa­gini occulte, sostanzialmente neoaristocratiche, che vorrebbero determinare il corso della storia mantenendo privilegi di casta. Per Rudolf Steiner, lo Spirito di popolo è un essere appartenente alla gerarchia degli Arcangeli (o Spiriti del Tempo). Ogni popolo o comunità culturale ha un Arcangelo che funge da guida, influenzando le sue caratteristiche, la lingua, la cultu­ra, le tradizioni e il destino collettivo. Gli spiriti di popolo hanno il compito di orientare l’evoluzione di un gruppo umano in una determinata epoca storica, favorendo lo sviluppo di qualità specifiche che contribuiscono al progresso complessivo dell’umanità. Ad esempio, un popolo può essere chia­mato a sviluppare l’arte, la filosofia, la scienza o altre espressioni culturali. Lo Spirito di popolo non sopprime l’individualità delle persone, ma fornisce un contesto spirituale e culturale in cui gli individui possono esprimere il loro karma e contribuire al destino collettivo. Il Dottore sottolinea che l’individuo può trascendere l’influenza dello Spirito di popolo attraverso il proprio sviluppo spirituale.

 

Entità negativa

 

A ben guardare, le compagini neoaristocratiche, che operano al servizio delle loro stirpi familiari e i circoli di potere – si pensi agli Agnelli o ai Rothschild (vedi “I veri ricchi non sono atei ma negromantici”, https://www.larchetipo.com/2025/08/etica/il-dito-di-dio-tra-le-righe-della-storia/) servono, consapevolmente o inconsapevolmente, entità sostanzialmente demoniache.

 

 

Coscienza universale che trascende i confini

 

Tripartizione sociale

Tripartizione sociale

 

Dal punto di vista delle indicazioni di Rudolf Steiner, l’epoca di Michele, come Spirito reggente di un periodo iniziato intorno al 1879 e destinato a durare circa 350 anni, rappresenta un periodo cruciale per l’evoluzione spirituale dell’umanità, caratterizzato da un impulso verso una coscienza universale che trascende i confini nazionali, etnici e culturali: un modo di pensare che unisce tutti gli esseri umani, andando oltre i contrasti tra nazioni, etnie e culture. Proviamo a guardare questi cambiamenti con realismo, ma anche con ottimismo. Nel corso dei secoli, il mondo è cambiato molto.

 

Osserviamo a volo d’uccello questi ultimi tre secoli. Nel 1800, l’Europa ha colonizzato molte parti del mondo. Questo colonialismo, pur con la sua durezza e crudeltà, ha però portato idee razionali e moderne in tanti Paesi, aiutandoli a svilupparsi e creando un progresso, anche se a caro prezzo. Ad esempio, i leader come Gandhi hanno usufruito del pensiero occidentale moderno.

 

Nel 1900, il vero potere ha iniziato a spostarsi verso gli Stati Uniti, che hanno diffuso il loro modello di vita attraverso guerre e propaganda culturale, ma questo fenomeno imperialista ha favorito scambi economici globali, permettendo a molti Paesi di diventare economicamente piú forti. Nel secolo precedente si era rafforzato il pensiero, dapprima nei leader indipendentisti delle colonie; con il Novecento, quel pensiero rafforzato è entrato nel mondo economico, portando benessere, commerci, cultura e industrializzazione. Il consumismo è arrivato ovunque, brutta faccenda, ma questo pensiero occidentale ha rafforzato ad esempio la Cina e l’India che oggi sono pronte a confrontarsi  con l’imperialismo occidentale.

 

Non tutti i mali, infatti, vengono per nuocere. Il terzo passo dopo quello coloniale e imperialista è stato ispirato dal globalismo. Intorno al 2000, le lobby globaliste dell’Occidente hanno provato a imporre l’idea di un governo mondiale unico, accompagnato da una cultura unificata e da un’eco­nomia globalizzata. Le aristocrazie venali credevano che questo modello potesse essere imposto a tutto il pianeta. Il “Grande Reset”, proposto da Davos, è però fallito, malgrado i contrasti violenti che accompagnano la fine di un mondo. Anche all’interno dell’Occidente, sempre piú persone non credono piú alle narrazioni della democrazia e del progressismo raccontate dai governi e dai media occidentali. Questo è un risultato straordinario, perché significa che il mondo sta diventando piú consapevole e attento alla verità storiche. L’azione delle lobby occulte nel Deep State degli Stati Uniti, ad esempio, inizia ad essere percepita come possibile in modo maggioritario dall’elettorato MAGA che ha dato la vittoria a Donald Trump, mentre un importantissimo storico statunitense come Arthur Schlesinger, mezzo secolo fa, non poteva o non osava scrivere neppure una nota marginale sull’argomento.

 

 

Visibilità dell’Opera di Michele

 

È interessante raffrontare questa analisi del 2025 con quanto scrivevamo sull’“Archetipo” nel 2004, cioè 21 anni or sono. Allora, nel 2004, poteva esistere ancora l’illusione che l’Europa potesse ritagliarsi un ruolo indipendente dallo Stato guida imperiale d’Occidente; oggi quell’illusione è caduta, malgrado i globalisti tentino di ricompattare il nostro continente in chiave antirussa.

 

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. L’idea europea è stata anche usata strumentalmente dai globalisti per opporsi alle politiche di Trump. Nei primi anni 2000 nel momento di maggiore forza del globalismo dovevamo essere accorti ed usare maggior prudenza. Sull’“Archetipo”, chi vi sta scrivendo preferiva usare i nomi dei politici citati usando un tono fiabesco e leggendario per esprimere dei contenuti difformi dal pensiero dominante. Ad esempio, George Bush Jr., all’epoca, era definito l’imperatore Busci II. Perfino usare il termine “Impero d’Occidente” poteva apparire come una bizzarra e polemica iperbole, riservata ai pochi che potevano poeticamente sfiorare determinati concetti. Oggi, anche nei discorsi da bar, grazie anche alla con­troinformazione, si inizia a comprendere che parlare di impero russo, cinese od occidentale ha un senso realistico.

 

Arcangelo Michele

Arcangelo Michele

 

La dimostrazione della progrediente consapevolezza collettiva emerge ri­leggendo gli arretrati della nostra rivista. Ciò che nel 2009 l’Uomo dei Boschi (altro pseudonimo di chi vi scrive) definiva per prudenza “Aristocrazia de­gli Eletti”, oggi può essere chiamata con il suo nome, ovvero: la lobby sionista, dominata dagli ashkenaziti o dalla Cabala ed incistata nelle burocrazie degli Stati. La maggiore trasparenza con cui oggi ci possiamo esprimere, è stata paradossalmente resa possibile dalla protervia di chi pensava di dominare il pianeta. Che dire, se non ringraziare l’Altissima Entità di Michele Arcangelo, che, da Spirito guida della nostra epoca, irraggia luminosi pensieri evolutivi, rendendo possibile superare il Karma della Menzogna, rendendo Loki visibile a milioni, se non miliardi di esseri umani.

 

 

Salvino Ruoli