La figura di San Michele

Sacralità

La figura di San Michele

Arcangelo Michele

 

Premessa Il mio primo articolo scritto nel marzo 2018 dedicato a San Michele, intitolato “La Linea del Drago tracciata da San Michele Arcangelo (La linea del Drago tracciata da San Michele Arcangelo – L’Archetipo) è senza alcun dubbio l’articolo piú letto nella storia della rivista L’Archetipo, tra i primi classificati nella Top Ten mensile sino ad oggi. La popolarità costante e di lunga durata può essere sicuramente attribuita alla forte influenza culturale e spirituale dei luoghi di culto dedicati a San Michele Arcangelo, in particolare Monte Sant’Angelo. Questo sito è uno dei piú antichi e importanti santuari in Europa, con una storia che risale al V secolo. Essendo meta di pellegrinaggi da parte di fedeli provenienti da tutto il mondo sin dal Medioevo, Monte Sant’An­gelo rappresenta un polo di attrazione non solo religiosa ma anche culturale e turistica. Il santuario, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è noto per la sua sacra grotta, dove secondo la tradizione l’Arcangelo apparve piú volte, conferendo a questo luogo una forte carica mistica e simbolica.

 

La Grotta di Monte Sant’Angelo

La Grotta di Monte Sant’Angelo

 

Questi elementi, insieme alla diffu­sione del culto di Michele lungo la cosiddetta “Linea del Drago”, una linea energetica che collega sette santuari dal nord Europa fino al Medio Oriente, hanno alimentano l’interesse storico, esoterico e spirituale che articoli come questo riescono prontamente ad intercettare.

 

Inoltre, va aggiunto che i canali di diffusione presso questi luoghi di culto, fungono da punti di riferimento e pellegrinaggio, contribuendo quindi a sostenere e amplificare la visibilità e l’interesse verso contenuti tematici correlati all’Arcangelo Michele, stimolando l’approfondimento e la divulgazione di tali argomenti anche nella cultura contemporanea.

 

In sintesi, la forte tradizione di pellegrinaggio, la fama storica e spirituale del santuario e il network dei luoghi di culto dedicati a Michele, hanno senz’altro facilitato la diffusione e il successo continuativo di questo articolo, contribuendo a mantenerlo in cima tra i piú letti nel tempo. Giova tuttavia evidenziare che avendo l’articolo messo in relazione i famosi SETTE SANTUARI sulla Linea del Drago con gli altrettanto famosi SETTE CHAKRAS del corpo umano, ciò ha sicuramente avuto un impatto misterico sui numerosi lettori e ha favorito cosí tanta popolarità.

 

A tale riguardo ho avuto modo di approfondire queste tematiche misteriche in tre successivi articoli apparsi sull’Archetipo:

 

1. (Pensiero e operatività per vincere gli Ostacolatori – L’Archetipo) Il primo scritto nel giugno 2022 nel quale proponevo una stretta correlazione tra la preghiera di Rudolf Steiner all’Ar­cangelo e le tecniche della Concentrazione e Meditazione proposte dallo stesso Steiner e da Massimo Scaligero (vedi anche 4° Convegno “Mistero di Michele” – Mattina del 15 ottobre 2022 min,47:10).

San Francesco di Paola

San Francesco di Paola

 

2. (L’impulso della Forza di Michele nei suoi simboli solari – L’Archetipo) Il secondo dei tre scritto nel dicembre 2023, nel quale enfatizzavo il modus operandi di Michele come Entità Spirituale Solare in alcune particolari circostanze, come la famosa apparizione a San Francesco di Paola nella quale Michele donò al Santo taumaturgo il famoso man­tello con il cappuccio e il Disco Solare, quest’ultimo divenne l’emblema ufficiale del Santo per volontà dello stesso Arcangelo.

3. (Come forgiarsi la spada di Michele – L’Archetipo) Il terzo articolo scritto nel dicembre 2024, nel quale evidenziavo una sintesi delle tecniche meditative superiori (prerogativa esclusiva di Massimo Scali­gero) incentrate sulla trasmutazione della Shakti Immanente in un campo pervasivo fatto di pura luce vibrante (luce del Logos). Queste tecniche scaligeriane verranno meglio approfondite nei succes­sivi paragrafi del presente studio.

 

 

L’ARCANGELO MICHELE E MASSIMO SCALIGERO

 

Michele

 

Secondo Massimo Scaligero, Michele è una entità solare definita l’Arcangelo del Tempo, lo Spirito guida dell’epoca attuale, colui che permette all’uomo moderno, imprigionato nella cerebralità e nel materialismo, di riconnettersi con il piano spirituale non piú attraverso il sentimento mistico o la sola ispirazione, come avveniva nelle età passate, ma per mezzo di una libera azione cosciente e volitiva del pensiero (https://www.larchetipo.com/2016/02/testimonianze/i-percorsi-del-cuore/).

 

Michele o Mīkhā’el, (Colui che è come Dio) non opera imponendosi sull’essere umano, può agire solo se l’uomo attua la propria libertà e gli va incontro, superando il limite cerebrale ovvero la matrix di brama ed egoismo nella quale l’uma­nità è confinata. La sua azione consiste nel guidare l’uomo là dove l’intelletto può superare coscientemente il limite osta­colativo (indotto da entità provenienti dell’astrale inferiore quali Lucifero e Ahrimane) e aprire il cuore alla vera esperienza spirituale.

 

Michele che agisce dall’astrale superiore viene visto come il portatore di una nuova connessione diretta con il Divino e con il Logos intesa come forza solare-volitiva, che deve essere accolta consapevolmente nell’Io individuale. L’autentica esperienza di Michele passa dunque attraverso la vittoria del pensiero puro sulle forze ostacolatrici, forgiando cosí la propria spada nella volontà più alta. Scaligero sottolinea che la via di Michele è la via della libertà interiore, dell’Io che, dominando la propria natura inferiore può diventare in epoca moderna “Costruttore di Civiltà” e canale privilegiato della luce del Logos solare sul nostro pianeta.

 

 

CONNESSIONE PRIVILEGIATA CON MICHELE

 

Secondo Scaligero, la connessione con Michele richiede una disciplina rigorosa che si fonda sull’ascesi del pensiero, cioè sulla pratica di “concentrazione” e “meditazione” tale da trasformare il pensiero comune in “Pensiero Vivente”. Ecco i punti chiave per praticare questa connessione secondo le sue esigenze:

 

  • Concentrazione – Praticare esercizi quotidiani di concentrazione su un oggetto, un simbolo o una semplice rappresentazione mentale, mantenendo la focalizzazione senza lasciarsi distrarre da altri pensieri o dalle emozioni.

 

  • Superamento della soggettività – Il praticante deve imparare a distinguere il pensiero vero dai propri stati emotivi e reattivi, sviluppando una volontà di pensiero indipendente da impulsi personali.

 

  • Meditazione attiva – Scegliere meditazioni che impegnino il pensiero puro, come ad esempio rappresentare mentalmente un’immagine o un concetto lasciando fuori ogni giudizio e coin­volgendo anche il sentimento e il volere. Questa meditazione deve essere sentita come un rito sacro e vissuta con devozione, ardore e slancio interiore.

 

  • Contemplazione profonda – Attraverso la ripetizione e l’intensificazione della concentrazione, si arriva a una contemplazione nella quale si sperimenta la “forza” del pensiero vivo, condizione che può portare all’esperienza della realtà spirituale.

 

  • Offerta interiore – Vivere ogni esercizio come un’offerta di sé al Divino e del proprio pensiero all’azione spirituale piú alta (il Logos – la Forza solare) nella consapevolezza che Michele opera solo là dove l’Io umano conquista la propria libertà interiore e la dona come strumento del Divino.

 

Pensiero vivente

 

In pratica, la via richiede un’esercitazione costante, intensificata e disinteressata, in cui la concentrazione, la meditazione e lo studio dei testi sacri diventano azioni rituali tramite cui si rende il proprio pensiero puro ed aureo: è la via della Rosacroce.

 

 

 

L’ORO TERRESTRE È LA TRACCIA MINERALE DEL SOLE

 

Secondo il metodo scaligeriano per la Connessione con Michele tre esercizi specifici possono essere formulati in progressione dopo la Concentrazione. Quest’ultima, ricordiamo, va esercitata per pochi minuti su un oggetto di piccole dimensione prodotto dall’uomo capace di attivare una shakti immanente e luminosa in uno dei tre centri fondamentali (plesso solare, plesso cardiaco e centro frontale).

 

Si parte dapprima nel plesso solare dove è necessaria una meditazione che coinvolga in modo esteso per tutti gli esercizi l’Immaginazione Creatrice (L’imaginazione creatrice – L’Archetipo) e che dapprima agisca muovendo tale shakti in senso antiorario secondo le indicazioni di Massimo:

 

Yoga Meditazione Magia

 

«Si imagini una corrente circolare ovoidale che salga dall’addome e, all’altezza del plesso solare, attraversi il corpo, scenda giú lungo la spina dorsale, passi alla base di essa e risalga lungo l’addome sino a ritornare a passare per il plesso solare. Questa corrente va animata dapprima con un normale ritmo respiratorio, il piú calmo possibile, in modo che il moto ascendente (addome-plesso solare) sia impresso dalla inspirazione e il discendente (spina dorsale, perineo) dalla espirazione. L’esercizio non è un esercizio respiratorio, bensí imaginativo: perciò nella misura in cui la corrente cominci a circolare come per forza propria, il respiro deve cessare di essere l’avviatore del movimento, questo deve continuare per via di determinazione imaginativa. L’esercizio deve avere una durata di almeno tre minuti» (M. Scaligero, Yoga Meditazione Magia – Teseo, Roma).

 

Tecniche della concentrazione interiore

 

Un secondo esercizio utile integrabile con la percezione del battito cardiaco percepibile nelle mani congiunte e con l’ausilio della vocalizzazione del nome ebraico di Gesù in due tempi al ritmo del respiro agisce nel plesso cardiaco ed è recuperabile (a meno delle mie integrazioni) nel libro Tecniche di Concentrazione Interiore edito da Mediterranee. Trattasi dell’esercizio XIII. «Il discepolo, dopo l’esercizio di concentrazione, si esercita a contemplare la Luce, vedendola come un Sole nascente che illumina l’oscurità interiore. Evoca l’ètere del Calore e l’ètere della Luce, radianti nel mondo dal Sole spirituale. Deve sentire che il potere radiante del Sole è lo stesso potere di vita che anima il battito del cuore»

 

Manuale pratico della meditazione

 

Un terzo esercizio avanzato presente in Manuale pratico della meditazione (Tilopa, Roma), agisce direttamen­te nel centro frontale e consiste nel portare una essenza di luce sotto forma di shakti immanente tra epifisi ed ipofisi: in questo modo «l’operatore apprende come passare attraverso il non respiro avendo come supporto la corrente del respiro negativo, egli percorre il sentiero che porta alla realizzazione della Pietra Filosofale. Un nuovo tipo di respiro gli viene donato.

 

Shakti immanente

 

I Maestri della Rosacroce sorvegliano che il segreto di questo respiro non sia conosciuto da chi, malgrado lo sviluppo delle facoltà occulte, possa farne un uso irregolare. Si può tentare per anni di superare il limite del respiro egoico e insistere nel connettere il respiro negativo con la sfera della volontà ma senza riuscirci minimamente. Il segreto della Pietra Filosofale è una conoscenza che non dipende dalla sagacia umana, bensí dalla degnità che i Maestri giungano a verificare nel discepolo».

(La pietra Cintamani – L’Archetipo).

 

 

Kether