A volte si scrive per onorare un impegno; o per un impulso devozionale che ci spinge a dare un nostro minuscolo contributo; o per continuare la divulgazione di un quid ritenuto importante.

Fabio Brescacin
Questo scritto nasce dalla tristezza suscitata da un articolo totalmente denigratorio su Rudolf Steiner e l’Antroposofia, apparso il 12 agosto sul quotidiano La Verità, e mirabilmente rettificato il giorno dopo dal Presidente di NaturaSí, Fabio Brescacin, cui va la piú sincera gratitudine.
L’autrice del primo articolo sostiene con entusiasmo le tesi di un recente testo di Francesco Avanzini che fornisce un’immagine dell’Antroposofia e del suo fondatore in grado di generare lo sconfortante quesito di come sia possibile travisare a tal punto la realtà da parte di anime indubbiamente meritevoli sotto piú di un aspetto. Ci viene infatti detto che l’autore del testo intitolato a Rudolf Steiner, è un valente medico in pensione, credente, ricco di esperienza; elementi di cui non abbiamo motivo di dubitare, come pure dell’alta professionalità dell’autrice dell’articolo.
Nei confronti della concezione Antroposofica, tre appaiono le principali accuse.

Preparato di Cornoletame AgriBio
Il metodo biodinamico di preparazione del concime viene di fatto presentato come sostanzialmente privo di qualunque credibilità: «Il letame va sepolto in un corno di vacca durante la luna calante e riesumato in primavera».
Evidentemente si tratta di un’estrapolazione innaturale di un momento decisivo che trova ampia giustificazione nella concezione integrale di riferimento, metodica che registra un crescente numero di adesioni. E che inoltre trascura il tradizionale ruolo riconosciuto alla Luna anche nella tradizione contadina. È un caso esemplare di quanto sia “facile” presentare critiche sull’Antroposofia, concezione che contempla molteplici aspetti della Realtà, ad un’opinione pubblica da decenni abituata a ragionare solo in brutali termini fisio-chimico-meccanici.
In materia di Medicina antroposofica viene apertamente stigmatizzata la diffusione di «ospedali pubblici europei convenzionati, di reparti di oncologia pediatrica che prescrivono estratti di vischio sottocutaneo secondo i protocolli dettati da Steiner».
Si tratterebbe dunque di istituzioni ufficiali che proseguono nella loro attività del tutto insensibili alla sorte dei pazienti, quanto disinteressate alla verifica dei reali effetti delle terapie menzionate? Specifiche le critiche verso i rimedi antroposofici: «spacciati per terapia ‘olistica’ a genitori disperati». In proposito si aggiunge che l’autore del testo: «ha visto morire pazienti oncologici trattati con estratti di vischio, invece che con cure degne di questo nome».
Un medico antroposofo è regolarmente laureato in Medicina, spesso con una o piú specializzazioni, e ha sempre ben presente il titolo dell’ultima pubblicazione steineriana in materia scritto in collaborazione con la Dott.ssa Ita Wegman: Elementi fondamentali per un ampliamento dell’arte medica (Editrice Antroposofica, O.O. N° 27) esplicito riconoscimento del valore delle conoscenze mediche esistenti, cui la medicina antroposofica intende apportare il proprio contributo. Conseguentemente il suo senso di dedizione al malato gli impone l’adozione di ogni terapia disponibile da lui ritenuta confacente.

Ma è sulle tematiche religiose che l’articolo appare del tutto ignaro della concezione steineriana. Un vero antroposofo certamente non si riconosce in quella parte della società: «che irride le credenze cattoliche»; e mai: «chiude la porta al Vangelo»; né tantomeno oserebbe affermare che: «il cattolico che crede alla Transustanziazione è un fanatico medioevale»; o che: «la donna che al Rosario chiede l’intercessione della Madonna è un’illusa»; e certamente non sono gli antroposofi che: «si stracciano le vesti se un vescovo cita San Tommaso», figura eccezionale cui Rudolf Steiner ha dedicato un ciclo di conferenze.
L’articolo sembra accusare l’Antroposofia di aver trascurato il Cristianesimo, in favore di una sorta di oscuro paganesimo mistico. In realtà l’importanza che il Risorto riveste nella concezione antroposofica è tale da indurre Steiner ad affermare che tanto se ne conosce quanto si conosce del Cristo.
Ove si necessiti di ulteriori prove, è sufficiente considerare la presenza delle tematiche cristologiche nel corso di tutta l’opera steineriana; l’alto numero di testi dedicati al Cristianesimo, al Cristo stesso, ai Vangeli; la continua centralità di quello giovannita.
Cosí l’autrice si rivolge ai suoi contemporanei: «Avete voluto la ragione senza la fede? Vi siete presi Steiner».

La posizione dell’Antroposofia è opposta: mira ad arricchire la Fede con la ragione, nella provata convinzione che sia quanto esige la nostra epoca. Le parole che seguono, citando altri cosiddetti protagonisti dell’occulto, del tutto ignorati dall’Antroposofia, potrebbero anche indurre a ritenere che sia stato Rudolf Steiner ad aprire loro la strada: nesso causale tutto da dimostrare.
Viene inoltre sottolineato che l’autore del libro: «Non insulta gli antroposofi: li commisera». Parole che inducono a ricambiarle con amore.
L’articolo conclude affermando che: «L’unica vera scienza dello spirito, quella con la S maiuscola, sta ancora scritta in quattro Vangeli che si leggono in un pomeriggio».
Siamo totalmente d’accordo che nei quattro testi sia ben custodita tutta la Verità, e ci auguriamo che i fedeli vi dedichino una lettura meno frettolosa.
Francesco Leonetti
