Il Bosso, buxus sempervirens, è una specie sempreverde a metà tra un grande arbusto e un alberello che può raggiungere anche i sei metri d’altezza ed è originario del Nord Africa, Asia e alcune parti dell’Europa.

Bosso (Buxus sempervirens)
Sacro ai Greci e poi ai Romani era associato, insieme al cipresso e al tasso, ad Ade, dio greco degli Inferi, e a Cibele.
Da questo, anche nella tradizione, è invalso l’uso di usare il Bosso nelle siepi all’interno dei cimiteri, ma come sempreverde simboleggia la Vita che rinasce.
Presso i Galli era divinizzato e simboleggiava l’immagine dell’Eternità.
In Scozia ed in Inghilterra, dove l’olivo non è di casa, rami di Bosso venivano portati in processione la domenica delle Palme.

Tabacchiera in legno di Bosso
Il nome deriva dal latino buxus, pugno chiuso, serrato, in riferimento al legno durissimo e liscio che veniva usato per farne portagioie e portaunguenti, da qui il nome “bussolotto”.
In greco il Bosso era chiamato pyksis, da cui deriva il nome dei contenitori delle ostie consacrate, le pissidi, che pure erano fatte di questo legno, che ha evocato nei millenni i simboli della Fermezza e della Perseveranza.

Preziosa scultura in legno di Bosso
La durezza del legno di Bosso ha permesso nei secoli passati di realizzare preziose sculture, come questa miniatura del XVI secolo realizzata nei Paesi Bassi. La metà superiore presenta il Paradiso, sotto il Purgatorio e piú sotto l’Inferno. La metà inferiore rappresenta l’Annunciazione della Vergine. Una incredibile precisione artistica tuttora perfettamente conservata.

Crocifisso del 1700 in legno di bosso
Oggi il Bosso è quasi ignorato dalla moderna medicina e dai testi di fitoterapia, se pur studi scientifici stanno rivalutando l’efficacia dei preparati di questa pianta.
Nel passato il Bosso era un importante rimedio che aveva fama di curare ad esempio sifilide, epilessia, reumatismi, gotta e malaria. La sua efficacia era nota a Ildegarda di Bingen, al Mattioli e al Lemery, per citarne alcuni.

Rami con foglie di Bosso
Tutte le parti della pianta sono altamente tossiche, per l’alto contenuto di alcaloidi quali la buxina e la ciclobuxina.
Ricercatori americani hanno di recente scoperto che la buxina inibisce notevolmente lo sviluppo delle cellule tumorali, aprendo cosí nuove prospettive nella cura dei tumori di varia natura.
Tutte le parti della pianta, corteccia, foglie e radici, hanno proprietà terapeutiche che sarebbe lungo elencare e che spesso sono poi quelle note già nel lontano passato.
Se ne possono fare tinture, decotti, estratti fluidi e gemmoterapici, ma tutto questo solo da medici esperti in materia; il Bosso non è certamente pianta da medicina casalinga!

Ammirevoli le siepi perfette formate dal fitto fogliame del Bosso, che per questo è una delle piante da siepe e da ornamento piú apprezzate e classiche nel giardinaggio, caratterizzata dal fogliame fitto, lucido e di un bel colore verde intenso che dona un aspetto molto compatto e ordinato.
Davirita
