L x H x P

Spiritualità

L x H x P

 

La scienza, nella sua globalità, ce lo siamo detto tante volte, è nel giusto per il periodo che stiamo vivendo. Anch’essa evolve con l’uomo, quindi in ogni periodo ci sono cambiamenti e nuove acquisizioni. Attualmente, il suo errore sta nell’escludere l’uomo dal suo progetto.

 

Un po’ come se, abitando a Roma, per andare a Milano si studiasse il percorso escludendo Roma stessa. Sarebbe sicuramente corretto, ma non servirebbe a nulla, oppure, quanto meno, complicherebbe i calcoli inutilmente.

 

Ovviamente è un esempio che vale per quello che è; però è utile per cercare di comprendere il senso “dell’errore” della scienza.

 

Parlando di tridimensionalità, l’individuo parte da se stesso senza accorgersene; e si fa aiutare da un concetto astratto di tre assi (assi e/o piani cartesiani) perpendicolari tra loro, per collocare nello spazio tutto il percepito. Ma in questo modo, ci spiega il nostro Maestro, Rudolf Steiner, in Corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo, ne ha solo una contezza confusa.

 

In realtà il riferimento riguarda la posizione materiale che occupa nello spazio. Infatti l’individuo riesce ad avere coscienza dell’altezza solo per il fatto che sta eretto in piedi; come il senso dell’ampiezza grazie ad una parte sinistra e una destra del proprio corpo; e un davanti e un dietro, proprio perché il corpo eretto ha una parte anteriore ed una posteriore.

 

Non si tratta di sovvertire la fisica come la conosciamo oggi, ma di prendere coscienza di un punto di vista diverso.

 

Uomo diviso in assi

 

I tre piani individuali seguono percorsi che Steiner, nel medesimo libro ci spiega molto bene.

 

Il primo asse è verticale dalla testa ai piedi perpendicolare al corpo, e passando per il centro del naso lo divide in due simmetricamente: sinistra e destra.

 

Il secondo lo si ottiene allargando le braccia lateralmente, con i palmi verso il basso, e divide il corpo in due tra parte alta e bassa.

 

Il terzo lo taglia in due parallelamente, dividendo il corpo tra parte anteriore: viso, petto ecc.; e parte posteriore: nuca schiena ecc.

 

L’incrocio dei tre assi è, caso strano, proprio il cuore.

 

Su questi tre assi sono anche tre piani che si estendono all’infinito, dove l’origine, il punto a tre zeri, è sempre il proprio cuore.

 

Rappresentano anche, ci dice il Dottore, pensare, sentire e volere. Ma questo non deve essere “capito”, “conosciuto”, bensí risvegliato. Percepito nel suo svolgersi. Rendersi conto dell’origine di ognuno di loro nelle qualità fondamentali dell’individuo.

 

Si può anche imparare a sentirsi partecipi dell’universo quale origine in sé. Quindi, pur se considerato giusto scientificamente, pensare che “si fa parte di un pianeta che è il terzo che gira attorno alla stella che fa parte di una periferia di un braccio di una galassia che appartiene ad un ammasso ecc.”, dobbiamo anche capire che questo è inutile rispetto all’evoluzione personale.

 

Sarebbe importante risvegliare la coscienza dei tre piani cartesiani che da ognuno si dipanano verso l’infinito, verso le stelle piú profonde del cosmo. Il senso stesso dell’universo cambierebbe polarità.

 

Si potrebbe riflettere, ad esempio, come incida, nella vita della Terra e dei singoli esseri che l’abitano, un pianeta come Giove quando si allontana dal nostro pianeta oppure si avvicina.

 

Si tratta di cambiare prospettiva, non verità scientifica.

 

Il sistema copernicano e galileiano hanno sicuramente portato maggiore coscienza razionale, nessuno chiede di negarne la veridicità ed il fondamento.

 

Per quanto infinito possa essere il cosmo e infinitesimo il singolo essere umano, pur esso ne fa parte e l’interazione non viene a mancare per la differenza di grandezza.

 

Uomo centro del cosmo

 

Sentirsi al centro del cosmo, non è un atto di deliberato senso di superiorità, come potrebbe apparire ad una lettura superficiale. Sentirsi al centro del cosmo è iniziare ad avere un rapporto cosciente con tutto il movimento delle stelle rispetto al proprio destino.

 

Sarebbe auspicabile che la scienza prendesse questa strada, studiando, accanto alle attuali verità scientifiche, come l’uomo, il singolo, s’interfacci con esse.

 

La posizione della Terra rispetto al Sole, rispetto alla periferia della Via Lattea, potrebbe interessare un extraterrestre dipinto di verde, ammesso che esista, per l’Uomo sarebbe molto piú importante capire l’opposto.

 

Nel cuore di ogni essere umano c’è il centro del cosmo e tutto l’universo gli gira attorno.

 

Non perché sia appurato scientificamente, ma perché è spiritualmente giusto.

 

Ogni individuo si evolve verso il cosmo partendo dal cuore, quindi sarebbe giusto capire come questi è composto rispetto ad esso, non il contrario.

 

 

Massimo Danza